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Il no gentile di Kate Middleton: quando il protocollo diventa un abbraccio

In Galles per San Davide, nega un autografo a un 44enne ma regala abbraccio, selfie e sorrisi

Il no gentile di Kate Middleton: quando il protocollo diventa un abbraccio

Kate Middleton (foto d'archivio)

Pioggia fine, ombrelli aperti e un’attesa paziente che racconta più di mille sondaggi. In Galles, per la festa patronale di San Davide che si celebrerà il primo marzo, la Principessa del Galles ha trasformato un “no” in un abbraccio, ricordando che la forza della Monarchia, oggi, passa anche dal calore delle piccole cose. Nonostante lo scossone mediatico legato al recente scandalo che ha coinvolto l’ex Principe Andrea, l’affetto intorno a Kate Middleton resta compatto, quasi istintivo.

Elegantissima, al fianco del Principe William, Kate è stata accolta da una folla calorosa, tanti bambini tra le prime file, incuranti del meteo. Come è ormai nel suo stile, nessuna distanza di circostanza: sorrisi, parole scambiate con naturalezza, strette di mano. Tra i presenti, un uomo di 44 anni le ha chiesto un autografo, una richiesta semplice, di stima più che di collezione.

La risposta è arrivata immediata e cortese. “Non posso firmare nulla, mi dispiace tanto. Posso stringerti la mano, però”, avrebbe detto la Principessa, secondo i testimoni. Nessun imbarazzo, anzi: la scena si è sciolta in un abbraccio. Poco dopo, Kate si è allontanata per salutare altre persone, salvo tornare indietro per una fotografia con una bambina — presumibilmente la figlia dell’uomo, che ha scattato l’immagine — consegnando a quella famiglia un ricordo ancora più prezioso di una firma.

Il rifiuto non è una scelta personale né un capriccio di etichetta. Il protocollo dei Windsor vieta ai membri della Famiglia Reale di rilasciare autografi: tutelare la firma, evitare falsificazioni e un uso improprio sono le ragioni alla base della regola. Una linea rigorosa che, nel tempo, ha costruito una distanza di protezione tra istituzione e pubblico.

Non è l’unico divieto. Anche gli abbracci, in teoria, sono scoraggiati. Eppure, dopo la scomparsa della Regina Elisabetta, la prassi si è ammorbidita, in nome di una Monarchia percepita come più vicina ai sudditi. Nello stesso solco, i selfie restano formalmente sconsigliati ma sempre più frequenti nella pratica: Kate spesso accetta di posare sorridente, senza atteggiamenti ingessati. Il messaggio è chiaro: le regole contano, ma contano anche il contesto e l’empatia.

L’episodio gallese restituisce l’essenza del ruolo pubblico di Kate Middleton: saper tenere insieme rispetto delle regole e sensibilità del momento. Un “no” raccontato con grazia può valere più di un consenso formale; un abbraccio, quando nasce spontaneo, rimette al centro le persone e rende la Corona meno astratta. In tempi in cui la Famiglia Reale affronta scosse d’immagine, episodi come questo rafforzano la narrativa di una modernità possibile: fermezza dove serve, umanità dove serve di più.

Che si tratti di un autografo negato o di una foto concessa, il tratto distintivo resta la misura. Il protocollo impone confini netti, ma chi li rappresenta sceglie ogni giorno il tono: Kate preferisce il contatto, il sorriso, la disponibilità. È lì, nella gestione minuta degli incontri, che si costruisce il capitale di fiducia. E in Galles, davanti alla folla sotto la pioggia, quel capitale ha guadagnato interessi.

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