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Circonvallazione di San Benigno Canavese, appello a Cirio: senza progetto il paese resta bloccato

La Città metropolitana di Torino chiede alla Regione Piemonte i fondi per avviare la progettazione della variante tra SP40 e SP87. Senza quello studio preliminare, l’opera non può partire

Circonvallazione di San Benigno Canavese, appello a Cirio: senza progetto il paese resta bloccato

Circonvallazione di San Benigno Canavese, appello a Cirio: senza progetto il paese resta bloccato

Presidente Cirio, pensaci tu.

La Città metropolitana di Torino ha chiesto ufficialmente alla Regione Piemonte di finanziare la progettazione della circonvallazione di San Benigno Canavese. È questa la novità che riporta al centro del dibattito una delle infrastrutture più discusse del Basso Canavese: la variante destinata a collegare la SP40 e la SP87 fuori dal centro abitato, alleggerendo il paese dal traffico di attraversamento.

La richiesta è partita dall’ente metropolitano dopo un incontro tra il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, i tecnici del Dipartimento Viabilità e Trasporti, il sindaco Alberto Graffino, gli amministratori dei Comuni vicini e il deputato Alessandro Giglio Vigna. L’obiettivo è ottenere dalla Regione le risorse per avviare il primo passaggio tecnico indispensabile: il Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali, cioè lo studio preliminare senza il quale l’opera non può entrare nella fase progettuale vera e propria.

In altre parole: senza quei fondi, la circonvallazione resta un’idea sulla carta.

Un paese attraversato da traffico che non gli appartiene

I numeri raccontano meglio di qualsiasi slogan perché la questione sia tornata urgente. Secondo i dati raccolti dal Comune, solo il 22% del traffico che attraversa San Benigno ha origine locale. Tutto il resto — il 78% — è traffico di passaggio.

Significa che quasi otto veicoli su dieci non hanno come destinazione il paese. Lo attraversano e basta.

Il punto critico è la SP40, la provinciale che collega la pianura torinese al Canavese. La strada entra nel centro abitato e taglia in due il paese. Davanti alle case, alle scuole, ai negozi.

La mattina il traffico diventa una colonna continua. Tra le 7.30 e le 8.30 passano circa 1.440 veicoli, una quantità che in un’ora supera già di molto la capacità progettuale della strada. La SP40, infatti, era stata concepita per circa 3.400 veicoli al giorno.

Il risultato è sotto gli occhi di chi vive a San Benigno: code, rallentamenti, mezzi pesanti che attraversano il centro storico, pedoni costretti a camminare a pochi centimetri dal traffico.

Non è solo una questione di tempo perso. È una questione di sicurezza.

La proposta: spostare il traffico fuori dal centro

La soluzione individuata da anni è sempre la stessa: una variante esterna al paese.

Il progetto prevede un collegamento tra la SP40 e la SP87 al di fuori del centro abitato. Una circonvallazione capace di intercettare il traffico proveniente dal Basso Canavese e diretto verso la pianura torinese, evitando l’attraversamento del paese.

La nuova strada non è un’idea improvvisata. È già prevista negli strumenti di pianificazione territoriale. Compare nel Piano Territoriale Generale della Città Metropolitana di Torino e già dal 2018 è inserita tra le opere viarie prioritarie segnalate alla Regione Piemonte.

Eppure, nonostante i documenti, gli studi e le riunioni, il progetto non è mai entrato davvero nella fase operativa.

Il motivo è semplice: mancano i finanziamenti per la progettazione.

Il nodo della progettazione

Per realizzare la circonvallazione bisogna prima redigere il Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali. È lo studio che definisce il tracciato, valuta le soluzioni tecniche e permette di stimare i costi.

Senza questo passaggio preliminare non si può accedere ai finanziamenti per il progetto definitivo.

Per questo la Città metropolitana di Torino ha deciso di chiedere formalmente alla Regione Piemonte il sostegno economico per avviare lo studio.

Secondo il vicesindaco metropolitano Jacopo Suppo, ottenere quel finanziamento sarebbe un segnale importante.

«L’erogazione del finanziamento sarebbe un segnale importante per il territorio e avvierebbe un percorso che proseguirebbe con la quantificazione dell’investimento, la ricerca delle risorse a livello nazionale e la realizzazione dell’opera».

Tradotto: se arrivano i soldi per progettare, il progetto può finalmente entrare nella fase concreta.

Se non arrivano, tutto resta fermo.

Un’opera che riguarda tutto il Basso Canavese

Il caso San Benigno non riguarda solo un Comune di poco più di cinquemila abitanti. È un nodo di mobilità che interessa una parte significativa del territorio a nord di Torino.

Le code che si formano sulla SP40 coinvolgono chi arriva da Foglizzo, Montanaro, San Giusto, Bosconero, ma anche chi si muove tra le aree industriali e il capoluogo.

Il traffico incrocia inoltre la linea ferroviaria SFM1, con il passaggio a livello sul Malone che si chiude più volte all’ora per il transito dei treni. Ogni chiusura crea nuove code e rallentamenti.

Il risultato è un sistema viario fragile: basta poco per bloccare tutto.

Per questo le amministrazioni locali hanno deciso di presentarsi unite. I Consigli comunali e le Giunte dei territori interessati hanno approvato deliberazioni e ordini del giorno a sostegno dell’opera.

Documenti che la Città metropolitana ha allegato alla richiesta di finanziamento inviata alla Regione.

Un progetto che potrebbe nascere a lotti

Gli amministratori locali hanno anche indicato una possibile strategia per rendere l’intervento più sostenibile dal punto di vista economico.

La circonvallazione potrebbe essere realizzata in due lotti: uno a nord del torrente Malone e uno a sud.

L’idea è partire dal primo tratto, quello ritenuto più urgente, capace già da solo di ridurre il traffico nel centro abitato.

Un approccio graduale che permetterebbe di distribuire i costi nel tempo e di ottenere benefici immediati per la viabilità.

L’alternativa: spostare il casello di Settimo

Nella richiesta inviata alla Regione Piemonte compare anche un’ipotesi alternativa o complementare: lo spostamento verso nord della barriera autostradale di Settimo Torinese sull’autostrada Torino-Aosta.

Una modifica che potrebbe incentivare i pendolari del Basso Canavese a utilizzare l’autostrada per raggiungere Torino, riducendo la pressione sulla viabilità ordinaria.

È una soluzione che richiederebbe però il coinvolgimento di altri livelli istituzionali e dei gestori autostradali.

Per ora resta un’ipotesi.

L’attesa della risposta

La richiesta è stata inviata all’Assessorato regionale ai Trasporti, alle Infrastrutture e alle Opere pubbliche.

Ora la partita è nelle mani della Regione Piemonte.

Se arriverà il finanziamento per la progettazione, la circonvallazione di San Benigno potrà finalmente uscire dal lungo elenco delle opere promesse e mai partite.

Se non arriverà, il paese continuerà a vivere la stessa scena di ogni mattina: file di auto e camion che attraversano il centro storico, diretti altrove.

E San Benigno resterà, ancora una volta, un paese attraversato dal traffico di tutti gli altri.

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