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Oglianico, inaugurato il murale “Casa Gilda”: un volto che racconta la storia del paese

A Oglianico il murale "Un volto, un paese, una storia: Casa Gilda" di Nice&thefox e Tony, nell'ambito di Seminare Nuovi Immaginari, trasforma l'arte urbana in memoria collettiva e identità comunitaria

Oglianico, inaugurato il murale

Oglianico, inaugurato il murale “Casa Gilda”: un volto che racconta la storia del paese

A Oglianico l’arte diventa memoria collettiva e strumento per raccontare l’identità di una comunità. Nei giorni scorsi il Comune ha inaugurato in piazza Statuto il murale “Un volto, un paese, una storia: Casa Gilda”, un’opera di arte urbana realizzata dagli artisti Nice&thefox e Tony nell’ambito del progetto culturale “Seminare Nuovi Immaginari”, promosso dall’associazione Fermata d’autobus.

Il murale si sviluppa lungo il muro di Casa Gilda e rappresenta un vero e proprio racconto visivo del paese. Attraverso immagini simboliche, volti e riferimenti al territorio, l’opera intende restituire uno spaccato della memoria collettiva di Oglianico, intrecciando elementi della tradizione con una sensibilità artistica contemporanea.

L’inaugurazione ha trasformato la piazza in un momento di incontro per la comunità, sottolineando come l’arte pubblica possa diventare uno strumento capace di creare dialogo tra passato e presente. Il murale non è soltanto un intervento estetico, ma una narrazione che prende forma sui muri del paese, invitando chi passa a soffermarsi e a riconoscere nei dettagli dell’opera frammenti della propria storia.

Il titolo stesso dell’opera – “Un volto, un paese, una storia” – suggerisce l’intento del progetto: raccontare l’identità di una comunità attraverso un’immagine simbolica che diventa rappresentativa di tutti. Il volto raffigurato nel murale non è soltanto quello di una persona, ma diventa il volto di un territorio, di una memoria condivisa e di una comunità che si riconosce nelle proprie radici.

Gli artisti Nice&thefox e Tony hanno lavorato a un linguaggio visivo fatto di colori e forme evocative, in cui i riferimenti al paesaggio e alla cultura locale si intrecciano con elementi più universali. Il risultato è un’opera che dialoga con lo spazio urbano e che trasforma una parete anonima in un punto di riferimento visivo e culturale per il paese.

L’iniziativa rientra nel progetto “Seminare Nuovi Immaginari”, un percorso che mira a portare l’arte contemporanea nei luoghi quotidiani e a stimolare nuove forme di partecipazione culturale. L’idea di fondo è quella di utilizzare l’arte come strumento per rafforzare il senso di comunità, valorizzare gli spazi pubblici e creare occasioni di incontro tra cittadini, artisti e istituzioni.

In questo contesto, il murale di Casa Gilda diventa un tassello di un progetto più ampio che punta a trasformare l’arte urbana in un linguaggio accessibile a tutti, capace di parlare direttamente alle persone e di stimolare riflessioni sulla storia e sull’identità dei luoghi.

Alla cerimonia di inaugurazione era presente anche la Città metropolitana di Torino, rappresentata dal consigliere delegato Pasquale Mazza, a testimonianza dell’attenzione delle istituzioni verso iniziative culturali che valorizzano il territorio e promuovono forme di espressione artistica contemporanea.

Il murale di Oglianico si inserisce in una tendenza sempre più diffusa nelle città e nei piccoli centri: quella di utilizzare l’arte urbana per riqualificare gli spazi pubblici e raccontare il territorio attraverso immagini. In molti casi, queste opere diventano veri e propri simboli identitari, capaci di attirare l’attenzione di visitatori e appassionati di arte.

A Oglianico, però, il significato dell’opera sembra andare oltre l’aspetto artistico. Il murale nasce infatti da un progetto che mette al centro la relazione tra arte e comunità, cercando di trasformare la creatività in uno strumento di partecipazione.

Casa Gilda, con il suo muro trasformato in tela, diventa così un luogo che racconta il paese e la sua memoria. Un punto in cui storia, cultura e arte si incontrano, restituendo al centro del paese un’immagine capace di parlare a chi lo vive ogni giorno.

Il murale rimarrà come segno visibile di questo percorso, un’opera che non si limita a decorare uno spazio ma che invita chi passa a guardare con occhi nuovi la propria comunità e il proprio territorio. Perché, come suggerisce il titolo dell’opera, dietro ogni volto c’è una storia. E dietro ogni storia, spesso, c’è un paese intero.

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