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12 Marzo 2026 - 19:07
Dal jazz alla guerra: apre il Museo dedicato a Mario Giansone
Un nuovo spazio dedicato all’arte del Novecento apre le porte in Val di Susa. Nasce infatti il Museo Mario Giansone, progetto culturale che rende omaggio a uno degli artisti torinesi più originali del secolo scorso. L’inaugurazione ufficiale è fissata per il 17 aprile.
Il museo trova casa nell’ex Maglificio Fratelli Bosio a Sant’Ambrogio di Torino, trasformato in uno spazio espositivo di 750 metri quadrati articolato in sette sale. Qui saranno esposte 263 opere tra sculture, dipinti e lavori grafici che raccontano il percorso creativo di Mario Giansone (1915-1997).
L’allestimento offre uno sguardo ampio sulla produzione dell’artista, caratterizzata da una forte sperimentazione sui materiali e sui linguaggi espressivi. Il percorso espositivo comprende circa 170 sculture, 30 quadri, 23 xilografie, 20 disegni, 12 incisioni, sei litografie, quattro stencil e un arazzo.
Le opere sono realizzate con materiali molto diversi tra loro: marmo, granito, legno, bronzo e metalli, ma anche tecniche grafiche e tessili. Un insieme che restituisce la ricchezza e la varietà della ricerca artistica di Giansone, figura capace di muoversi tra discipline diverse.
I temi affrontati nelle opere raccontano alcune delle grandi tensioni del Novecento. Dal jazz, simbolo di dinamismo e libertà espressiva, alla guerra, rappresentata nella sua brutalità. Accanto a questi soggetti emergono anche il fascino per le innovazioni tecnologiche del secolo scorso, oltre a temi più intimi come le figure femminili e la presenza ricorrente dei gatti, osservati nella loro eleganza e nei loro movimenti.
Il nuovo museo non nasce solo come spazio espositivo. L’obiettivo è quello di diventare anche un luogo dinamico di cultura, capace di ospitare attività di ricerca, incontri, iniziative e momenti di confronto dedicati all’arte contemporanea.
Come sottolinea Giuseppe Floridia, presidente della Fondazione Giansone, l’artista torinese ha esplorato con grande intensità il rapporto tra materia e forma.
«Il ferro, le pietre, i legni più duri, i marmi e le lamiere non sono bastati a Giansone per placare la sua ansia di dare forma e volume alla sua anima, alle sue emozioni e alla sua visione dell’umanità», spiega Floridia. «Ha disegnato, dipinto, inciso, dato movimento alle pietre e imprigionato la luce negli arazzi per esprimere concetti e creare sensazioni visive».
Il Museo Mario Giansone si propone quindi come un nuovo punto di riferimento culturale per il territorio, capace di valorizzare l’eredità di un artista che ha saputo interpretare con originalità le trasformazioni artistiche e culturali del Novecento.

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