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Gronda Est, verso la scelta del tracciato: confronto finale con i Comuni

Il tavolo tecnico-politico riunito alla Città metropolitana

Gronda Est, verso la scelta del tracciato

Gronda Est, verso la scelta del tracciato: confronto finale con i Comuni (foto di repertorio)

Si avvicina alle fasi decisive il confronto tra Città metropolitana di Torino e amministrazioni locali sull’aggiornamento dello studio di fattibilità della Gronda Est, l’infrastruttura viaria pensata per migliorare la mobilità nell’area collinare torinese e alleggerire il traffico sulla rete stradale esistente.

Il tavolo tecnico-politico si è riunito questa mattina nella sede della Città metropolitana per presentare agli amministratori locali la comparazione tecnica tra le diverse ipotesi di tracciato elaborate dallo studio Meta, incaricato della redazione dello studio.

A guidare l’incontro è stato il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, con delega ai lavori pubblici. Presenti anche l’assessore regionale ai Trasporti, Infrastrutture, Opere pubbliche e Difesa del suolo Marco Gabusi e il consigliere metropolitano delegato all’Ambiente Alessandro Sicchiero, anche sindaco di Chieri.

Durante la riunione sono stati illustrati i pro e i contro delle sette opzioni di tracciato attualmente allo studio. Le diverse soluzioni hanno recepito le osservazioni presentate dai Comuni nel corso del confronto avviato nel 2024.

«Il tema ancora oggetto di confronto riguarda le possibili criticità e interferenze con la viabilità minore – ha spiegato Suppo – ma la priorità resta arrivare a una scelta il più possibile condivisa tra le sette opzioni di percorso. L’alternativa prescelta guiderà la redazione del Documento di fattibilità delle alternative progettuali, primo passo della progettazione dell’infrastruttura».

Nel corso dell’incontro è stata inoltre ribadita la posizione del Comune di Montaldo Torinese, contrario a nuovi interventi infrastrutturali sul proprio territorio e favorevole esclusivamente a un limitato allargamento della sede stradale della provinciale 122.

Secondo le valutazioni tecniche dello studio Meta, le opzioni A e A’ presentano attualmente il miglior rapporto tra benefici attesi e costi di realizzazione e manutenzione.

Per la zona nord della collina torinese queste soluzioni prevedono il passaggio in Val Pallera, mentre per la parte sud si ipotizza il riutilizzo del sedime della provinciale 122. Per il nodo di Sant’Anna sono previste due sub-opzioni: una con galleria (A) e una con tracciato di aggiramento (A’).

Per la tangenziale di Chieri si valuta il raddoppio con due carreggiate indipendenti, mentre per il collegamento tra Chieri e l’autostrada A21-Poirino viene ipotizzato il potenziamento della Variante di Pessione.

I tecnici hanno inoltre spiegato che l’opzione A1 punta a limitare il più possibile la realizzazione di tunnel, opere particolarmente costose sia in fase di costruzione sia nella successiva manutenzione.

Dal punto di vista delle prestazioni complessive, tutte le opzioni garantirebbero un alleggerimento della pressione del traffico sulla viabilità attuale. A cambiare sono soprattutto i costi stimati degli interventi: circa 527 milioni di euro per le opzioni A e A’, 669 milioni per l’opzione B, 806 milioni per la C e 719 milioni per la D.

Per gli utenti diretti o provenienti dall’area collinare, le opzioni A e A1 garantirebbero inoltre collegamenti più diretti con la viabilità locale.

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