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Nasce il Patto Educativo: Forno Canavese scommette sui giovani

Scuola, Comuni e associazioni uniscono le forze contro povertà educativa e isolamento

Nasce il Patto Educativo

Nasce il Patto Educativo: Forno Canavese scommette sui giovani

Un’alleanza per crescere insieme, partendo dai più giovani. A Forno Canavese prende forma il Patto Educativo di Comunità, un progetto che mette in rete istituzioni, scuola e territorio con un obiettivo chiaro: rafforzare il benessere delle nuove generazioni e contrastare fragilità sempre più diffuse.

La firma arriverà nel pomeriggio di martedì 24 marzo, nei locali della scuola secondaria di primo grado, al termine di un percorso costruito nel tempo e condiviso tra diversi attori. A sottoscrivere l’accordo sono stati l’Istituto comprensivo, i Comuni di Forno Canavese, Rivara e Pratiglione, il C.I.S.S. 38, la Fondazione di Comunità del Canavese e numerose realtà del Terzo Settore.

Non un atto formale, ma l’esito di mesi di lavoro. Il Patto nasce infatti da un processo partecipato sviluppato nell’ambito del progetto POP – Genitorialità Positiva, con il coinvolgimento di enti, associazioni e operatori sociali. Un percorso che ha permesso di mettere a fuoco criticità e bisogni del territorio, ma anche di costruire relazioni nuove e individuare risposte concrete.

Al centro c’è un’idea precisa: l’educazione non può essere affidata solo alla scuola. Serve una comunità educante, capace di condividere responsabilità e risorse. Una rete stabile che coinvolga famiglie, istituzioni e associazioni, per sostenere i ragazzi non solo nel percorso scolastico, ma anche nella crescita personale e sociale.

Il contesto locale rende questa sfida ancora più urgente. Il territorio, infatti, offre poche opportunità di aggregazione e spazi limitati per attività culturali e ricreative. In questo scenario, la scuola diventa un punto di riferimento centrale, chiamato però a trasformarsi, aprendosi al territorio e assumendo un ruolo più ampio, quello di hub educativo.

Durante il percorso di confronto sono emerse esigenze precise: creare spazi sicuri dove i giovani possano incontrarsi, rafforzare il supporto alle fragilità educative, ampliare le occasioni culturali e offrire un sostegno concreto alle famiglie, in particolare a quelle con background migratorio. Da queste basi nasce il primo intervento operativo previsto dal Patto.

Si chiama “Spazio Giovani – Tu sì che vali” ed è un servizio gratuito rivolto a ragazzi e adolescenti del territorio. A partire dalle prossime settimane, ogni martedì pomeriggio, gli studenti potranno frequentare uno spazio dedicato all’interno dell’Istituto Comprensivo, dalle 16 alle 18. Non si tratterà solo di un doposcuola.

L’obiettivo è offrire un ambiente accogliente e dinamico, dove alternare supporto allo studio, attività creative e momenti di socializzazione. Un luogo in cui i giovani possano esprimersi, confrontarsi e costruire relazioni, accompagnati da educatori qualificati e con il contributo delle associazioni locali.

Un modello che punta a rendere i ragazzi protagonisti, valorizzando talenti e interessi. Il Patto ha una durata triennale e prevede una gestione condivisa, attraverso un tavolo di co-progettazione che monitorerà le attività e guiderà lo sviluppo di nuove iniziative.

Non un progetto a termine, quindi, ma un percorso strutturato. L’obiettivo è costruire nel tempo una rete solida, capace di adattarsi ai cambiamenti e di rispondere in modo efficace ai bisogni emergenti. La firma rappresenta un passaggio significativo per il territorio.

In un contesto in cui la povertà educativa e la dispersione scolastica restano sfide concrete, la scelta di lavorare insieme diventa un elemento decisivo. Mettere in comune competenze e risorse significa aumentare le opportunità e ridurre le disuguaglianze.

Il Patto Educativo di Comunità si inserisce così in una visione più ampia, che guarda al futuro partendo dai giovani. Un investimento che non riguarda solo la scuola, ma l’intera comunità. Perché educare, oggi più che mai, è una responsabilità condivisa.

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