AGGIORNAMENTI
Cerca
Evento
17 Marzo 2026 - 09:51
Le “rose di Sarajevo” arrivano a Lanzo: la guerra raccontata attraverso le ferite della città
Dettagli evento
Data di inizio 22.03.2026 - 00:00
Data di fine 26.03.2026 - 00:00
Località
Tipologia
Ci sono cicatrici che il tempo non cancella. Restano sui muri, sull’asfalto, nei volti delle persone. E a volte diventano immagini capaci di raccontare una storia meglio di qualsiasi libro. È da qui che nasce “Le rose di Sarajevo”, la mostra fotografica che sarà inaugurata sabato 21 marzo alle 17 negli spazi del LanzoIncontra, a Lanzo Torinese.
Un percorso visivo che riporta lo sguardo su una delle pagine più drammatiche della storia europea recente: l’assedio di Sarajevo, iniziato nel 1992 e durato 1425 giorni, uno dei più lunghi della storia contemporanea.
L’esposizione raccoglie gli scatti di sei fotografi – Angelo Baffa Giusa, Valerio Bianco, Franco Bussolino, Emilio Ingenito, Giorgio Veronesi e Pier Paolo Viola – che da oltre dieci anni lavorano insieme su progetti dedicati a territori segnati da conflitti e crisi. Il loro lavoro li ha portati in diverse aree del mondo, dall’Irlanda del Nord al Medio Oriente, fino ai Balcani, con l’obiettivo di raccontare ciò che resta dopo la guerra: le conseguenze, le tracce, la memoria.
Al centro della mostra c’è Sarajevo, città simbolo delle guerre balcaniche degli anni Novanta. Le immagini raccontano una realtà che, a più di trent’anni da quei giorni, continua a convivere con i segni della violenza.
Durante l’assedio, la capitale bosniaca fu completamente circondata dalle forze dell’Armata Popolare Jugoslava e dell’esercito serbo-bosniaco. Per quasi quattro anni la popolazione visse in condizioni estreme, senza accesso regolare a acqua, elettricità e cibo, sotto il costante pericolo dei cecchini e dei bombardamenti.
Il bilancio fu devastante: oltre 11.500 vittime, tra cui circa 1.600 bambini, e decine di migliaia di feriti. Numeri che raccontano solo in parte la portata della tragedia.
Le fotografie in mostra non si limitano a documentare, ma cercano di restituire la dimensione umana di quel conflitto. I palazzi ancora segnati dai proiettili, le strade attraversate dalla memoria, i luoghi che oggi convivono con un passato che non è mai davvero passato.
Tra le immagini compaiono anche i luoghi simbolo della memoria collettiva, come il Memoriale di Potočari, dedicato alle vittime del genocidio di Srebrenica, dove nel luglio del 1995 furono uccisi oltre 8.000 musulmani bosniaci. Un massacro riconosciuto come il più grave in Europa dopo la Seconda guerra mondiale.
Il titolo della mostra richiama uno degli elementi più potenti e silenziosi di Sarajevo: le “rose di Sarajevo”. Sono le cicatrici lasciate dalle esplosioni delle granate sull’asfalto, riempite con resina rossa per ricordare i punti esatti in cui hanno perso la vita i civili.
Segni discreti, quasi invisibili a uno sguardo distratto, ma carichi di significato. Piccole macchie rosse che trasformano la città in un grande memoriale a cielo aperto, dove ogni strada può raccontare una storia.
È proprio su questo equilibrio tra assenza e memoria che si muove l’intera esposizione: non una cronaca della guerra, ma un racconto di ciò che resta.
La mostra sarà visitabile dal 22 marzo al 26 aprile (con esclusione del 5 e 6 aprile) negli spazi del LanzoIncontra, in piazza Rolle, con apertura nel fine settimana dalle 10 alle 12.30 e dalle 15 alle 18. L’ingresso è libero.
In un tempo in cui le immagini scorrono veloci e spesso si consumano in pochi secondi, “Le rose di Sarajevo” invita a fermarsi. A guardare. E soprattutto a ricordare. Perché alcune ferite, anche quando sembrano lontane, continuano a parlare.


Edicola digitale
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.