AGGIORNAMENTI
Cerca
Attualità
28 Marzo 2026 - 19:42
Parco dei Briganti tra erbacce e siepi: 300mila euro investiti, lavori completati e dibattito acceso sul futuro della Cascinetta
C’era una promessa. Ambiziosa, concreta, raccontata fin dal primo giorno: 300mila euro per restituire vita alla Cascinetta di Borgo Revel, frazione di Verolengo, trasformandola in uno spazio moderno, pensato per famiglie, bambini e comunità. Un progetto seguito e documentato passo dopo passo: dall’annuncio dei lavori, agli avanzamenti, fino alla conclusione.
Oggi, però, quella promessa torna al centro del dibattito. A riaccendere i riflettori è il gruppo di opposizione, che sulla pagina pubblica “Verolengo per tutti” affonda senza mezzi termini:
«Sapete dov’è questo posto? Alla Cascinetta di Borgo Revel: il Parco dei Briganti. Trecento mila euro di investimento, lavori ultimati da mesi ed è ancora chiuso, con giochi da mille e una notte in preda alle erbacce. I bambini si intrufolano lo stesso tra le siepi… Chissà se per Pasqua troveranno una sorpresa».
"Sulla Cascinetta, aggiunge Daniela Caminotto, capo gruppo d’opposizione, c’è poco da aggiungere… le foto parlano da sole. Sulla rotonda, ricordano, la manutenzione non spetta al Comune, ma si sarebbe dovuto pensare a un’insegna o a una sistemazione diversa: Per esempio un tappeto di pietre bianche fisse come sfondo, o tenerla sollevata se proprio la si voleva fatta così".
Inoltre, sottolinea: «Mi dispiace che l’assessore Artusa si senta sempre chiamato in causa: con un sindaco, altri tre assessori, quattro consiglieri e cinque membri di staff, non dovrebbe sentirsi responsabile per tutto. Se come dice Artusa nei commenti i bambini possono andare nel parco a giocare, forse è il caso che lo dicano chiaramente ai cittadini che si può utilizzare perché senza ingresso e con la sbarra giù non è chiaro a tutti».
In risposta, l’assessore Francesco Artusa precisa: «L’area non è chiusa, non so loro dove lo abbiano letto. Non vi è alcun cartello di cantiere, non vi è alcun divieto. Le persone a piedi possono entrare come d’altronde stanno già facendo da mesi, la sbarra evita che le persone entrino in auto. Ma il fatto che sia chiuso nu e vero…A me dispiace solo che sono persone che sono state in amministrazione 5 anni e dovrebbero sapere quanti operai ci sono addetti alla manutenzione e che periodo è appena finito tra manutenzione straordinaria e montaggio e smontaggio dei seggi elettorali. La malafede sta nell’andare a sottolineare che l’erba non è tagliata quando i cantonieri si sono appena fatti il mazzo per 20 giorni no stop e questi guardano l’erba della Cascinetta quando fino a due anni fa sembrava il bosco del Vaj».
Nel post sul gruppo, Artusa aggiunge: «Caspita, che detective incredibile, in effetti ora è da buttare via, quando cresce l’erba, i parchi si buttano. Menomale che mi avete mandato due dei vostri a chiedere e a entrambi è stato detto che la prossima settimana avrebbero tagliato l’erba. Per non parlare del muschio: ben 75 cm per terra, follia pura. Pensa se avessimo fatto il parco dove avevate intenzione di farlo voi, nella Dora. Inoltre, non mi pare ci siano cartelli di divieto di accesso a piedi, c’è solo la sbarra per non far entrare i mezzi, a piedi sono sempre entrati tutti. Di cosa stiamo parlando?! E poi prima di fare i post, guardare da dove arrivano i soldi, quelli delle insegne da dove arrivano? E l’erba lì non è compito comunale, dovreste saperlo. Prima di scrivere cominciate a leggere».
I cittadini, da parte loro, commentano: «Meno male che ci sono stati due dei loro a segnalare la situazione. Perché se dobbiamo aspettare che l’amministrazione faccia da ‘detective’ sul territorio, altro che erba alta: qui crescono i rovi. Grazie comunque per aver riconosciuto, indirettamente, l’utilità dell’opposizione: segnalare i problemi affinché vengano risolti».
Nel dibattito interviene anche l’ex assessore Stefania Casa: «La canale, come vedi, finisce su un pavimento appena fatto. Dimenticanza dell’impresa e mancato controllo. La follia sta qui. Il muschio sta bene alla Dora, non lì».
Artusa risponde: «Il pluviale vecchio finisce lì, appena ci sarà tempo si rifarà facendolo passare da sopra la porta, nessuno si è dimenticato niente stai tranquilla. Di folle c’è solo la tua presunzione di dire agli altri come si seguono i lavori quando avete fatto distruggere un intero paese».

Parco dei Briganti tra erbacce e siepi: 300mila euro investiti, lavori completati e dibattito acceso sul futuro della Cascinetta
Tutto inizia all’inizio del 2025, quando viene annunciato un investimento importante: circa 300.000 euro destinati alla riqualificazione della Cascinetta. L’obiettivo era ambizioso: trasformare un’area poco valorizzata in un polo sportivo e ricreativo, punto di riferimento per la frazione e per tutto il territorio di Verolengo. Il progetto prevedeva nuovi spazi attrezzati, aree gioco, servizi e zone dedicate alla socialità, con un nome evocativo: Parco dei Briganti, richiamo alla storia e all’identità locale.
Con il passare dei mesi, il cantiere prende forma. I lavori avanzano e, come raccontato dai cittadini, si entra nella fase più tecnica: autorizzazioni, subappalti, definizione degli interventi. Il progetto passa così dalla carta alla realtà, mantenendo saldo l’impianto iniziale ma adattandosi alle necessità operative. Il Parco dei Briganti si delinea non solo come spazio fisico, ma come investimento concreto sul territorio.
Parallelamente, la Cascinetta torna a vivere anche prima della conclusione definitiva dei lavori. Durante l’estate, l’area ospita eventi e momenti di aggregazione, segno che il luogo sta già riconquistando il suo ruolo sociale. Feste, giochi e iniziative riportano persone e famiglie in uno spazio che per anni era rimasto ai margini, anticipando quello che diventerà il suo utilizzo futuro.
Poi arriva il momento più atteso: la fine dei lavori. Il parco è pronto, gli interventi sono conclusi e la nuova area è finalmente fruibile. Ma è qui che emergono le prime critiche. Parte dell’opposizione e alcuni cittadini sollevano dubbi: secondo loro, il risultato finale si discosta dall’idea originaria di parco tematico legato ai briganti. Non è più, sostengono, “quello che avevamo immaginato”.
Oggi, la Cascinetta e il Parco dei Briganti rappresentano molto più di un semplice progetto urbanistico. Sono il risultato di un percorso fatto di investimenti, lavoro, utilizzo reale da parte dei cittadini e inevitabili contrasti. Un luogo tornato a vivere, ma che continua a far discutere, tra rinascita, polemica e responsabilità condivise.

Parco dei Briganti

Edicola digitale
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.