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04 Marzo 2026 - 17:31
Treni in Piemonte, nuove promesse: riapre la Germagnano-Ceres, novità anche sulla Settimo-Rivarolo
I cantieri ferroviari piemontesi hanno finalmente un calendario. Entro giugno dovranno chiudersi i lavori finanziati con il Pnrr, sulla linea Settimo Torinese–Rivarolo dovrebbe entrare in funzione il nuovo sistema di informazione ai passeggeri e, soprattutto, a settembre è prevista la riapertura della tratta Germagnano–Ceres, tassello decisivo per ricucire il collegamento ferroviario con le Valli di Lanzo. Le scadenze sono emerse durante l’audizione di Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana nella seconda Commissione del Consiglio regionale presieduta da Mauro Fava, convocata per fare il punto sulle criticità del servizio ferroviario metropolitano e regionale.
Le date non sono un dettaglio burocratico. Sono il punto in cui la politica regionale incontra la vita quotidiana dei pendolari. Perché negli ultimi anni, lungo molte linee piemontesi, i treni sono stati spesso sostituiti da autobus, i cantieri hanno rallentato il servizio e le informazioni in tempo reale sono diventate una promessa più che una certezza.
Durante l’audizione, i rappresentanti territoriali di Trenitalia – Giuseppe Falbo e Laura Anselmi – e quelli di Rfi – Michele Rabino, Davide Famà, Antonella Parodi e Davide Cavone – hanno spiegato che uno degli obiettivi principali del piano di interventi riguarda proprio l’accesso alle informazioni per i viaggiatori. “Quando interveniamo nelle stazioni lo facciamo anche per migliorare il sistema informativo e l’accessibilità per tutti i viaggiatori”, hanno spiegato.
Il problema, però, è strutturale. La rete ferroviaria piemontese è ancora divisa tra sistemi tecnologici diversi. Le linee storicamente gestite da Rfi comunicano tra loro e con le piattaforme digitali delle ferrovie. Quelle provenienti dall’ex rete Gtt, invece, non sempre sono integrate nello stesso sistema. Il risultato è noto a chi prende il treno ogni giorno: ritardi, cancellazioni o soppressioni che non compaiono subito sulle app o sui pannelli informativi.
Per questo è stato annunciato un intervento destinato a cambiare il funzionamento della rete. Le linee provenienti dal sistema ex Gtt, tra cui la Torino–Ceres e la Canavesana, dovrebbero essere collegate al sistema informativo di Rfi entro il 2027. Un primo passo arriverà già nel 2026: entro giugno dovrebbe entrare in funzione il nuovo sistema di informazione al pubblico sulla linea Settimo Torinese–Rivarolo, uno dei collegamenti più utilizzati tra il Canavese e il capoluogo.

La stazione ferroviaria di Settimo Torinese
Non si tratta di una linea qualunque. La tratta fa parte della linea SFM1, l’asse ferroviario che collega Pont Canavese, Rivarolo, Torino e Chieri, attraversando il passante ferroviario torinese e servendo migliaia di pendolari tra studenti e lavoratori. Negli ultimi anni, però, la linea è stata segnata da lavori e interruzioni periodiche, con treni sostituiti da autobus e tempi di percorrenza più lunghi.
A rendere il quadro ancora più complesso c’è la situazione della tratta tra Rivarolo e Pont Canavese, dove sono in corso lavori di elettrificazione che dovrebbero concludersi entro la fine del 2026.
In questo contesto, l’attivazione di un sistema informativo più efficiente diventa un passaggio fondamentale: significa sapere in tempo reale se un treno è in ritardo, cancellato o sostituito da un autobus. Una banalità tecnologica, ma per molti pendolari un cambiamento concreto.
Se il fronte informativo riguarda il quotidiano, quello infrastrutturale riguarda invece il futuro della rete. E qui la data cerchiata in rosso è settembre 2026. È il mese in cui dovrebbe riaprire al servizio passeggeri la tratta Germagnano–Ceres, ultimo tratto della storica ferrovia Torino–Ceres ancora interessato dai lavori di ammodernamento.
La linea è una delle più antiche del Piemonte. Nata alla fine dell’Ottocento per collegare Torino alle Valli di Lanzo, è diventata nel tempo la principale infrastruttura ferroviaria per i comuni montani della zona. Negli ultimi anni, però, è stata al centro di una lunga stagione di cantieri per adeguare l’infrastruttura agli standard della rete nazionale.
Secondo il cronoprogramma legato ai fondi europei, i lavori dovrebbero concludersi entro giugno 2026. Seguirà un periodo di verifiche tecniche e collaudi prima della riattivazione commerciale del servizio ferroviario tra Germagnano e Ceres, prevista appunto per settembre.
La riapertura completa della linea rappresenta uno dei passaggi più attesi per i territori delle Valli di Lanzo, dove il treno non è soltanto un mezzo di trasporto ma anche un collegamento essenziale con il capoluogo. Negli ultimi anni, tra cantieri e sospensioni del servizio, molti viaggiatori sono stati costretti a cambiare più volte mezzo o a utilizzare autobus sostitutivi.
In Commissione si è parlato anche di questo: del rapporto tra cantieri e qualità del servizio. Perché se da un lato gli interventi sono necessari per modernizzare la rete, dall’altro producono inevitabilmente disagi nel breve periodo.
Parallelamente agli interventi sulle linee, procede anche il cosiddetto “Progetto integrato stazioni 2026-2030”, un piano che riguarda la riqualificazione delle stazioni ferroviarie piemontesi e del nodo torinese. Secondo quanto illustrato in Commissione, sono già stati finanziati 87 milioni di euro su un investimento complessivo di 203 milioni.
Tra gli interventi citati ci sono le nuove fermate ferroviarie nel nodo di Torino, come Torino Dora e Torino Zappata, e quelle previste lungo la futura linea Sfm5, compreso il collegamento con il nuovo ospedale di Orbassano. Un altro progetto riguarda la realizzazione della cosiddetta “diretta” tra Torino Porta Susa e Torino Porta Nuova, pensata per migliorare la fluidità del traffico ferroviario nel cuore della città.
Nel frattempo continua anche il rinnovo del materiale rotabile. Entro la fine dell’anno la flotta regionale dovrebbe essere rafforzata con 71 nuovi treni, mentre le squadre di manutenzione – è stato assicurato durante l’audizione – hanno aumentato gli interventi sulla rete.
Ma al di là dei cantieri e degli investimenti, in Commissione è emersa soprattutto una richiesta politica precisa. Il presidente Mauro Fava ha chiesto che le principali criticità del servizio ferroviario vengano comunicate tempestivamente alla Commissione stessa.
Il motivo è semplice: quando un treno viene cancellato o una linea viene sospesa, le prime persone a ricevere le proteste dei cittadini sono spesso proprio i rappresentanti istituzionali del territorio.
Per questo Fava ha invitato Trenitalia e Rfi a condividere rapidamente con la Commissione tutte le informazioni su lavori, interruzioni e disservizi.
L’obiettivo è evitare che le notizie arrivino ai consiglieri – e quindi ai territori – solo quando i disagi sono già iniziati.
Perché nel trasporto ferroviario, più che altrove, la distanza tra una promessa e la realtà si misura in minuti di ritardo. E per chi aspetta ogni mattina su una banchina, sapere quando ripartiranno davvero i treni non è una questione tecnica. È una questione di fiducia.
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