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30 Marzo 2026 - 09:14
Foehn e gelo, il Piemonte tra vento impetuoso e brusco calo delle temperature
Ancora vento forte e sbalzi termici sul Piemonte, stretto in questi giorni tra l’effetto del foehn e l’arrivo di aria fredda dal Nord Europa. Una situazione meteorologica dinamica, che porterà prima raffiche intense e temperature miti, poi un deciso cambio di scenario con il ritorno del freddo e il rischio di gelate fuori stagione.
La causa è la discesa di una nuova perturbazione lungo il bordo orientale dell’anticiclone iberico, una configurazione che favorisce la formazione del foehn, il vento secco e caldo che scende dalle Alpi. Già dal pomeriggio di lunedì e per gran parte della giornata di martedì, il fenomeno interesserà in modo diffuso la regione, soprattutto le zone alpine e le pianure nord-orientali.
Le raffiche potranno essere sostenute: si stimano velocità tra i 50 e i 70 chilometri orari su pianure e colline, con punte fino a 90-100 km/h negli sbocchi vallivi. Sulle alte valli alpine, però, il vento potrà diventare ancora più intenso, con valori tra i 100 e i 130 km/h e picchi localmente superiori sui crinali. Una situazione che potrebbe protrarsi, anche se in modo intermittente, fino alla fine della settimana su Alpi e pedemontane.
Il foehn porterà con sé anche un temporaneo aumento delle temperature. Nella giornata di lunedì, infatti, le massime potranno raggiungere valori insolitamente miti, fino a 18-20 gradi in pianura, regalando una parentesi quasi primaverile. Ma sarà solo una tregua.
Tra martedì e mercoledì è atteso infatti l’ingresso di aria più fredda di origine artico-marittima, che farà scendere nuovamente i valori termici. Le temperature diurne torneranno su livelli più contenuti, con massime comprese tra 11 e 14 gradi.

Il cambiamento più significativo arriverà però nelle ore notturne. Con l’attenuarsi del vento e cieli più sereni, le temperature minime subiranno un brusco crollo, portandosi diffusamente sotto lo zero su pianure e fondovalle del basso Piemonte. Tra le notti di mercoledì e giovedì si prevedono valori fino a -3/-5 gradi, con il concreto rischio di gelate tardive.
Le aree più esposte saranno il basso Torinese, l’Astigiano, la bassa pianura del Cuneese e i fondovalle di Monferrato, Langhe e Roero, territori dove l’escursione termica e la conformazione del terreno favoriscono il ristagno dell’aria fredda.
Una situazione che preoccupa in particolare il settore agricolo. Le gelate primaverili rappresentano infatti una delle minacce più insidiose per coltivazioni e frutteti, già entrati in fase vegetativa. Germogli e fioriture, soprattutto di vite e alberi da frutto, risultano particolarmente vulnerabili a temperature sotto lo zero anche per poche ore.
Non è la prima volta che il Piemonte si trova ad affrontare episodi simili. Negli ultimi anni, la variabilità climatica ha reso sempre più frequenti questi sbalzi repentini, con periodi miti seguiti da improvvisi ritorni di freddo. Un’alternanza che mette alla prova non solo l’agricoltura, ma anche la gestione del territorio e delle infrastrutture.
Dal punto di vista della sicurezza, le autorità invitano alla prudenza soprattutto nelle zone montane e pedemontane, dove le raffiche di vento possono causare caduta di rami, difficoltà alla circolazione e disagi alle attività all’aperto. Il quadro complessivo resta quindi instabile: prima il vento, poi il gelo. Una settimana che conferma come la primavera piemontese possa ancora riservare colpi di coda invernali, alternando giornate miti a improvvisi ritorni di freddo.
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