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Cronaca

Colpo da 56mila euro a Stresa: presi dopo mesi di fuga in giro per l'Europa

La banda smantellata tra Italia, Svizzera e Francia

Colpo da 56mila euro a Stresa: presi dopo mesi di fuga in giro per l'Europa

Colpo da 56mila euro a Stresa: presi dopo mesi di fuga in giro per l'Europa (foto di repertorio)

Un colpo studiato nei dettagli, messo a segno in pochi minuti e con una fuga che ha attraversato mezza Europa. Ma alla fine il cerchio si è chiuso.

A distanza di mesi, i carabinieri sono riusciti a smantellare la banda responsabile del furto da 56mila euro di gioielli a Stresa, arrestando tutti e tre i componenti tra Italia, Svizzera e Francia.

I fatti risalgono allo scorso giugno, quando un rappresentante di preziosi si trovava nella località sul Lago Maggiore per lavoro. È proprio durante una pausa pranzo che i ladri entrano in azione, dopo aver seguito con attenzione ogni suo spostamento. Non un gesto improvvisato, ma un colpo pianificato.

Secondo quanto ricostruito, i tre uomini — di 30, 43 e 44 anni, tutti di nazionalità colombiana — avevano pedinato la vittima, attendendo il momento più favorevole per colpire. Una volta individuata l’occasione, hanno forzato un vano nascosto nel bagagliaio dell’auto del rappresentante, riuscendo a impossessarsi di tre rotoli contenenti campionari di gioielli in oro, titanio e pietre preziose.

Un bottino consistente, pari a circa 56mila euro, sottratto in pochi istanti e senza lasciare tracce immediate. Ma proprio da lì sono partite le indagini del nucleo investigativo dei carabinieri di Verbania, che hanno ricostruito passo dopo passo i movimenti della banda.

L’inchiesta ha portato a identificare i tre responsabili, tutti già noti alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio e risultati irregolari sul territorio italiano. Da quel momento è scattata la caccia ai responsabili, che nel frattempo si erano spostati oltre confine.

Il primo arresto è arrivato a ottobre a Monza. Poi, a febbraio, è stato individuato il secondo componente in Svizzera. Infine, nei giorni scorsi, il terzo uomo è stato fermato in Francia: per lui si attende ora il via libera all’estradizione verso l’Italia.

Un’indagine che si è sviluppata su scala internazionale e che ha richiesto il coordinamento tra diversi Paesi, a dimostrazione di come questo tipo di reati — soprattutto quando legati a gruppi organizzati — non conosca confini.

Resta ora da chiarire il destino della refurtiva e se parte dei gioielli sia stata recuperata. Ma intanto, per gli investigatori, il risultato è chiaro: una banda specializzata, capace di colpire con precisione e rapidità, è stata fermata.

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