AGGIORNAMENTI
Cerca
Attualità
12 Febbraio 2026 - 14:31
SP82 Chivasso–Montanaro, il guard rail che restringe la strada e aumenta i rischi. Lettera alla Città Metropolitana
C’è una forma di genio tutta italiana che meriterebbe un premio Nobel alle assurdità: ovvero riuscire a fare un intervento “per la sicurezza” che riesce, con chirurgica precisione, a rendere tutto più pericoloso. L’ultimo esempio arriva dalla SP82 Chivasso–Montanaro, dove un cittadino montanarese, Oscar Notte, scrive all’Ufficio Tecnico della Città Metropolitana con una segnalazione che, letta bene, sembra il preambolo di una tragedia.
“L’intervento realizzato - scrive Oscar Notte nella segnalazione - ha comportato una drastica riduzione della larghezza effettiva della carreggiata, eliminando di fatto ogni margine laterale di sicurezza. Attualmente non è più possibile allargarsi in caso di incrocio con mezzi pesanti, autobus o veicoli agricoli, con il concreto rischio di collisioni frontali o laterali.”
Traduzione: se prima si poteva sbagliare un po’. Ora no. Ora se sbagli, sbagli contro il metallo. Così, invece di avere un margine di sicurezza, hai un margine di lamiera.
“La presenza dei guard-rail a ridosso della corsia di marcia - prosegue la segnalazione - rende il transito particolarmente critico e aumenta sensibilmente la percezione e il rischio reale di pericolo. Particolare preoccupazione desta la totale assenza di spazio residuo per i ciclisti.”
E qui siamo all’apice dell’arte stradale. In un’epoca in cui si parla di mobilità sostenibile, di tutela, di piste ciclabili, di incentivi alla bici, sulla SP82 si è trovata la soluzione definitiva: eliminare lo spazio. Niente corsia ciclabile. Niente margine. Niente via di fuga.
-1770903035779.jpeg)
Il tratto di strada incriminato
“In caso di sorpasso o incrocio - continua a scrivere Oscar Notte -con veicoli di grandi dimensioni, non esiste più alcuna via di fuga o spazio di sicurezza…”
Il ciclista diventa, di fatto, un ostacolo tra un camion e un guard rail.
E quindi la domanda sorge spontanea?
Perché è stato installato?
Di solito si installano guard rail per aumentare la sicurezza.
Non per restringere la carreggiata.
Non per eliminare i margini.
Non per rendere pericolosi gli incroci.
O per annullare lo spazio per i ciclisti.
Al termine della segnalazione si chiede: "Un sopralluogo tecnico urgente per verificare le condizioni di sicurezza del tratto interessato”
Che è il modo più civile possibile per dire: venite a vedere cosa avete combinato.
Perché a questo punto ci si domanda: "Come si può progettare una strada pensando alla sicurezza, dimenticandosi che su quella strada passano persone vere, mezzi pesanti, trattori, autobus e persino — sacrilegio — biciclette?".
Forse il problema è che osservato su un progetto, questa soluzione sembrava migliorare la sicurezza. Ma percorrendo quel tratto di strada ogni giorno, la sensazione — e il rischio — sembrano raccontare un’altra storia: quella di un guard rail che, invece di proteggere, finisce per togliere spazio e sicurezza a tutti.
E la sicurezza, quando diventa teoria, smette di funzionare nella pratica.
Edicola digitale
I più letti
Ultimi Video
LA VOCE DEL CANAVESE
Reg. Tribunale di Torino n. 57 del 22/05/2007. Direttore responsabile: Liborio La Mattina. Proprietà LA VOCE SOCIETA’ COOPERATIVA. P.IVA 09594480015. Redazione: via Torino, 47 – 10034 – Chivasso (To). Tel. 0115367550 Cell. 3474431187
La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70 e della Legge Regione Piemonte n. 18 del 25/06/2008. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo
Testi e foto qui pubblicati sono proprietà de LA VOCE DEL CANAVESE tutti i diritti sono riservati. L’utilizzo dei testi e delle foto on line è, senza autorizzazione scritta, vietato (legge 633/1941).
LA VOCE DEL CANAVESE ha aderito tramite la File (Federazione Italiana Liberi Editori) allo IAP – Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria, accettando il Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.