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14 Marzo 2026 - 16:24
Basta leggere la risposta ufficiale che la Direzione Viabilità della Città metropolitana di Torino ha inviato al montanarese Oscar Notte sulla situazione della SP82 per capirlo subito: quando entra in scena la burocrazia, anche una domanda semplice sulla sicurezza di una strada può trasformarsi in un lungo viaggio tra manuali tecnici, certificazioni e articoli del Codice della Strada.
Il problema, in realtà, è piuttosto chiaro.
La SP82 - la provinciale tra Chivasso e Montanaro - corre accanto alla ferrovia e per anni non ha avuto adeguate barriere di protezione.
Dunque se qualcosa fosse andato storto, il rischio era di finire sui binari.
Per questo è stato commissionato uno studio.
Lo studio redatto dalla TrafficLab srl ha infatti confermato la criticità e ha portato alla decisione di installare barriere stradali di tipo H4, quelle molto robuste, progettate per fermare anche veicoli pesanti. Fin qui tutto bene: la sicurezza e il buon senso sembrano andare nella stessa direzione.
Poi però entra in scena il vero protagonista della vicenda: la burocrazia.
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La SP82
Le barriere devono rispettare il manuale di progettazione di RFI. Devono essere installate seguendo le schede tecniche del produttore. Devono essere conformi alle omologazioni ministeriali. Devono essere verificate e certificate.
La parte più curiosa poi arriva quando il comunicato parla dei ciclisti.
Sulla SP82 non esistono piste ciclabili. Non esistono percorsi dedicati.
Eppure i ciclisti possono circolare.
Devono semplicemente fare quello che già fanno: stare attenti, procedere in fila indiana, indossare il giubbotto riflettente quando la visibilità è scarsa e non portare passeggeri. In sostanza devono arrangiarsi.
Nel frattempo entra in gioco anche la novità del nuovo Codice della Strada: gli automobilisti devono mantenere almeno un metro e mezzo di distanza quando sorpassano una bicicletta. Ma solo quando la strada lo permette. Altrimenti devono accodarsi e aspettare.
Sulla carta è una norma di civiltà.
Su una strada stretta come la SP82 rischia di trasformarsi semplicemente in una lunga fila dietro ad una bicicletta.
E poi arriva il colpo di scena finale: dopo alcune verifiche con l’appaltatore, si è deciso che una parte delle barriere dovrà essere ricollocata. Un modo elegante per dire che forse non erano state messe proprio nel posto giusto!
Ma niente paura, assicurano dagli uffici: "Verrà fatto tutto senza restringere la carreggiata e mantenendo le necessarie certificazioni".
Un messaggio finale rassicurante: la situazione è seguita, ci sono studi, controlli e verifiche, e presto potrebbe arrivare anche una segnaletica dedicata.
Peccato che chi percorre ogni giorno la SP82 non abbia bisogno di tante parole.
Ha bisogno di una strada sicura.
Perché mentre automobilisti e ciclisti cercano di convivere su pochi metri di asfalto, la sensazione è che la burocrazia continui a viaggiare tranquilla.
Senza traffico.
E soprattutto senza limiti di velocità.
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