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Lo Sbarazzo fantasma: a Ivrea c’è, ma non lo sa nessuno

L’iniziativa commerciale è in programma oggi e domani, ma tra negozianti e cittadini regna il silenzio. Nella chat dei commercianti nessun avviso, mentre Ivrea resta l’unica città del territorio con saldo negativo tra aperture e chiusure di attività. Nel mirino la gestione del commercio

Lo Sbarazzo fantasma: a Ivrea c’è, ma non lo sa nessuno

Luisa Marchelli Ascom

A Ivrea oggi è il giorno dello Sbarazzo. Anzi, per essere precisi, oggi e domani.

Peccato che non lo sappia praticamente nessuno. Non lo sanno i commercianti, molti dei quali stamattina hanno alzato la serranda convinti di affrontare un normale fine settimana. Non lo sanno i cittadini, che passeggiano tranquilli per il centro storico senza immaginare di trovarsi nel mezzo di una giornata che, nelle intenzioni, dovrebbe portare gente, sconti e un po’ di movimento tra le vetrine.

Qualcuno tra i negozianti lo ha scoperto quasi per caso. Passaparola. Una voce sentita al volo. E allora via, di corsa: fuori il banchetto, qualche scatolone svuotato in fretta, due cartelli scritti al volo.

Lo Sbarazzo, in teoria, serve eccome. Serve a svuotare i magazzini, attirare clienti, dare una boccata d’ossigeno ai negozi. È una di quelle iniziative semplici, rodate, che funzionano un po’ ovunque.
A patto, naturalmente, che qualcuno lo dica in giro.

A Ivrea no. Qui è un evento clandestino. Una promozione carbonara.

Lo Sbarazzo c’è, ma devi scoprirlo da solo. Magari per intuito. O per caso.

Eppure qualcuno avrebbe dovuto organizzarlo, comunicarlo, ricordarlo. Anche perché il commercio eporediese non naviga esattamente in acque tranquille.

Secondo i dati della Camera di Commercio, diffusi proprio in questi giorni, Ivrea è l’unica città della provincia con il segno meno nel saldo tra aperture e chiusure di attività imprenditoriali. Tradotto: chiude più gente di quanta ne apra.

In una situazione del genere ci si aspetterebbe attenzione, strategie, iniziative promosse con cura. Invece ci si ritrova con uno Sbarazzo fantasma.

L'assessore Gabriella Colosso

E inevitabilmente il dito finisce per puntare su chi dovrebbe occuparsi del commercio cittadino: l’assessora Gabriella Colosso e le associazioni di categoria, a cominciare da Luisa Marchelli di Ascom.

C’è anche un dettaglio che rende la vicenda ancora più eporediese. Nella chat dei commercianti, dove Luisa Marchelli interviene spesso su mille argomenti, sullo Sbarazzo non ha detto un "beh" che sia uno.
Nessun messaggio. Nessun promemoria. Nessun “ricordatevi che questo weekend c’è lo Sbarazzo”.

Silenzio.

E così capita che lo Sbarazzo si svolga oggi e domani, ma che molti lo scoprano quando è già iniziato.

Del resto la strategia, a pensarci bene, è impeccabile: se non lo dici a nessuno, eviti anche il rischio che arrivino ventimila persone in centro. Niente traffico, niente parcheggi pieni, niente bar affollati.

Problema risolto alla radice.

Resta solo una piccola domanda: se anche iniziative semplici come questa finiscono nel dimenticatoio, chi sta davvero pensando al futuro del commercio a Ivrea?

Perché, al di là dell’ironia, qui, a sentire la Camera di commercio, lo Sbarazzo vero rischia di essere quello delle attività che abbassano definitivamente la saracinesca.

E allora no, i "tavoli" annunciati dalla Colosso per raccogliere idee e capire che cosa si può fare non serviranno a nulla, ma proprio a nulla...

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