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Scuole superiori 2026/2027 in Piemonte: oltre il 52% sceglie il liceo (e lo scientifico domina)

Dati sulle iscrizioni, tendenze e motivazioni dietro le scelte: scienze applicate in testa, tecnici in crescita mirata, professionali in ripresa

Scuole superiori 2026/2027 in Piemonte: oltre il 52% sceglie il liceo (e lo scientifico domina)

Scuole superiori 2026/2027 in Piemonte: oltre il 52% sceglie il liceo (e lo scientifico domina). Immagine di repertorio

In Piemonte, al momento di scegliere la scuola superiore, più di uno studente su due punta ancora sul liceo. I dati delle iscrizioni alle prime classi per l’anno scolastico 2026/2027 parlano chiaro: il 52,37% degli studenti piemontesi ha scelto un liceo, contro una media nazionale del 55,88%. Seguono gli istituti tecnici con il 33,13% (dato superiore alla media italiana, ferma al 30,84%) e gli istituti professionali con il 14,50% (Italia 13,28%).

Il quadro complessivo segna un lieve calo delle iscrizioni, pari allo 0,5%, in linea con la flessione demografica che da anni incide sulle coorti scolastiche. Ma oltre ai numeri, è interessante capire cosa raccontano queste scelte e perché alcune opzioni crescono mentre altre arretrano.

Perché il liceo resta la prima scelta in Piemonte

Il dato del 52,37% conferma una tendenza consolidata: il liceo continua a essere percepito come il percorso più “aperto” e versatile. Non solo in vista dell’università, ma anche come formazione generale capace di offrire competenze trasversali.

In Piemonte, tuttavia, il peso dei licei è leggermente inferiore rispetto alla media nazionale. Questo può essere letto come un segnale della tradizione tecnico-industriale della regione, dove gli istituti tecnici hanno storicamente un radicamento forte e un collegamento diretto con il tessuto produttivo.

All’interno dei licei, la classifica è guidata dallo scientifico opzione scienze applicate (20,7%), seguito dallo scientifico tradizionale (18,8%). In pratica, quasi quattro studenti su dieci che scelgono il liceo optano per un indirizzo scientifico. È un dato che parla di una crescente attenzione verso le discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica), considerate strategiche per il futuro occupazionale.

Le scienze applicate, in particolare, attraggono perché uniscono una solida base scientifica all’assenza del latino e a un maggiore spazio dedicato all’informatica e ai laboratori. È una formula che intercetta le aspettative di famiglie e studenti orientati verso professioni tecniche e digitali, senza rinunciare alla struttura liceale.

Seguono il liceo delle scienze umane (15,6%), in aumento dello 0,9%, e il linguistico (13,5%). Cresce anche l’opzione economico-sociale delle scienze umane (10,4%, +1,2%), segno di un interesse verso percorsi che integrano diritto, economia e scienze sociali.

Il classico, invece, si ferma al 6,9%, con un calo dell’1%. Una flessione che si inserisce in un trend nazionale: il liceo classico mantiene un forte valore culturale, ma fatica a intercettare una platea ampia in un contesto che privilegia competenze percepite come immediatamente spendibili.

Immagine di repertorio

Istituti tecnici e professionali: segnali di ripresa e specializzazione

Con il 33,13% delle iscrizioni, gli istituti tecnici in Piemonte registrano un dato superiore alla media italiana. È un elemento chiave per comprendere la specificità regionale.

L’indirizzo più scelto è amministrazione, finanza e marketing (26,8%), seguito da informatica e telecomunicazioni (15,5%) e meccanica, meccatronica ed energia (12,1%). In crescita dell’1,2% l’indirizzo turismo.

Queste scelte riflettono il profilo economico del territorio: industria manifatturiera, settore automotive, logistica, servizi alle imprese e turismo. L’istituto tecnico viene sempre più percepito come un percorso che combina teoria e pratica, con buone possibilità di inserimento lavorativo anche senza passare necessariamente dall’università.

L’informatica, in particolare, intercetta una domanda crescente di competenze digitali. La meccatronica e l’energia restano coerenti con una regione storicamente industriale, mentre amministrazione e marketing offrono sbocchi in ambiti trasversali e flessibili.

Gli istituti professionali crescono dell’1,3% nelle iscrizioni. È un dato significativo, perché indica un’inversione di tendenza rispetto agli anni in cui questi percorsi erano percepiti come residuali.

Il 30,8% degli iscritti ai professionali sceglie enogastronomia e ospitalità alberghiera, confermando il peso del settore turistico e della ristorazione. Il 22,5% opta per servizi per la sanità e l’assistenza sociale, con un incremento del 3,1%. Quest’ultimo dato è particolarmente interessante: segnala una crescente attenzione verso le professioni di cura, anche alla luce dell’invecchiamento della popolazione e della domanda di servizi sociosanitari.

In calo dell’1,1% l’indirizzo industria e artigianato per il Made in Italy, probabilmente penalizzato da una percezione meno immediata delle opportunità o da una trasformazione dei mestieri tradizionali.

Le ragioni delle scelte

Le scelte scolastiche non sono mai solo numeri. Riflettono aspettative familiari, percezione del mercato del lavoro, orientamento ricevuto alle medie e, non da ultimo, narrazioni sociali.

Il successo dello scientifico – soprattutto scienze applicate – si inserisce in una cultura che valorizza le competenze tecnologiche come leva di mobilità sociale. I tecnici tengono bene perché offrono un equilibrio tra formazione e lavoro. I professionali crescono dove intercettano settori con sbocchi concreti e riconoscibili.

In questo contesto, il calo demografico incide ma non spiega tutto. Più rilevante è il modo in cui scuola e lavoro dialogano. Dove la filiera è chiara – come nella meccatronica o nei servizi sociosanitari – le iscrizioni premiano i percorsi più direttamente collegati all’occupazione.

Il lieve calo complessivo delle iscrizioni (-0,5%) è coerente con la diminuzione della popolazione scolastica. Ma la distribuzione delle scelte indica un sistema in movimento, non statico.

Il Piemonte si conferma una regione in cui l’istruzione tecnica ha un peso significativo, senza che venga meno la centralità dei licei. La sfida, ora, è garantire qualità e orientamento consapevole, evitando che le scelte siano guidate solo da percezioni o mode.

Perché dietro ogni percentuale c’è una decisione che incide sul futuro di migliaia di ragazze e ragazzi. E i numeri delle iscrizioni 2026/2027 raccontano non solo dove vanno gli studenti piemontesi, ma anche quale idea di futuro sta prendendo forma tra le famiglie e nelle scuole del territorio.

cosa e come studiare al liceo scientifico: guida per sopravvivere - Il blog  delle Ripetizioni e lezioni private: consigli utili

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