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Che gaffe! La Regione Piemonte scrive ai giovani, ma la lettera è piena di errori ortografici

Refusi e apostrofi spariti in 95mila comunicazioni: la Regione chiede i danni alla società incaricata

Che gaffe!

Che gaffe! La Regione Piemonte scrive ai giovani, ma la lettera è piena di errori ortografici

Un messaggio pensato per promuovere la solidarietà si è trasformato in un caso politico e comunicativo. Le lettere inviate dalla Regione Piemonte a circa 95mila giovani tra i 18 e i 21 anni, con l’obiettivo di sensibilizzare sulla donazione di sangue, organi e midollo osseo, sono finite al centro delle polemiche per una serie di errori formali che ne hanno compromesso la qualità.

A colpire, più del contenuto, è stata la forma: testi pieni di refusi, accenti mancanti e apostrofi scomparsi, tanto da rendere la lettura a tratti difficoltosa e, per molti, imbarazzante. Un risultato inatteso per un’iniziativa istituzionale che puntava a parlare ai giovani in modo chiaro e autorevole.

Alla base dell’errore ci sarebbe un problema tecnico legato al programma di impaginazione utilizzato dalla società esterna incaricata della stampa e della spedizione. Durante la fase finale di lavorazione, infatti, alcuni caratteri sarebbero stati eliminati automaticamente, alterando il testo originale. Un dettaglio non marginale, visto che la bozza iniziale — visionata e approvata dal Coordinamento regionale Donazioni e Prelievi — risultava corretta.

La reazione della Regione non si è fatta attendere. Dal Grattacielo spiegano che è stato dato mandato agli uffici di procedere con una richiesta di risarcimento danni nei confronti della ditta responsabile. L’errore viene definito “inaccettabile”, soprattutto perché ha rischiato di compromettere un progetto considerato strategico sul piano sociale.

L’iniziativa, infatti, mirava a coinvolgere una fascia di popolazione cruciale: ragazzi nati tra il 2005 e il primo semestre del 2007, raggiunti attraverso una comunicazione diretta per promuovere la cultura della donazione in tutte le sue forme. Non solo sangue e organi, ma anche il tempo da dedicare agli altri, in un’ottica più ampia di impegno civico.

Nonostante l’incidente, dalla Regione sottolineano come la campagna non abbia perso efficacia. Anzi, nei giorni successivi alla spedizione si sarebbe registrato un incremento di contatti ai servizi dedicati, con numerosi giovani interessati a ricevere informazioni e a valutare la possibilità di diventare donatori. Un segnale che, al di là degli errori formali, il messaggio di fondo è comunque arrivato.

Resta però il tema dell’immagine. In un’epoca in cui la comunicazione istituzionale è sempre più esposta al giudizio immediato dell’opinione pubblica, anche un dettaglio apparentemente tecnico può trasformarsi in un elemento critico. La cura del linguaggio, soprattutto quando si parla alle nuove generazioni, diventa parte integrante della credibilità del messaggio.

Il caso apre così una riflessione più ampia sulla gestione delle campagne pubbliche e sul rapporto tra enti e fornitori esterni. La necessità di controlli più stringenti nelle fasi finali di produzione appare evidente, così come l’importanza di preservare la qualità della comunicazione, soprattutto quando il tema è delicato e centrale come quello della donazione.

Intanto, le lettere sono arrivate nelle case dei giovani piemontesi. Con qualche errore di troppo, ma con un obiettivo chiaro: ricordare che un gesto semplice può fare la differenza tra la vita e la morte.

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