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Foreste distrutte, l’allarme del WWF: “Abbiamo perso un’Austria 26 volte”

Giornata mondiale delle foreste, dati choc: quasi 2 milioni di km² spariti. Il Pianeta rischia il punto di non ritorno

Deforestazione

Deforestazione

Il 21 marzo si celebra l’International Day of Forests, la Giornata mondiale delle foreste, ma il messaggio che arriva dal WWF Italia è tutt’altro che rassicurante. Nell’anno del suo 60° anniversario, l’organizzazione rilancia l’allarme globale sulla deforestazione con numeri che fotografano una crisi profonda e ancora lontana dall’essere risolta.

Il richiamo è forte e simbolico: la storica campagna del WWF del 1988 recitava “Quest’anno ci siamo giocati l’Austria”, riferendosi alla superficie di foresta amazzonica distrutta in un solo anno. Oggi, quel paragone si moltiplica in modo impressionante. Dal 1990 al 2025 il Pianeta ha perso 4.890.000 km² di foreste a causa della conversione dei terreni ad altri usi. Anche considerando le aree in cui le foreste sono in espansione, il saldo resta drammatico: la superficie forestale globale si è ridotta di 2.035.000 km², pari a quasi 26 volte l’Austria, ovvero un’estensione comparabile a quella della Groenlandia o di mezza Europa.

Un quadro che, pur mostrando alcuni segnali di rallentamento, non cambia la sostanza del problema. La perdita annua di foreste è diminuita rispetto agli anni ’90, passando dai 107.000 km² all’anno tra il 1990 e il 2000 ai 41.200 km² stimati tra il 2010 e il 2020. In alcuni Paesi tropicali, come Indonesia e Brasile, i monitoraggi più recenti indicano una leggera riduzione della deforestazione. Tuttavia, il WWF avverte che questi progressi rischiano di essere rapidamente cancellati.

A determinare la pressione sulle foreste sono soprattutto le attività umane: l’espansione degli allevamenti e delle coltivazioni di soia, palma da olio, cacao e caffè, i tagli – spesso illegali – per la vendita del legname, oltre ai lavori per fare spazio a miniere e infrastrutture. Dinamiche che continuano a erodere ecosistemi fondamentali per l’equilibrio globale.

Le foreste, sottolinea il WWF, rappresentano una vera infrastruttura naturale del Pianeta. Influenzano le precipitazioni, regolano temperature e ciclo del carbonio, proteggono i suoli e ospitano l’80% delle specie terrestri. La loro distruzione produce effetti a catena: perdita di biodiversità, crisi idrica, impatti economici e sociali, soprattutto per le popolazioni indigene e le comunità che dipendono direttamente dalle risorse forestali.

Particolarmente critica è la situazione dell’Amazzonia, dove alcune aree si stanno avvicinando a un tipping point, un punto di non ritorno irreversibile che potrebbe trasformare vaste superfici in savana arida. I danni economici stimati superano i 1.000 miliardi di dollari in tre decenni.

A sintetizzare la gravità della situazione è Edoardo Nevola, responsabile foreste del WWF Italia: «La deforestazione è una delle più grandi trasformazioni del pianeta causate dall’uomo. Non è solo una questione di alberi, ma di futuro climatico, giustizia sociale e sopravvivenza degli ecosistemi. La cosa più inquietante è che sta succedendo mentre continuiamo a guardare inerti, ma con un approccio coordinato su più livelli si può fermare».

Per invertire la tendenza, il WWF indica dieci priorità globali. Tra queste, l’attuazione rigorosa delle politiche per fermare e invertire la deforestazione entro il 2030, come il Regolamento UE sulla Deforestazione; la diffusione di modelli produttivi sostenibili e filiere responsabili; la sensibilizzazione dei consumatori; il rafforzamento dei finanziamenti per una gestione forestale sostenibile; una maggiore protezione delle foreste; il riconoscimento dei diritti delle popolazioni indigene; il ripristino delle aree degradate; l’uso dell’innovazione tecnologica per il monitoraggio; lo sviluppo di partnership tra pubblico e privato e il rafforzamento della cooperazione internazionale con processi inclusivi e trasparenti.

Nel suo 60° anniversario, il WWF Italia ribadisce inoltre la centralità della tutela delle foreste per il futuro climatico ed ecologico del Pianeta e invita cittadini, aziende e istituzioni a partecipare a Earth Hour, l’Ora della Terra, in programma sabato 28 marzo alle 20:30, giunta alla sua 20esima edizione. Un gesto semplice ma simbolico: spegnere le luci per un’ora per accendere l’attenzione sulla crisi climatica e sul futuro del Pianeta.

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