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09 Marzo 2026 - 16:26
Presunte discariche abusive: il consigliere Ponchia accusa di "dolo" chi le ha segnalate
Mercoledì 11 marzo alle 19 è stato convocato il Consiglio comunale.
Nell’ordine del giorno non compaiono i temi dei quali cittadini e amministratori hanno discusso pubblicamente tra febbraio e marzo:
1) la richiesta del Comitato di Difesa Ambientale di Montanaro, del suo geologo di fiducia dottor Guido Bruno, e più recentemente del signor Luigino Alesina, di verificare se esistono vecchie discariche abusive nei pressi dei luoghi dove dovrebbe venire realizzato, se la Regione lo approva, il bacino di laminazione del rio Fossasso.
2) chi è il responsabile della piantumazione di alberi PNRR anch’essa avvenuta in luoghi che la Regione ha vincolato in attesa di approvare o respingere il progetto del bacino?
Come si vede, entrambe i temi toccano anche la importante questione del bacino di laminazione, caldeggiato in particolare dal capo dell’opposizione consiliare ed ex sindaco ingegner Giovanni Ponchia, dal Comitato Alluvionati, e da una parte dei cittadini.
Può darsi che le due questioni verranno affrontate in prossimi consigli, o in delibere di giunta. Però nell’albo pretorio, al momento in cui scrivo, non c’è nulla, e non vi sono comunicati ufficiali né nel sito del Comune né nella pagina facebook “Montanaro: info e notizie dal Comune”. Il sindaco dottor Antonino Careri appare silente e inerte, a meno che abbia fatto dei passi non ancora resi noti alla popolazione.
Per cercare di comprendere come stanno andando le cose, possiamo risalire alla riunione della Commissione consiliare speciale "Progetto del bacino di laminazione multiscopo” dell’undici febbraio 2026, un mese fa.
La commissione, chiesta dal gruppo consiliare “Salviamo Montanaro” dell’ingegner Ponchia, è stata costituita e approvata dal consiglio comunale del 28 aprile 2025 (DCC. n. 20). È composta da tre esponenti della maggioranza (sindaco Careri, assessore Romina Merlo, consigliere ed ex assessore Stefano Pellegrino) e da due della minoranza (ingegner Ponchia e professor Claudio Schifanella).
All’inizio della riunione della commissione il sindaco Careri aveva rivolto un severo ammonimento: la commissione sarà integralmente registrata “perché se qualcosa viene detta non nel senso giusto, o se qualcosa viene detta non nel senso regolare… sarà deferito all’autorità giudiziaria”.
La riunione aveva due punti all’ordine del giorno: 1) gli alberi piantumati nel posto sbagliato; 2) un aggiornamento delle indagini geologiche che i tecnici della società Allara stanno svolgendo, presumibilmente su richiesta della Regione.
La discussione però ha finito per toccare anche le segnalazioni del Comitato di Difesa Ambientale, inviate al sindaco, circa la presenza di presunte discariche abusive presso l’area destinata al bacino di laminazione. In proposito il consigliere Ponchia ha lanciato un’accusa non da poco: coloro che hanno mandato la segnalazione al sindaco hanno commesso un “dolo”, in quanto il loro scopo è quello di ostacolare la realizzazione del bacino. Per l’ingegnere infatti “c'è gente che ha scritto osservazioni e ha fatto di tutto per bloccare un'opera idraulica, per questo chiedo al sindaco e all’Amministrazione di andare a fondo sul lato doloso dell’operazione, perché la denuncia della discarica posta a monte, è un elemento fatto apposta per bloccare l'opera idraulica”.
La domanda per così dire sorge spontanea: su quali basi l’ex sindaco Ponchia formula queste accuse, che sono accuse di reato? Possiede delle prove o indizi del dolo? E se li possiede, perché non si è rivolto subito, lui, pubblico ufficiale, consigliere comunale ed ex sindaco, all’autorità giudiziaria? Può anche darsi che l’abbia fatto, ma con quali prove?
E sorge spontanea anche una domanda che riguarda il sindaco Careri, che ha fatto registrare la riunione per poter deferire all’autorità giudiziaria chi a suo giudizio avrebbe pronunciato frasi da denuncia. Udite le accuse di dolo lanciate da Ponchia verso cittadini montanaresi, che sono suoi concittadini e che egli rappresenta, che provvedimenti ha preso il sindaco? Ha almeno chiesto a Ponchia di esibire le prove o gli indizi? No, non l’ha fatto. A che serve dunque la minacciosa registrazione?
