Mattinata di protesta davanti all’ospedale Molinette di Torino, dove il personale del comparto sanitario della Città della Salute e della Scienza ha proclamato lo stato di agitazione. L’iniziativa si è svolta oggi, 11 marzo, con un’assemblea dei lavoratori davanti all’ingresso della struttura ospedaliera. Tra bandiere sindacali e cartelli con la scritta “Rispetto”, infermieri, operatori sanitari e altri dipendenti hanno manifestato per denunciare una situazione che, secondo le organizzazioni sindacali, sarebbe diventata sempre più difficile negli ultimi mesi.
Alla mobilitazione hanno preso parte le principali sigle del comparto sanitario – CGIL, CISL, UIL, FIALS e Nursing Up – che hanno scelto di presentarsi unite per richiamare l’attenzione su condizioni di lavoro ritenute sempre più pesanti all’interno della più grande azienda sanitaria del Piemonte.
Durante l’assemblea i lavoratori hanno più volte scandito lo slogan «Lotta dura senza paura, la sanità siamo noi», sottolineando il ruolo fondamentale svolto quotidianamente dal personale sanitario all’interno degli ospedali torinesi.
La Città della Salute e della Scienza di Torino rappresenta infatti uno dei poli sanitari più importanti del Nord Italia. L’azienda riunisce quattro grandi ospedali cittadini – Molinette, Sant’Anna, CTO e Regina Margherita – e garantisce ogni giorno assistenza a migliaia di pazienti provenienti non solo dal Piemonte ma anche da altre regioni.

Secondo i sindacati, tuttavia, negli ultimi tempi si sarebbe registrato un progressivo peggioramento delle condizioni di lavoro e, parallelamente, un deterioramento delle relazioni tra direzione aziendale e rappresentanze dei lavoratori. Una situazione che avrebbe portato le organizzazioni sindacali a proclamare lo stato di agitazione.
Tra le principali criticità segnalate dal personale figurano la carenza di organico, il sovraccarico di lavoro nei reparti e le difficoltà nel garantire turni sostenibili e periodi di riposo adeguati. A queste problematiche si aggiunge la questione delle prestazioni aggiuntive non ancora corrisposte, uno dei punti più contestati dai lavoratori.
Secondo le organizzazioni sindacali, la gestione di alcune scelte organizzative avverrebbe inoltre senza un confronto adeguato con le rappresentanze del personale, alimentando tensioni all’interno dell’azienda sanitaria.
Il tema delle prestazioni aggiuntive non pagate rappresenta uno degli elementi centrali della vertenza. Molti operatori sanitari, infatti, avrebbero svolto attività straordinarie per garantire la continuità dei servizi, senza aver ancora ricevuto il riconoscimento economico previsto.
La mobilitazione di questa mattina rappresenta quindi il primo passaggio di una vertenza che ora si sposterà sul piano istituzionale. La questione sarà infatti affrontata il 18 marzo in Prefettura a Torino, dove è stato convocato un incontro tra le parti per discutere delle relazioni sindacali e delle condizioni di lavoro all’interno della Città della Salute.
L’appuntamento rappresenterà un momento decisivo per verificare la possibilità di riaprire un confronto tra direzione aziendale e organizzazioni sindacali. I rappresentanti dei lavoratori chiedono in particolare il rispetto degli accordi contrattuali, un dialogo più strutturato sulle scelte organizzative e interventi concreti per affrontare le criticità legate agli organici e ai carichi di lavoro.
Per il personale sanitario torinese la posta in gioco non riguarda soltanto le condizioni lavorative, ma anche la qualità dell’assistenza ai pazienti. Una questione che, come sottolineano i sindacati, riguarda l’intero sistema sanitario e la sua capacità di garantire servizi efficienti e sostenibili nel tempo.