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SP82 Chivasso–Montanaro, il guard rail che restringe la strada e aumenta i rischi. Lettera alla Città Metropolitana

Un cittadino denuncia: “Nessuno spazio in caso di incrocio con mezzi pesanti”

SP82 Chivasso–Montanaro, il guard rail che restringe la strada e aumenta i rischi. Lettera alla Città Metropolitana

SP82 Chivasso–Montanaro, il guard rail che restringe la strada e aumenta i rischi. Lettera alla Città Metropolitana

C’è una forma di genio tutta italiana che meriterebbe un premio Nobel alle assurdità: ovvero riuscire a fare un intervento “per la sicurezza” che riesce, con chirurgica precisione, a rendere tutto più pericoloso. L’ultimo esempio arriva dalla SP82 Chivasso–Montanaro, dove un cittadino montanarese, Oscar Notte, scrive all’Ufficio Tecnico della Città Metropolitana con una segnalazione che, letta bene, sembra il preambolo di una tragedia.

“L’intervento realizzato - scrive Oscar Notte nella segnalazione - ha comportato una drastica riduzione della larghezza effettiva della carreggiata, eliminando di fatto ogni margine laterale di sicurezza. Attualmente non è più possibile allargarsi in caso di incrocio con mezzi pesanti, autobus o veicoli agricoli, con il concreto rischio di collisioni frontali o laterali.”

Traduzione: se prima si poteva sbagliare un po’. Ora no. Ora se sbagli, sbagli contro il metallo. Così, invece di avere un margine di sicurezza, hai un margine di lamiera.

“La presenza dei guard-rail a ridosso della corsia di marcia - prosegue la segnalazione - rende il transito particolarmente critico e aumenta sensibilmente la percezione e il rischio reale di pericolo. Particolare preoccupazione desta la totale assenza di spazio residuo per i ciclisti.”

E qui siamo all’apice dell’arte stradale. In un’epoca in cui si parla di mobilità sostenibile, di tutela, di piste ciclabili, di incentivi alla bici, sulla SP82 si è trovata la soluzione definitiva: eliminare lo spazio. Niente corsia ciclabile. Niente margine. Niente via di fuga.

Il tratto di strada incriminato

“In caso di sorpasso o incrocio - continua a scrivere Oscar Notte -con veicoli di grandi dimensioni, non esiste più alcuna via di fuga o spazio di sicurezza…”

Il ciclista diventa, di fatto, un ostacolo tra un camion e un guard rail.

E quindi la domanda sorge spontanea?
Perché è stato installato?

Di solito si installano guard rail per aumentare la sicurezza.
Non per restringere la carreggiata.
Non per eliminare i margini.
Non per rendere pericolosi gli incroci.
O per annullare lo spazio per i ciclisti.

Al termine della segnalazione si chiede: "Un sopralluogo tecnico urgente per verificare le condizioni di sicurezza del tratto interessato”

Che è il modo più civile possibile per dire: venite a vedere cosa avete combinato.

Perché a questo punto ci si domanda: "Come si può progettare una strada pensando alla sicurezza, dimenticandosi che su quella strada passano persone vere, mezzi pesanti, trattori, autobus e persino — sacrilegio — biciclette?".

Forse il problema è che osservato su un progetto, questa soluzione sembrava migliorare la sicurezza. Ma percorrendo quel tratto di strada ogni giorno, la sensazione — e il rischio — sembrano raccontare un’altra storia: quella di un guard rail che, invece di proteggere, finisce per togliere spazio e sicurezza a tutti.

E la sicurezza, quando diventa teoria, smette di funzionare nella pratica.

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