Comunque Ponchia, che abbia o no provveduto egli stesso a denunciare all’autorità giudiziaria i segnalatori delle presunte discariche, chiede che lo faccia il sindaco, che quindi dovrebbe assumersi la responsabilità di firmare una denuncia di “dolo” senza prove.
Il consigliere Ponchia accusa di dolo anche i responsabili della sbagliata piantumazione degli alberi, o meglio dell’errata trasmissione dei dati catastali intercorsa fra il Comune e Città Metropolitana (CMTO ha fatto eseguire la piantumazione con fondi PNRR adempiendo ad una convenzione sottoscritta dai due enti).
Sul punto degli alberi la discussione è stata lunga e tecnica, e anche difficile per me esporla qui in questo articolo. All’inizio l’assessore Merlo ha alluso ad un errore commesso, presumibilmente dai tecnici del Comune, quando nel 2023 era ancora sindaco l’ingegner Ponchia. Poi Merlo ha lasciato cadere l’insidiosa osservazione e il dibattito si è concentrato sulle eventuali responsabilità dei tecnici del Comune o di quelli di Città Metropolitana. Come che sia, chiunque sia colui che ha sbagliato, l’errore “è stato fatto in maniera dolosa”, afferma Ponchia. Il quale anche questa volta chiede al sindaco Careri “una verifica del carattere doloso” dell’accaduto.
Ponchia non risparmia nemmeno il sindaco Careri: “Lei sindaco ha fatto un atto nullo, che si potrebbe configurare come abuso di potere”. Più denunce per tutti, verrebbe da dire con una battuta.
Torniamo alle presunte discariche abusive: ricevuta la documentazione che le ipotizza, quella che gli è stata mandata di recente (non la volta precedente, che risale a gennaio) dal Comitato di Difesa Ambientale, dal suo geologo di fiducia, e successivamente dal signor Luigino Alesina, come ha proceduto il sindaco Careri? Ha fatto eseguire delle indagini a spese del Comune? No, non l’ha fatto. Ha avvisato e chiesto l’aiuto di ARPA, ASL ed eventualmente SMAT? Il sindaco dice di averli interpellati. ASL avrebbe risposto che la questione non è di sua competenza, e che si attiene ai controlli di SMAT, che a sua volta garantisce che l’acqua non è inquinata e rispetta perfettamente i parametri della normativa. Quanto ad ARPA, l’agenzia avrebbe risposto che, se non riceve una informativa diretta da ASL e SMAT che l’acqua è inquinata, ARPA non si muove. Riporto per intero le parole del sindaco: “A questo punto, successivamente, sentendo il presidente di ARPA Piemonte, personalmente, perché lo conosco personalmente, Secondo Barbero, ho possibilità di interloquire con lui in modo personale perché è un mio paziente, e per cui ho questo canale diretto. Lui mi ha detto che se a ARPA non arriva una informativa diretta, da parte di ASL o di SMAT, che l'acqua sia inquinata, ARPA non si muove. Questa la situazione al momento, ad oggi”.
Dunque finché il Comune non riceve uno “stop” da un ente superiore, compresi i tre enti citati, finché uno degli enti superiori non gli dirà che “lì deve essere bloccato perché c’è una discarica, per me – precisa il sindaco – le cose restano nella condizione pre – denuncia [del Comitato e del geologo] della discarica”. Vale a dire che il Comune non si muove, non fa verifiche in proprio né incalza ARPA e ASL. Storia finita, per Careri. Né il Comune né gli enti superiori faranno indagini sulle presunte discariche.
Noi riferiamo soltanto queste affermazioni senza giudicare. Può darsi che il comportamento del sindaco sia conforme alla normativa. E anche prudente: se facesse eseguire indagini a spese del Comune, e non venisse trovato nulla di preoccupante, potrebbe venire accusato di avere speso soldi pubblici inutilmente per dar retta agli ambientalisti. Quindi, forse tutto regolare e prudente. Prendiamo solo atto del risultato: la segnalazione del Comitato e del geologo resteranno lettera morta nei cassetti del Comune.
Ma a mio avviso tutta questa discussione in commissione speciale sulle presunte discariche appare viziata da un equivoco. D’accordo, l’acqua dell’acquedotto è OGGI pulitissima, nessuno lo mette in dubbio. Ma non è questo l’oggetto della segnalazione del Comitato e del geologo, e ora anche del signor Alesina: essi chiedono caso mai quale sarebbe la qualità dell’acqua NON OGGI MA DOMANI, dopo lo scavo del bacino di laminazione. Pertanto chiedono di verificare cosa accadrebbe nel post scavo. A questo domanda il Comune al momento, a quanto mi risulta, non ha dato risposta.
