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29 Marzo 2026 - 11:11
Alice Castello riscopre la storia: i francesi del Re Sole rivivono tra memoria e racconto
Non solo una presentazione, ma un vero viaggio nella memoria storica di un territorio segnato da guerre e sofferenze spesso dimenticate. Nella suggestiva cornice della Biblioteca Civica di Alice Castello, ospitata nell’antica fortezza del paese, sabato 28 marzo si è svolto un incontro culturale che ha riportato alla luce pagine intense e poco conosciute del passato piemontese.
Protagonista della serata è stato lo scrittore Alessandro Mella, che ha presentato il suo volume “Nel nome del Re Sole - Cenni storici su crimini, danni ed angherie del nemico nel Piemonte in guerra e nell’alta Italia (1700-1709)”. Un titolo che già racchiude il senso di un lavoro di ricerca volto a raccontare non solo gli eventi militari, ma soprattutto le conseguenze dirette sui territori e sulle popolazioni civili.
L’iniziativa è nata grazie all’impegno delle volontarie della biblioteca, affiancate dall’amministrazione comunale, che hanno reso possibile un momento di approfondimento capace di unire cultura e partecipazione.
Nel corso dell’incontro, Mella ha dialogato con il vicesindaco Andrea Sarasso, dando vita a una conversazione dinamica e coinvolgente. Il racconto si è concentrato su uno dei periodi più difficili per il Piemonte: gli anni della Guerra di Successione Spagnola, quando il territorio fu attraversato dalle truppe francesi al servizio del Re Sole.
In particolare, l’attenzione si è soffermata sui giorni drammatici del settembre 1704, durante gli assedi di Vercelli e Ivrea. Episodi storici noti per la loro rilevanza militare, ma meno ricordati per ciò che accadde lontano dai campi di battaglia.
È proprio su questo aspetto che il libro di Mella offre una chiave di lettura diversa. Non la storia dei vincitori o delle strategie belliche, ma quella delle comunità locali costrette a subire il passaggio delle soldataglie. Un passaggio che lasciava dietro di sé devastazioni, saccheggi e violenze, incidendo profondamente sulla vita quotidiana delle popolazioni.
Il racconto ha restituito al pubblico un quadro vivido di quei mesi, in cui il Canavese e le aree circostanti furono travolti da una presenza militare invasiva e spesso brutale. Le cronache dell’epoca parlano di angherie e soprusi, di beni sottratti e di famiglie costrette a convivere con la paura.
Temi che, pur appartenendo a oltre tre secoli fa, trovano ancora oggi una risonanza particolare. La capacità di collegare il passato al presente è stata uno degli elementi più apprezzati dell’incontro, che ha saputo coinvolgere il pubblico non solo sul piano storico, ma anche su quello umano.
La sala ha risposto con attenzione e interesse, confermando quanto la riscoperta delle radici locali possa rappresentare un elemento importante per rafforzare l’identità di una comunità. Tra i presenti anche il sindaco Luigi Bondonno, a testimonianza dell’attenzione dell’amministrazione verso iniziative culturali di questo tipo.
Il successo dell’evento dimostra come esista ancora un forte desiderio di approfondire la storia locale, soprattutto quando viene raccontata con un linguaggio accessibile e con uno sguardo attento alle persone, oltre che ai fatti.
Al termine dell’incontro, Mella ha voluto ringraziare la comunità di Alice Castello per l’accoglienza ricevuta, sottolineando il valore umano di momenti come questo, in cui autore e pubblico possono condividere non solo contenuti, ma anche emozioni e riflessioni.
La presentazione si inserisce in un percorso più ampio di divulgazione. Il libro continuerà infatti il suo viaggio con nuovi appuntamenti già in programma: l’8 aprile a Lombardore, l’11 aprile ad Azeglio e il 18 aprile a Caluso. Occasioni che permetteranno di ampliare il dialogo e di portare questa narrazione anche in altre comunità del territorio.
In un’epoca in cui la memoria rischia spesso di essere frammentata o dimenticata, iniziative come quella di Alice Castello dimostrano quanto sia importante mantenere vivo il legame con il passato. Non per nostalgia, ma per comprendere meglio il presente.
Perché la storia, anche quella più lontana, continua a parlare. E quando viene raccontata con attenzione e passione, riesce ancora a coinvolgere, interrogare e unire.

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