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Bloccata a Dubai sulla nave MSC Euribia per la guerra: l'odissea di Elisa, 30 anni, di Leini, in viaggio con la famiglia

Partita con i genitori per una crociera nel Golfo, è rimasta giorni bloccata a Dubai mentre sopra la città venivano intercettati missili e droni. Questa mattina sono partiti in bus per l'Oman

Elisa Marchese e lo skyline di Dubai sotto le bombe

Elisa Marchese sul ponte della MSC e lo skyline di Dubai sotto le bombe

Doveva essere una crociera nel Golfo Persico. Si è trasformata in una settimana sospesa tra allarmi missilistici, droni intercettati nel cielo e una nave ferma nel porto di Dubai.

La protagonista è Elisa Marchese, 30 anni, originaria di Leinì, da anni residente a Parigi, partita con i genitori – Maria Pirrello e Carlo Marchese – per una vacanza a bordo della MSC Euribia. Il viaggio doveva toccare Qatar, Abu Dhabi e Bahrain. Ma la nave non si è mai mossa.

«Siamo arrivati all’aeroporto di Dubai il 28 febbraio e ci hanno trasferito subito sulla nave. Da quel momento non ci siamo più spostati», racconta.

La sera stessa il comandante ha informato i passeggeri: a causa dell’escalation militare nella regione la partenza era sospesa. L’escalation è iniziata dopo gli attacchi condotti da Stati Uniti e Israele contro obiettivi in Iran, a cui Teheran ha risposto con il lancio di missili e droni nella regione, alcuni dei quali intercettati anche nei cieli sopra gli Emirati Arabi Uniti.

Il giorno dopo è arrivata la prima vera paura.

«Abbiamo sentito i primi droni che venivano intercettati. La mattina del primo marzo abbiamo visto il fumo nel cielo. Uno di quei droni è caduto nel centro di Dubai, verso la zona della Palma e della marina».

Scene surreali osservate dal ponte della nave. Sopra la città esplosioni in cielo, mentre a bordo cresceva la tensione.

I primi giorni sono stati i più difficili. Migliaia di persone bloccate nello stesso posto.

«Sulla nave c’erano sia i passeggeri arrivati il 28 febbraio sia quelli che dovevano sbarcare e non sono mai scesi. In totale eravamo più delle cinquemila persone previste. Ogni angolo della nave era affollato».

Per tre giorni nessuno è sceso a terra. Troppa incertezza, troppi allarmi.

Poi la situazione in città è sembrata migliorare e alcuni passeggeri hanno provato a uscire per visitare Dubai.

«Appena arrivavano i messaggi di allarme missili rientravamo subito sulla nave», racconta.

Nel frattempo si è messa in moto la macchina dei rientri. Non senza polemiche.

I passeggeri italiani sono stati invitati a registrarsi sul portale della Farnesina e su Viaggiare Sicuri per segnalare la propria presenza negli Emirati Arabi Uniti. Ma, racconta Elisa, da lì non sono arrivati contatti diretti.

«Non siamo mai stati contattati né dalla Farnesina né dal Consolato né dall’Ambasciata. Abbiamo ricevuto solo messaggi con opzioni di volo, ma a nostre spese e con prezzi altissimi».

Il rimpatrio, alla fine, lo ha organizzato la compagnia di crociere.

«È stata la MSC a occuparsi di tutto e a riorganizzare il nostro rientro».

Così questa mattina Elisa e i suoi genitori hanno lasciato Dubai. Prima cinque ore di viaggio verso Oman, poi un volo per l’Europa e quindi il rientro in Italia. Sempre che gli aeroporti restino operativi.

In mezzo a tutto questo, anche un compleanno che difficilmente dimenticherà.

Il 2 marzo Elisa Marchese ha compiuto trent’anni. E lo ha fatto nel pieno della crisi.

Oggi la speranza è una sola: arrivare a casa senza altri imprevisti.

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