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24 Marzo 2026 - 14:24
“Le Rose di Sarajevo”, immagini che non lasciano indifferenti: inaugurata la mostra a Lanzo
Ci sono immagini che non si limitano a essere osservate: entrano dentro, restano, interrogano. È da qui che ha preso forma, nel pomeriggio di sabato 21 marzo al LanzoIncontra, l’inaugurazione della mostra fotografica “Le Rose di Sarajevo”, capace di trasformare una sequenza di scatti in un racconto vivo, doloroso e necessario.
A introdurre l’iniziativa è stato Emilio Ingenito, organizzatore della rassegna, che ha ricostruito il senso di un lavoro maturato negli anni e in luoghi segnati dalla sofferenza. Un progetto che non si limita a documentare, ma che si propone come strumento di memoria attiva, capace di attraversare il tempo e parlare anche al presente.
La riflessione si è poi spostata sulle parole del sindaco Fabrizio Vottero, che ha legato il ricordo delle guerre balcaniche alle crisi contemporanee. Un intervento diretto, senza enfasi, ma con una consapevolezza netta: «Di fronte a queste immagini, il pensiero va alle vittime innocenti della guerra nei Balcani, ma anche, purtroppo, a quanto sta accadendo ancora oggi. All’Ucraina, a Gaza, al Medio Oriente». Il primo cittadino ha sottolineato come esperienze globali recenti, come la pandemia, non abbiano prodotto quel cambiamento auspicato, ribadendo la necessità di mantenere viva l’attenzione: «Testimoniare, oltre a non dimenticare, serve a tenere accese le coscienze».
Accanto a lui erano presenti il vicesindaco Fabrizio Casassa e l’assessore Tina Assalto, a conferma del sostegno dell’amministrazione comunale a un’iniziativa che unisce dimensione culturale e impegno civile.
Il momento più intenso è arrivato quando le luci si sono abbassate e a parlare sono state le immagini. Un video ha accompagnato il pubblico in un percorso visivo costruito attraverso gli scatti di Angelo Baffa Giusi, Valerio Bianco, Franco Bussino, Emilio Ingenito, Giorgio Veronesi e Pier Paolo Viola. Volti, ferite, silenzi: frammenti di una storia che non appartiene solo al passato, ma continua a interrogare il presente.
La mostra prosegue al piano superiore del LanzoIncontra, dove le fotografie sono esposte in un allestimento essenziale, che lascia spazio allo sguardo e alla riflessione. Ogni immagine diventa così una testimonianza autonoma, capace di restituire il peso umano della guerra senza bisogno di mediazioni.
“Le Rose di Sarajevo” sarà visitabile fino al 26 aprile, ogni sabato e domenica (ad eccezione del 5 e 6 aprile), dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18, con ingresso libero. Un’occasione per fermarsi davanti a immagini che non cercano spettacolarizzazione, ma chiedono attenzione, tempo e consapevolezza.
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