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25 Marzo 2026 - 18:27
Buche, cantieri e promesse: San Mauro prova a rifare via Casale e via XXV Aprile
Le buche non sono più un fastidio da segnalare sui social. In alcuni punti sono diventate il segno più visibile di un cantiere che si trascina da mesi e che ha finito per trasformare due assi cruciali di San Mauro Torinese — via Casale e via XXV Aprile — in uno specchio del rapporto delicato tra lavori pubblici e pazienza dei cittadini.
Il tema è tornato al centro dell’attenzione del Comune giovedì 24 marzo, quando la Commissione consiliare Territorio ha dovuto mettere ordine tra proteste, cronoprogrammi e tempi tecnici. Sul tavolo non c’era solo il malumore per l’asfalto dissestato, ma il punto politico più vero della vicenda: quando finirà davvero questa lunga stagione di scavi, rattoppi e carreggiate sconnesse lasciata dai lavori di Smat per il rifacimento delle condotte?
A fare il punto è stato il vicesindaco e assessore alle opere pubbliche Luca Rastelli, che ha provato a delimitare il campo delle responsabilità e, insieme, a fissare una prospettiva concreta. Su via Casale, ha spiegato, i lavori di asfaltatura dovrebbero partire dal 7 aprile, almeno per la parte già pronta. Il tratto più delicato, quello in cui si innesterà anche la nuova rotonda, verrà invece affrontato più avanti, in estate, quando il cantiere potrà procedere senza compromettere ulteriormente la viabilità. Rastelli lo ha detto con chiarezza: «Via Casale sarà asfaltata dal 7 aprile in avanti», ma il completamento dell’intervento dovrà fare i conti con la fase successiva dei lavori e con la sistemazione complessiva dell’area.
Più complessa la situazione di via XXV Aprile, dove la strada continua a portarsi addosso i segni di un intervento ancora incompiuto. Qui il problema non è soltanto l’asfalto rovinato, ma il fatto che la carreggiata, dopo mesi di scavi e collegamenti alle utenze private, non è ancora pronta per il rifacimento definitivo. Rastelli, in Commissione, ha insistito su questo punto: prima bisogna attendere che il terreno si assesti. «Gli stacchi dovranno in qualche modo assestarsi e, nel momento in cui c’è l’assestamento, si partirà anche con quel tipo di ripristino di asfaltatura», ha spiegato, chiarendo che il Comune non può forzare i tempi senza correre il rischio di rifare il lavoro due volte.

Luca Rastelli
È qui che s’inserisce il nodo più scomodo della vicenda. Per mesi i residenti di via XXV Aprile hanno denunciato una situazione al limite, parlando di strada sconnessa, passaggi difficili, rattoppi insufficienti e condizioni di sicurezza nettamente peggiorate. E la stessa via Casale, soprattutto nei tratti più trafficati, ha mostrato un deterioramento sempre più evidente. In sostanza, mentre sotto terra si lavorava a un’infrastruttura essenziale come la rete idrica, in superficie cresceva la percezione di una città lasciata a convivere troppo a lungo con il degrado del manto stradale.
Rastelli ha cercato di spiegare perché il rifacimento definitivo non può avvenire immediatamente dopo la chiusura degli scavi. «Noi siamo controllori di questo lavoro, non siamo quelli che lo gestiscono», ha ricordato, sottolineando che l’appalto è in capo a Smat e che il Comune, pur pressando sull’avanzamento, non ha in mano la regia diretta del cantiere. Non solo. Per sostenere la necessità di attendere, l’assessore ha richiamato un caso concreto già noto in città: «Se voi vedete il cambio della condotta di via Torino, l’asfaltatura era stata fatta troppo presto rispetto all’assestamento e oggi sta cedendo». Un avvertimento tecnico, ma anche politico: meglio aspettare qualche settimana in più che ritrovarsi, tra pochi mesi, con una strada nuova solo in apparenza.
Intanto, sul piano finanziario, l’amministrazione ha messo a bilancio una cifra importante. Nel programma triennale delle opere pubbliche è stata inserita una voce da 700mila euro per il rifacimento di strade e marciapiedi sul territorio comunale. È il contenitore dentro cui rientrano anche gli interventi su via Casale e via XXV Aprile, due assi diventati, più di altri, il simbolo di una manutenzione che i cittadini aspettano da tempo e che adesso non può più permettersi ulteriori scivolamenti.
La sensazione, emersa chiaramente anche in Commissione, è che il Comune si trovi stretto tra due pressioni opposte. Da una parte c’è la necessità oggettiva di portare a termine lavori strutturali che nessuno mette in discussione, come quelli di Smat. Dall’altra c’è una città che non misura i cantieri in metri di tubature sostituite, ma in buche, sobbalzi, rallentamenti e disagi quotidiani. E quando il cantiere dura troppo, la giustificazione tecnica smette di bastare.
Per questo motivo, il passaggio sulle asfaltature è diventato qualcosa di più di una semplice voce di cronoprogramma. È un banco di prova. Se i lavori partiranno davvero nei tempi indicati, l’amministrazione potrà rivendicare di aver traghettato una fase difficile verso una soluzione stabile. Se invece i tempi continueranno a slittare, via Casale e via XXV Aprile resteranno il promemoria più concreto di una promessa ancora sospesa.
Adesso la scadenza c’è. Via Casale da aprile, via XXV Aprile dopo l’assestamento, verosimilmente tra maggio e giugno. Il resto lo diranno l’avanzamento dei lavori, il meteo, la capacità di Smat di chiudere i propri interventi e quella del Comune di far pesare il proprio ruolo di controllo. Ma una cosa è già chiara: a San Mauro, sulle asfaltature, non si misura soltanto lo stato delle strade. Si misura la credibilità della politica davanti alla vita quotidiana dei cittadini.

La Commissione consiliare Territorio
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