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Caso Delmastro, parla Miriam Caroccia: “Non ho mai dato soldi a nessuno”

Indagini su “Le 5 Forchette” e presunti passaggi di denaro: la socia rompe il silenzio e chiede di essere ascoltata dai pm

ANDREA DELMASTRO

ANDREA DELMASTRO

«Voglio essere ascoltata dai magistrati, io non ho fatto nulla, non ho mai consegnato soldi a nessuno». È la prima presa di posizione pubblica di Miriam Caroccia, 19 anni, al centro dell’inchiesta sulla società “Le 5 Forchette”, vicenda che ha travolto l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, dimessosi nei giorni scorsi.

La giovane, figlia di Mauro Caroccia, detenuto a Viterbo per reati di mafia, compare come azionista nella Srl proprietaria del ristorante “Bisteccheria d’Italia” di via Tuscolana a Roma. Attraverso il suo legale, l’avvocato Fabrizio Gallo, respinge le accuse e si dice pronta a chiarire la propria posizione davanti agli inquirenti, che ipotizzano nei confronti suoi e del padre i reati di riciclaggio e intestazione fittizia di beni.

Delmastro, Mauro Caroccia

Il difensore sottolinea che la sua assistita, allo stato, «non è stata raggiunta da alcun avviso di garanzia» e ribadisce la totale estraneità ai fatti contestati. «È completamente estranea a qualsiasi dinamica illecita e non ha mai consegnato somme di denaro a chicchessia come sarà prontamente accertato dalla magistratura verso la quale abbiamo piena fiducia e alla quale saremo pronti a chiarire ogni cosa», afferma Fabrizio Gallo.

Intanto i pm di piazzale Clodio proseguono gli accertamenti per ricostruire l’iter che ha portato alla creazione della società, costituita in uno studio notarile di Biella. Un’indagine che potrebbe coinvolgere anche la Direzione distrettuale antimafia di Torino. Al centro degli approfondimenti un presunto passaggio di denaro legato alla cessione delle quote societarie da parte di Andrea Delmastro e degli altri soci.

Gli inquirenti hanno delegato la Guardia di Finanza a svolgere verifiche, anche di natura contabile, su conti correnti e dichiarazioni dei redditi riconducibili alla famiglia Caroccia, ritenuta vicina al gruppo di stampo camorristico dei Senese. Dopo questa prima fase potrebbero partire i primi interrogatori.

Nel fascicolo sono finite anche fotografie e video del ristorante apparsi sui social. Tra questi un video promozionale in cui lo stesso Mauro Caroccia racconta il cambio di nome del locale: «Avete visto la nuova insegna? Baffo non esiste più», dice, aggiungendo: «la nascita del nuovo nome è una storia lunga, lascia stare ma posso assicurare che la qualità della carne è la stessa».

A riaccendere le polemiche anche alcune immagini che ritraggono Delmastro nel ristorante di via Tuscolana, in una occasione insieme a un sindacalista della polizia penitenziaria. L’ex sottosegretario risulta aver frequentato il locale anche in presenza del ristoratore condannato per mafia e, in un’altra circostanza, insieme all’ex capa di gabinetto del ministero della Giustizia, Giusi Bartolozzi.

Una vicenda ancora in evoluzione, tra accertamenti finanziari, verifiche giudiziarie e versioni contrapposte che ora attendono il vaglio della magistratura.

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