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Il comune del Canavese sfida il rischio idrogeologico: via ai lavori con un investimento da 350 mila euro

Prevenzione e sicurezza al centro dell’intervento: il Comune accelera contro gli effetti del clima che cambia

Il comune del Canavese

Il comune del Canavese sfida il rischio idrogeologico: via ai lavori sul torrente Malesina, investimento da 350 mila euro

Non è più il tempo delle attese. Davanti a piogge sempre più intense e imprevedibili, anche i piccoli centri scelgono la strada della prevenzione strutturale. A Ozegna sono partiti i lavori di riqualificazione e rifacimento delle sponde del torrente Malesina, un intervento da circa 350 mila euro che punta a ridurre il rischio idrogeologico e mettere in sicurezza una delle aree più sensibili del territorio comunale.

Negli ultimi anni, il Canavese — come gran parte del Piemonte — ha dovuto fare i conti con fenomeni meteorologici estremi, tra nubifragi improvvisi e piene rapide dei corsi d’acqua minori, spesso trascurati ma determinanti negli equilibri locali. È proprio su questi fronti che si gioca oggi la partita della sicurezza.

Si tratta di un intervento importante ma soprattutto fondamentale per la sicurezza dei nostri cittadini”, spiega il sindaco Federico Pozzo, sottolineando il cambio di approccio dell’amministrazione. “Abbiamo scelto di investire in modo deciso sulla prevenzione, consapevoli che la tutela del territorio è una priorità assoluta”.

L’opera in corso non rappresenta però un intervento isolato, ma il primo tassello di un progetto più ampio. Il piano prevede infatti altri due lotti già programmati, che nelle prossime settimane completeranno la riqualificazione del torrente all’interno dei confini comunali, creando una linea di difesa più solida contro eventuali criticità future.

Dietro il cantiere c’è una strategia chiara: intervenire prima che si verifichino danni, evitando emergenze e costi ben più elevati. Una logica che negli ultimi anni sta diventando centrale nelle politiche locali, soprattutto nei territori esposti a fragilità ambientali.

Siamo orgogliosi di poter portare a termine un’opera così rilevante”, aggiunge Pozzo, “frutto di una visione attenta e responsabile verso le esigenze della comunità”. Un ringraziamento arriva anche agli uffici comunali, ai tecnici e all’impresa incaricata, chiamati a tradurre in tempi concreti un progetto complesso.

Il caso di Ozegna si inserisce in un quadro più ampio: in tutta Italia cresce l’attenzione verso la messa in sicurezza dei corsi d’acqua secondari, spesso i primi a esondare durante eventi estremi. Secondo diversi studi sul territorio alpino e prealpino, è proprio la gestione di questi rii e torrenti minori a fare la differenza tra un episodio contenuto e un’emergenza diffusa.

Per questo, interventi come quello sul Malesina non sono solo opere locali, ma diventano esempi di una nuova cultura amministrativa: meno emergenza, più pianificazione. In gioco non c’è solo la stabilità delle sponde, ma la capacità di un territorio di adattarsi a un futuro sempre più incerto.

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