Cerca

Attualità

Il mondo dopo il dollaro? La strategia silenziosa di Putin e dei BRICS

Tra sanzioni, dedollarizzazione e BRICS, la Russia di Putin tenta di spezzare l’egemonia finanziaria occidentale e accelerare la nascita di un nuovo ordine multipolare

Il mondo dopo il dollaro? La strategia silenziosa di Putin e dei BRICS

Il presidente Vladimir Putin e Jacob Rothschild, banchiere britannico e membro della storica dinastia finanziaria dei Rothschild, già presidente di RIT Capital Partners.

Negli ultimi mesi sui social network e in diversi canali alternativi ha iniziato a circolare una narrativa tanto potente quanto fuorviante: quella secondo cui Vladimir Putin avrebbe “liberato la Russia dal cartello bancario dei Rothschild”, infliggendo il primo colpo mortale al cosiddetto Nuovo Ordine Mondiale. Una storia che mescola geopolitica, finanza e immaginario cospirazionista, costruendo il racconto di una battaglia epocale tra élite globaliste e nazioni sovrane.

Ma quando si passa dal terreno della propaganda a quello dei fatti, la realtà appare molto diversa. Non esiste alcuna prova che la Russia abbia “espulso i Rothschild” dal proprio territorio, né che il sistema finanziario globale sia controllato da una singola dinastia bancaria. Piuttosto, ciò che Mosca sta realmente facendo è molto più concreto - e geopoliticamente rilevante - di qualsiasi narrazione complottista: sta lavorando alla costruzione di un sistema economico alternativo all’ordine finanziario dominato dall’Occidente.

Il vero campo di battaglia non è una guerra segreta contro presunte élite occulte, ma una trasformazione strutturale dell’economia globale che passa attraverso dedollarizzazione, nuove alleanze economiche e la crescente influenza del blocco BRICS.

Dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022, la Russia si è trovata di fronte a una delle più severe offensive economiche mai lanciate dall’Occidente. Le sanzioni coordinate da Stati Uniti ed Unione Europea hanno colpito banche, energia, tecnologia e accesso ai mercati finanziari internazionali. Una delle mosse più significative è stata l’esclusione di diversi istituti russi dal sistema di messaggistica bancaria internazionale SWIFT. Mosca ha interpretato questa decisione come la dimostrazione di quanto il sistema finanziario globale possa diventare uno strumento geopolitico.

La risposta è stata chiara: ridurre la dipendenza dal dollaro e costruire infrastrutture finanziarie alternative. Negli ultimi anni la Russia ha: aumentato le riserve nazionali in oro; ridotto drasticamente la quota di dollari nelle riserve valutarie; incrementato gli scambi commerciali in rubli e yuan; rafforzato sistemi di pagamento alternativi a SWIFT.

Questa strategia non nasce da una battaglia ideologica contro fantomatiche dinastie bancarie, ma da una logica di sopravvivenza geopolitica. Mosca ha capito che, in un mondo dominato dal dollaro, chi controlla il sistema finanziario globale possiede anche un’enorme leva politica.

In questo quadro il blocco dei BRICS è diventato uno dei pilastri della strategia russa. Il gruppo - che riunisce Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica - negli ultimi anni si è progressivamente trasformato da semplice forum economico a potenziale polo alternativo dell’ordine internazionale. L’espansione del blocco, con l’ingresso di nuovi membri e partner nel 2024, ha ulteriormente rafforzato questa dinamica.

Per Mosca, i BRICS rappresentano tre strumenti fondamentali. 

Il primo è la diversificazione economica. Con le sanzioni occidentali, la Russia ha accelerato la propria integrazione con Asia, Medio Oriente, Africa e America Latina. La Cina è ormai il principale partner commerciale russo, mentre India e altri paesi emergenti stanno aumentando gli acquisti di energia russa.

Il secondo è la creazione di istituzioni finanziarie alternative. La New Development Bank dei BRICS, fondata nel 2014, è stata pensata proprio per offrire finanziamenti ai paesi emergenti senza passare attraverso istituzioni come il International Monetary Fund o la Banca Mondiale.

Il terzo è la progressiva riduzione del ruolo del dollaro negli scambi internazionali.

Sempre più transazioni tra paesi BRICS vengono effettuate in valute nazionali. Russia e Cina, ad esempio, hanno già spostato gran parte del loro commercio bilaterale verso yuan e rublo.

Per il Cremlino, il vero obiettivo non è distruggere un presunto “ordine globale controllato da banchieri”, ma accelerare la transizione verso un sistema internazionale multipolare. In questo scenario, l’egemonia economica e finanziaria degli Stati Uniti verrebbe progressivamente bilanciata da nuovi centri di potere: Cina, India, Russia e il cosiddetto Sud globale.

La retorica anti-globalista che spesso accompagna questo processo serve anche a rafforzare il consenso interno e a mobilitare opinioni pubbliche scettiche verso l’Occidente. Tuttavia, la strategia russa resta profondamente pragmatica. Mosca non sta cercando di demolire l’intero sistema economico globale. Piuttosto, vuole ridurre la propria vulnerabilità rispetto agli strumenti di pressione finanziaria occidentali.

Le narrazioni complottiste sui Rothschild o su presunti governi ombra funzionano bene sui social perché offrono una spiegazione semplice a fenomeni complessi, ma rischiano di oscurare la realtà. La vera partita in corso non è una guerra segreta tra dinastie bancarie e leader ribelli. È un confronto tra modelli di potere economico.

Da una parte c’è l’ordine internazionale costruito dopo la Seconda guerra mondiale, centrato su istituzioni finanziarie occidentali e sulla centralità del dollaro. Dall’altra emergono potenze che cercano maggiore autonomia economica e politica. In questo contesto la Russia di Putin non sta combattendo una battaglia mitologica contro élite invisibili. Sta tentando qualcosa di molto più concreto: ridisegnare gli equilibri economici globali sfruttando l’asse con i paesi emergenti.

Se questa strategia avrà successo o meno è ancora tutto da vedere. Ma una cosa appare chiara: la sfida che si sta giocando non riguarda fantasie complottiste, bensì il futuro assetto dell’economia mondiale.

Commenti scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su Giornale La Voce

Caratteri rimanenti: 400

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Edicola digitale

Logo Federazione Italiana Liberi Editori