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23 Marzo 2026 - 18:15
Aveva 82 anni: stava andando a comprare le mele per la moglie.
Di incidenti si scrive spesso. Numeri, dinamiche, responsabilità. Ma troppo raramente ci si ferma a raccontare chi erano davvero le persone coinvolte. Chi erano prima di diventare un titolo. Perché dietro ogni nome c’è una vita.
Mercoledì 18 marzo, poco dopo le 8 del mattino, all’incrocio tra la provinciale 590 e via Abate, a San Sebastiano da Po, due auto si sono scontrate. Roberto Cadoni, 82 anni, residente a Verolengo, ha perso la vita. L’altro conducente, classe 1994, è stato trasportato all’ospedale di Chivasso in codice verde. L’ipotesi è quella di una mancata precedenza.
Roberto era uscito di casa per andare a prendere le mele preferite della moglie e stava andando al mercato di Chivasso.
Era nato a Susa, ma aveva costruito la sua vita altrove, tra lavoro, famiglia e passioni autentiche. Per anni ha lavorato a Moncalieri, alla Ilte, come litografo, un mestiere preciso e concreto. Poi ha scelto di dedicarsi a ciò che contava davvero: la casa, gli affetti, il tempo vissuto con chi amava.
Da quasi 56 anni era sposato con Franca Albano. Insieme hanno costruito una famiglia fatta di piccoli grandi momenti: i figli Sara e Paolo, i nipoti Giovanni e Ludovico.
Roberto era una persona solare, socievole, con una naturale voglia di stare con gli altri. Amava chiacchierare, raccontare, scherzare, sempre con la battuta pronta, anche a costo di qualche gaffe che diventava subito un’altra storia da condividere. Con i nipoti era ironico e leggero, capace di farsi prendere in giro senza mai offendersi, ridendo insieme. Chi lo ha conosciuto lo descriveva come un “animo libero”.
Amava la vita in tutte le sue forme, curioso, con lo sguardo sempre aperto sul mondo. Per anni si è dedicato al ciclismo su strada a livello amatoriale, poi, aveva scoperto il piacere del ballo liscio: serate intere a ballare, senza volerne perdere nemmeno una.
Negli ultimi anni aveva cambiato ritmo, senza mai perdere entusiasmo: più viaggi, passeggiate nei boschi, il mare e soprattutto il suo orto, curato con pazienza e dedizione.
Negli ultimi tempi era stanco. Le cure, gli esami, la fatica crescente, a volte anche lo scoraggiamento. Eppure, anche lì, non mancava mai qualcosa di suo: una luce, anche piccola, che continuava a renderlo speciale. La famiglia racconta che diceva spesso:
“Nella vita le cose più importanti sono la salute e la tranquillità. Lascia scivolare…” Una filosofia semplice, ma profonda. La sua.
C’è un’immagine che resta più di tutte: Roberto che sogna ancora un viaggio, le Galápagos, per vedere le tartarughe da vicino, un desiderio che non aveva ancora realizzato. Oggi chi lo ha amato lo immagina leggero, senza fatica, in cammino verso quel viaggio che sognava.
A poche decine di metri dal luogo dell’impatto, il 16 gennaio scorso, aveva perso la vita il giovane Mark Mariut, 14 anni, investito mentre si recava alla fermata del bus per andare a scuola. Due incidenti diversi, ma un unico contesto: lo stesso tratto, la stessa fascia oraria, lo stesso traffico intenso del mattino.
I funerali si svolgeranno mercoledì 25 marzo alle ore 14.30 nella chiesa parrocchiale San Giovanni Battista di Verolengo, con partenza alle ore 14 dalle camere mortuarie dell’ospedale di Chivasso. Il Santo Rosario sarà recitato martedì 24 marzo alle ore 20 nella stessa chiesa.
Roberto Cadoni non è solo una vittima della strada. È stato marito, padre, nonno. Un uomo pieno di vita, ironia e piccoli gesti quotidiani. E forse è da qui che bisogna ripartire: ricordando che dietro ogni notizia c’è sempre una storia che merita di essere raccontata.
La famiglia vuole ricordarlo così: un uomo pieno di vita, amore e semplicità, capace di trovare gioia nei gesti quotidiani e nei piccoli dettagli, come comprare le mele preferite della moglie. 
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