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14 Marzo 2026 - 14:20
Valanga in Valle d'Aosta, due scialpinisti salvati: uno è grave (immagine di repertorio)
Sui versanti dell’Alto Piemonte oggi la neve cade decisa, compatta, implacabile. Uno scenario suggestivo, che però nasconde insidie concrete: il rischio valanghe sale, le ordinanze scattano, la prudenza diventa parte del paesaggio. È una giornata da affrontare con realismo e buon senso, ascoltando i bollettini e rispettando i divieti.
Fin dal mattino, come segnala Andrea Vuolo di Rai Meteo, nelle aree alpine dell’Alto Piemonte sopra i 2.000 metri si sono accumulati localmente 10-20 centimetri di neve fresca, con nevicate copiose diffuse anche sul resto dei comprensori montani. Un apporto che ricarica il manto ma lo rende instabile, specie sui versanti più ripidi e nei canaloni.
Il bollettino di Aineva, redatto per il Piemonte con il contributo di Arpa, indica per questo pomeriggio un pericolo valanghe forte, di grado 4 su una scala dove il massimo è 5, lungo l’arco delle Alpi Lepontine e Pennine. Nelle altre zone montane della regione il rischio è compreso tra moderato e marcato. Tradotto: l’attenzione deve restare alta ovunque, con un occhio in più al settore settentrionale.
Per il pericolo di valanghe, slavine e per le gelate del manto stradale, il Comune di Malesco (Vco) ha disposto la chiusura della strada comunale per la Valle Loana nel tratto compreso tra le località Patqueso e Fondo di Gabbi. Il divieto riguarda sia il traffico veicolare sia quello pedonale. Una misura netta, in linea con il quadro di rischio, che chiede ai residenti e agli escursionisti di rimandare spostamenti e uscite non urgenti.
Nell’ultimo aggiornamento del 13 marzo alle 12, Arpa ha diramato: - allerta arancione per valanghe a nord a partire da domani; - allerta gialla per neve e valanghe sui settori nordoccidentali e nel Cuneese; - allerta gialla per rischio idrogeologico al confine con la Liguria e sulla pianura orientale. Un mosaico di allerte che fotografa un territorio vasto e diversificato, dove la parola d’ordine resta prevenzione.
Il grado 4 nelle aree settentrionali, unito agli accumuli rapidi oltre i 2.000 metri, delinea uno scenario in cui anche piccoli errori possono pesare. Le ordinanze come quella della Valle Loana non sono ostacoli, ma strumenti di protezione. L’outdoor può attendere: oggi la priorità è dare tempo alla montagna di assestarsi, seguendo indicazioni ufficiali e aggiornamenti di Aineva e Arpa.

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