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29 Marzo 2026 - 14:51
Le immagini sul posto della simulazioen
Un’ondata di panico sugli spalti, decine di feriti, un arresto cardiaco in campo. Non è successo davvero, ma poteva succedere. Ed è proprio su questo scenario che sabato 28 marzo si è svolta una maxi esercitazione all’Allianz Stadium, organizzata da Anpas Piemonte per testare la capacità di risposta in caso di emergenze durante eventi sportivi.
Numeri imponenti per una simulazione che ha coinvolto complessivamente 500 persone. Tra queste, 250 comparse divise tra pubblico illeso e figuranti feriti, 150 steward distribuiti nelle aree interessate e 100 operatori sanitari tra soccorritori Anpas, medici e infermieri. Sul campo sono state impiegate sei ambulanze, tre delle quali dedicate al soccorso sanitario avanzato. Fondamentale anche il lavoro dei truccatori specializzati, che hanno ricreato lesioni realistiche per rendere la simulazione il più possibile vicina alla realtà.
Lo scenario ipotizzato ha riguardato un incidente causato da un movimento di massa non controllato nel settore ospiti del primo anello, scatenato dall’esultanza per un gol. A questo si è aggiunta la simulazione di un intervento urgente sul terreno di gioco per un arresto cardiaco, mettendo alla prova la prontezza e il coordinamento delle squadre sanitarie.
L’obiettivo era chiaro: verificare e migliorare i protocolli di gestione delle emergenze durante le partite, con particolare attenzione al coordinamento tra soccorritori e steward e al lavoro di squadra tra tutte le componenti coinvolte.
All’esercitazione hanno partecipato anche i rappresentanti del Gruppo Operativo Sicurezza (GOS), che comprende Polizia, Facilities Management Director di Juventus, Delegato per la Gestione dell’Evento di Juventus, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale e Responsabile Sanitario di Anpas. Una sinergia complessa, testata sul campo per garantire una risposta efficace in caso di eventi reali.
A spiegare il senso dell’operazione è Lorenzo Odetto, medico anestesista rianimatore: «Questa simulazione ha avuto l’obiettivo di testare, in un contesto realistico, la capacità di risposta a una maxiemergenza con numerosi feriti, come può verificarsi in situazioni di grande affluenza. Grazie a essa è stato possibile verificare i tempi di intervento, il coordinamento tra le diverse componenti – sanitarie, di sicurezza e organizzative – e la capacità di gestione sul campo, dal triage all’evacuazione dei pazienti. Non si è trattato soltanto di un addestramento tecnico, ma di un momento fondamentale per migliorare la consapevolezza e la preparazione di tutte le parti impegnate, al fine di garantire una risposta efficace in caso di eventi reali. Infine, la simulazione di intervento in caso di arresto cardiaco sul campo di gioco ha consentito ad anestesisti rianimatori, infermieri di area critica e soccorritori Anpas di migliorare la performance di un team chiamato a svolgere un intervento decisivo per la vita e la sua qualità».
Sulla stessa linea anche Vincenzo Sciortino, presidente di Anpas Piemonte: «Esercitazioni come questa rappresentano un passaggio imprescindibile per garantire standard elevati di sicurezza durante eventi che richiamano migliaia di persone. Il valore aggiunto risiede nella capacità di lavorare insieme, mettendo in rete competenze diverse e affinando procedure condivise. Per Anpas Piemonte significa continuare a investire nella formazione dei volontari e nella qualità del servizio, con l’obiettivo di assicurare risposte tempestive, efficaci e coordinate in ogni situazione di emergenza».
Anpas Piemonte garantisce l’assistenza sanitaria all’Allianz Stadium in modo continuativo dal 2014, in occasione delle partite di Serie A, Coppa Italia e competizioni UEFA, oltre alle amichevoli della Juventus Football Club. Il servizio è attivo anche allo Juventus Museum nei fine settimana e nei giorni festivi, con un’ambulanza di base e soccorritori.
Dietro questa macchina organizzativa c’è una realtà imponente: Anpas Comitato Regionale Piemonte Odv rappresenta 81 associazioni di volontariato con 17 sezioni distaccate, 11.066 volontari – di cui 4.542 donne –, 5.069 soci e 796 dipendenti, tra cui 94 amministrativi. Con 469 ambulanze, 274 mezzi per il trasporto disabili, 248 veicoli per il trasporto persone e la protezione civile e due imbarcazioni, l’organizzazione svolge ogni anno 602.324 servizi, di cui 207.271 in emergenza-urgenza 118, percorrendo oltre 20 milioni di chilometri.
Una simulazione che non è solo esercizio, ma preparazione concreta. Perché quando l’emergenza è reale, non c’è spazio per l’improvvisazione.
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