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14 Marzo 2026 - 14:08
Una mobilitazione nazionale in oltre 30 città per chiedere salari più alti, tutele contrattuali e maggiori diritti. È la protesta promossa dalla Cgil che oggi porta in piazza i rider di Glovo e Deliveroo da Roma a Napoli, da Palermo a Bologna, fino a Milano e Firenze.
Dal presidio romano di piazza Re di Roma, la segretaria confederale della Cgil Francesca Re David denuncia condizioni di lavoro definite “estreme” per gran parte dei ciclofattorini. Secondo quanto riferito dal sindacato, per la maggioranza dei rider il food delivery rappresenta l’attività lavorativa principale, svolta con ritmi molto intensi: tra sei e sette giorni a settimana, dalle sette alle dieci ore al giorno, con oltre otto consegne quotidiane nel 62% dei casi.

La segretaria confederale della Cgil Francesca Re David
Al centro della protesta c’è soprattutto il nodo delle retribuzioni. “I compensi medi restano molto bassi, tra i 2 e i 4 euro a consegna, senza riconoscimento delle attese o delle spese sostenute”, afferma Re David, sottolineando come oltre la metà dei rider arrivi a rifiutare gli ordini meno pagati.
Per la Cgil, questi dati dimostrano l’urgenza di applicare ai ciclofattorini il contratto nazionale Merci e Logistica, con il riconoscimento di ferie, malattia, infortuni retribuiti, tredicesima, quattordicesima e Tfr, oltre a maggiori garanzie sul fronte della salute e della sicurezza.
Il sindacato guarda anche all’inchiesta della Procura di Milano, auspicando che possa spingere le piattaforme del food delivery ad aprire un confronto. “Ci aspettiamo che le aziende si siedano attorno a un tavolo per riconoscere finalmente ai rider il contratto nazionale e i loro diritti”, conclude Re David. “Basta sfruttamento”.
Se vuoi, posso anche trasformarlo in un pezzo più asciutto da agenzia, in un articolo da quotidiano con titolo, catenaccio e sommario, oppure in un lancio riscritto in stile cronaca sindacale.
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