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06 Marzo 2026 - 09:21
Il Sahara soffia sul Piemonte: cielo velato e polveri in aumento
Il cielo velato, i colori dell’atmosfera che virano verso tonalità insolite, quasi rossastre, e una qualità dell’aria destinata a peggiorare. È il primo vero episodio del 2026 di intrusione di polvere sahariana sul Piemonte, un fenomeno meteorologico che nelle prossime ore interesserà gran parte della regione e che, secondo le previsioni di Arpa Piemonte, porterà a un aumento significativo delle concentrazioni di PM10.
Il pulviscolo arriva direttamente dal Nord Africa, trasportato da correnti atmosferiche che in queste ore stanno spingendo masse d’aria cariche di sabbia dalle regioni desertiche di Marocco e Algeria fino al Nord-Ovest italiano. La causa è una particolare configurazione meteorologica su larga scala: una bassa pressione tra il Maghreb e la penisola iberica, bloccata da un campo di alta pressione che si estende dalla Libia verso l’Italia e l’Europa centrale.
Questo assetto dell’atmosfera produce un doppio effetto. Da una parte mantiene condizioni di tempo stabile sul Piemonte, con scarsa ventilazione e aria stagnante. Dall’altra crea una sorta di corridoio che favorisce il trasporto della polvere desertica verso l’Europa occidentale e l’Italia settentrionale.
Il risultato è già visibile in diverse zone della regione. Sulle Alpi piemontesi, ad esempio, il cielo ha assunto una colorazione particolare, quasi irreale. Alcune immagini scattate in Alto Canavese, nei pressi del Santuario di San Besso, mostrano un’atmosfera definita da molti osservatori quasi “marziana”: un velo di pulviscolo sospeso nell’aria che filtra la luce e rende il paesaggio più opaco.
Ma l’aspetto più rilevante riguarda la qualità dell’aria. Il sistema modellistico di Arpa Piemonte prevede infatti un aumento sensibile delle concentrazioni di particolato fine, in particolare del PM10. Alle emissioni prodotte dalle attività umane – traffico, riscaldamenti e industrie – si aggiunge infatti la componente naturale della dust, la polvere sahariana trasportata dalle correnti.
Secondo le simulazioni effettuate dall’agenzia regionale e confermate anche dal servizio europeo CAMS – Copernicus Atmosphere Monitoring Service, il valore limite giornaliero di 50 microgrammi per metro cubo potrebbe essere superato in modo diffuso su gran parte del territorio piemontese almeno fino alla giornata di sabato.
Un fenomeno che, pur essendo naturale, può incidere temporaneamente sulla qualità dell’aria e che negli ultimi anni è diventato sempre più frequente anche alle latitudini europee. Episodi di trasporto di sabbia dal Sahara verso il Mediterraneo e il Nord Italia si verificano periodicamente, soprattutto quando si creano particolari configurazioni di circolazione atmosferica come quella attuale.
Il processo è relativamente semplice: le tempeste di sabbia sollevano enormi quantità di polvere nei deserti del Nord Africa. Queste particelle possono salire fino a diversi chilometri di quota e venire poi trasportate dalle correnti per migliaia di chilometri. Quando le condizioni meteorologiche lo permettono, il pulviscolo raggiunge anche l’Europa, depositandosi lentamente al suolo.
Spesso gli effetti sono visibili anche a occhio nudo. Il cielo appare più lattiginoso, la luce del sole diventa più diffusa e, dopo eventuali piogge, sulle auto o sui balconi può comparire una sottile patina di polvere rossastra.
In Piemonte l’impatto è amplificato dalla presenza dell’alta pressione, che in questi giorni mantiene l’atmosfera stabile e limita il ricambio dell’aria. In queste condizioni gli inquinanti tendono ad accumularsi nei bassi strati, rendendo più evidente il contributo della polvere sahariana.
Gli esperti sottolineano comunque che si tratta di un fenomeno temporaneo. Con il cambiamento delle condizioni meteorologiche e l’arrivo di correnti più instabili o di precipitazioni, il pulviscolo viene progressivamente disperso o depositato al suolo, permettendo un miglioramento della qualità dell’aria.
Nel frattempo, però, le centraline di monitoraggio continueranno a osservare con attenzione l’andamento delle concentrazioni di PM10. Le previsioni indicano che l’effetto combinato tra emissioni locali e polveri desertiche potrebbe mantenere valori elevati almeno per le prossime 48 ore.
Uno scenario che non passa inosservato nemmeno dal punto di vista paesaggistico. Il fenomeno della polvere sahariana, infatti, modifica temporaneamente l’aspetto del cielo e delle montagne, regalando scorci insoliti ma ricordando anche quanto i processi atmosferici globali possano collegare territori lontanissimi tra loro.
Così, mentre il Piemonte resta sotto l’influenza dell’alta pressione, una parte del deserto del Sahara continua il suo viaggio invisibile nell’aria fino alle Alpi. Un percorso lungo migliaia di chilometri che, almeno per qualche giorno, lascia la sua impronta anche sul cielo del Nord Italia.

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