All’inizio della commissione è avvenuto un fatto curioso. L’ingegner Ponchia chiede al presidente della riunione che venga invertito l’ordine del giorno e si discuta subito delle indagini svolte da Allara, perché il geologo della società ha fretta: “Avevo solo una richiesta, sig. presidente, perché parlando dietro le quinte con un tecnico di Allara, so che deve andare via, chiederei l’inversione dei punti, dando[gli] subito la parola…”.
Ora, il bacino di laminazione è un affare da quasi cinque milioni di euro, e soprattutto riguarda un’opera di mitigazione del rischio idraulico che per l’ingegnere è assolutamente necessaria e urgente per mettere in relativa sicurezza il paese: è allora ben curioso che Allara mandi a rappresentarla un tecnico che non ha il tempo e la pazienza di aspettare disciplinatamente che i lavori della commissione si svolgano secondo l’ordine del giorno stabilito giorni prima, e composto di soli due punti. Ed è pure curioso che questo tecnico non abbia adottato le vie formali – ad esempio una richiesta scritta, una veloce email, indirizzata al sindaco, o anche verbale, sempre al sindaco, in aula un attimo prima dell’inizio dei lavori – e invece abbia domandato “dietro le quinte” all’ingegner Ponchia di intercedere per lui. Perché proprio a Ponchia e non a Merlo o Pellegrino o Schifanella? E perché Ponchia non ha detto al tecnico: fermati e aspetta, stiamo affrontando una questione importante per Montanaro? E il sindaco ha accolto l’intercessione senza fare una piega, dopo che all’inizio, come un burbero vecchio insegnante di greco e latino, aveva messo tutti quanti al loro posto, nei banchi e disciplinati, con il suo ammonimento che la commissione sarebbe stata registrata.
Il tecnico di Allara ha quindi esposto dettagliatamente lo stato delle sue indagini. Lo ha illustrato in termini tecnici e preferisco pertanto riportare fedelmente le sue parole: “Al momento posso dire che abbiamo eseguito 6 piezometri, in posizioni diverse, rispetto a come era prima, per cercare di individuare la problematica della falda, in quanto abbiamo individuato punti in cui la falda era eccessivamente alta. In realtà dalle prime misurazioni o meglio è più di un mese che vado avanti, si vede che il canale parallelo alla strada, in adiacenza alla strada che attraversa i lotti, perde acqua e quindi un piezometro piazzato in fianco, misura l'acqua che perde il canale, spostandosi di 50 metri, andiamo a profondità superiori ai 10 -12 metri, con un piezometro che è profondo addirittura 12 metri e da un po' non riesco a misurare l' acqua, non perché è tappato ma perché superiore ai 12 metri. Io sto facendo questo monitoraggio settimanale per vedere il comportamento della falda anche in varie condizioni meteo, e annoto sia le condizioni meteo al momento della misura, sia condizioni meteo della settimana, se è piovuto, nevicato, altro, in modo che si possa correlare tutto e dare una situazione molto chiara della situazione idro-geologica.
Abbiamo anche campionato la qualità dei materiali, sembra buona, e abbiamo le cassette, ma dalla esperienza si capisce che il materiale è ottimo, e adesso cominceremo, abbiamo già iniziato a monitorare la qualità delle acque del canale, e del Rio Fossasso, non appena sale la falda, e posso misurare anche l'acqua in quello di più di 12 metri, non c'è, preleverò dei campioni per fare analisi chimiche cercando i parametri che in genere si cercano per le falde”.
Infine, va notato che il sindaco Careri ha annunciato di avere deciso di non parlare più con nessuno delle questioni affrontate nella commissione: “da oggi, questa commissione farà da spartiacque: io chiuderò tutte le comunicazioni, se non ufficiali, con tutti i cittadini. E poi spiegherò più avanti i motivi”. Però i motivi più avanti non li ha spiegati. E poi ci dobbiamo credere? Da quel giorno il sindaco ha interloquito solo più per vie ufficiali con tutti i cittadini? Ma proprio tutti? Anche con assessori, consiglieri e dipendenti, e con Barbero presidente di ARPA e suo paziente, ha comunicato solo via email pec o simili? Ma sindaco Careri, ci dobbiamo proprio credere? Se lei si attenesse rigidamente alla regola che si è imposta passerebbe le giornata a scrivere pec. Non le resterebbe nemmeno il tempo per pranzo e cena.
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