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IVREA. Dalle panchine bara ai vasi cassa da morto

IVREA. Dalle panchine bara ai vasi cassa da morto

vasi di piazza Maretta

Dalle panchine bare di piazza del Municipio ai vasi/cassa da morto (per chissà quale pianta) di piazza Maretta ai quali, nondimeno, poi si attaccheranno delle panchine (una già c'è!). Ci spiace ma non ci siamo. Sia nella forma (sono brutti) sia nella sostanza. Che sedersi "contro il logorio della vita moderna"  a pochi centimetri dal ronzio delle macchine, oltreché nella vecchia pubblicità del Cynar, è una cosa che non si è mai vista.  Insomma, dopo le polemiche dei giorni scorsi, scoppiate soprattutto sui social, gli assessori Giuliano Balzola (da Crescentino) e Michele Cafarelli (da Torino) avevano incontrato cittadini e commercianti e poi tolto, dai basamenti di cemento armato costruiti nel bel mezzo della piazzetta,  le panchine tutte sgangherate recuperate dai magazzini comunali. Oggi al loro posto hanno fatto la comparsa questi enormi vasi giganti. Restano i parcheggi a pagamento e la nuova viabilità. Nell'insieme il "pugno" in un occhio resta tale e quale con la convinzione che la giunta comunale avrebbe potuto davvero inventarsi qualcosa di diverso per trasformare questo angolo di città in un un luogo bello da vedere e da visitare. Per esempio un piano colore delle facciate, colorandole tutte in maniera diversa, eventualmente sfruttando i superbonus. Oppure una nuova illuminazione, magari anche quella colorata. Di esempi, girando l'Europa ne avrebbero potuti trovare a decine. E invece? Eccoci qui, con una convinzione che ci accomuna in tanti. L'impossibilità di abbellire  una città che è già bella di suo, sennò non si chiamerebbe "Ivrea la bella" e la necessità di trovare amministratori pubblici capaci di migliorarla, aggiungendo bellezza senza togliergliene neanche un po'.  
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