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22 Marzo 2026 - 10:59
Claudia Buo e Bruno Prestìa di fronte al passaggio a livello di via Blatta
Il passaggio a livello di via Blatta torna al centro dell’agenda politica di Palazzo Santa Chiara. E non per un aggiornamento tecnico, ma perché il problema – irrisolto da anni – continua a produrre rischi concreti.
Dopo proteste, incontri e promesse rimaste sospese, ora sono i consiglieri Claudia Buo di "LiberaMente Democratici" e Bruno Prestìa di "Per Chivasso" a portare la questione in Consiglio comunale con un’interrogazione a risposta orale rivolta all'amministrazione del sindaco Claudio Castello. Un'interrogazione che entra nel merito di una situazione definita da tempo critica.
Il punto non è nuovo. È strutturale. E si trascina.
Nell’interrogazione, i due consiglieri mettono nero su bianco ciò che residenti e comitati denunciano da mesi: “Il passaggio a livello di via Blatta rappresenta da tempo un punto critico per la viabilità cittadina, caratterizzato da condizioni di pericolosità legate alla visibilità ridotta, all’intreccio tra traffico locale e traffico di attraversamento e al rischio di veicoli che restano intrappolati tra le sbarre durante la chiusura”
Non è un rischio teorico. È cronaca recente: “Negli ultimi mesi si sono verificati più episodi di auto rimaste ferme sui binari con le sbarre abbassate, situazione che espone automobilisti e pedoni a rischi estremamente gravi”, scrivono Buo e Prestìa.
E poi c’è l’altro nodo, quello dell’incrocio subito dopo il passaggio a livello. “Numerosi automobilisti […] - prosegue l'interrogazione - ignorano l’obbligo di svolta a destra […] effettuando svolte vietate che generano confusione nel traffico, rallentamenti e situazioni di potenziale intrappolamento”.

La manifestazione di fine gennaio di fronte al passaggio a livello di via Blatta
Il quadro che emerge è sempre lo stesso: traffico che si accumula, manovre irregolari, visibilità ridotta. Un punto fragile che continua a reggere su equilibri precari.
Non a caso, la vicenda era già esplosa sul piano pubblico con la manifestazione del Comitato Nord Ferrovia a fine gennaio. Una protesta partecipata, non simbolica, in cui i residenti avevano denunciato un incrocio “fuori controllo” e una distanza crescente con l’amministrazione. Da allora, però, nulla di sostanziale sembra essersi mosso.
Anche questo passaggio entra nell’interrogazione, dove si sottolinea come agli incontri pubblici “non siano seguiti interventi risolutivi percepiti dai cittadini”
E qui il piano politico si salda con quello amministrativo. Perché il tema non è solo la sicurezza immediata, ma anche la prospettiva.
È infatti in corso l’iter per la soppressione del passaggio a livello lungo la linea Chivasso–Ivrea/Aosta, con opere alternative previste. Ma i tempi non sono brevi. E nel frattempo il problema resta.
Per questo Buo e Prestìa chiedono risposte puntuali: confronti con RFI, interventi urgenti, controlli più stringenti, azioni concrete dopo gli incontri con i cittadini e – soprattutto – tempi certi. Un cronoprogramma.
Lo dicono esplicitamente anche nelle loro dichiarazioni congiunte: “Gli ultimi episodi di veicoli bloccati tra le barriere e le manovre pericolose all’incrocio con via Montanaro rendono necessario […] un intervento immediato di messa in sicurezza e la definizione di un cronoprogramma certo per la soppressione del passaggio a livello lungo la linea ferroviaria Chivasso–Ivrea/Aosta.”
Il punto, ancora una volta, è tutto qui. Non la diagnosi, che è condivisa da anni. Ma la distanza tra ciò che si sa e ciò che si fa.
E allora la domanda torna inevitabile: quanto può reggere ancora un nodo definito da tutti “critico” senza interventi strutturali?
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