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Conto Termico 3.0, boom di richieste: 1,3 miliardi in pochi giorni e il GSE sospende il portale

Assalto agli incentivi per l’efficienza energetica: stop temporaneo alle nuove domande per consentire le verifiche istruttorie e garantire il rispetto dei limiti di spesa previsti dal decreto ministeriale

Conto Termico 3.0, boom di richieste: 1,3 miliardi in pochi giorni e il GSE sospende il portale

Conto Termico 3.0, boom di richieste: 1,3 miliardi in pochi giorni e il GSE sospende il portale

Doveva essere il nuovo motore dell’efficienza energetica italiana. È diventato, nel giro di pochi giorni, un caso politico ed economico. Il Conto Termico 3.0 parte con il botto, registra richieste per circa 1,3 miliardi di euro e il Gestore dei Servizi Energetici è costretto a fermare tutto. Stop temporaneo alle nuove domande.

La comunicazione è arrivata il 3 marzo 2026. Il GSE parla di “sospensione prudenziale”, necessaria per consentire le attività di istruttoria e verifica sulle pratiche già presentate, nel rispetto dei limiti annuali di spesa fissati dal Decreto ministeriale 7 agosto 2025. In altre parole, le richieste hanno viaggiato molto più veloci delle previsioni. Un miliardo e trecento milioni di euro in pochi giorni non sono un dettaglio tecnico, ma il segnale di una domanda enorme, rimasta compressa negli ultimi mesi tra incertezze normative, fine dei superbonus e rincari energetici.

Il Conto Termico 3.0, con contributi diretti in conto capitale e procedure digitalizzate, è stato percepito come uno strumento più semplice e immediato rispetto alle detrazioni fiscali tradizionali. Cittadini, imprese ed enti pubblici si sono riversati sul portale nei primi giorni di apertura. Un clic che vale incentivi fino al 65% delle spese per interventi di efficienza energetica e produzione di energia termica da fonti rinnovabili, con percentuali che per le pubbliche amministrazioni possono arrivare, in alcuni casi, anche al 100%. Il risultato è stato un picco di richieste che ha imposto al GSE una pausa tecnica per garantire la sostenibilità degli impegni finanziari e completare le verifiche operative.

Il Gestore precisa che il portale sarà riattivato non appena concluse le necessarie attività istruttorie e che eventuali aggiornamenti verranno pubblicati attraverso apposite comunicazioni sul sito istituzionale. Non si tratta quindi di una chiusura definitiva, ma di uno stop temporaneo. Resta però il dato politico ed economico: le risorse annuali non sono illimitate e l’interesse per la misura ha superato rapidamente le aspettative.

La sospensione arriva in una fase delicata per il settore. Molti interventi sono stati programmati proprio in funzione dell’apertura del nuovo portale. Imprese installatrici, progettisti e studi tecnici avevano già avviato pratiche e cantieri contando su un accesso rapido agli incentivi. Ora l’attenzione si concentra sui tempi di riattivazione e sulla sorte delle domande già presentate. Il volume delle richieste solleva inevitabilmente interrogativi sulla congruità delle risorse stanziate rispetto agli obiettivi di transizione energetica dichiarati dal Paese.

Al di là dell’aspetto procedurale, i numeri raccontano un’esigenza diffusa: famiglie che cercano di ridurre i costi in bolletta, aziende che investono per migliorare la competitività e contenere i consumi, enti locali alle prese con edifici energivori e bilanci sempre più stretti. Il Conto Termico 3.0 era stato presentato come uno strumento strutturale dopo la stagione straordinaria dei bonus edilizi. L’avvio lampo dimostra che la domanda di incentivi stabili e accessibili è tutt’altro che esaurita.

Adesso la partita si gioca sulla capacità del sistema di reggere l’urto e sulla volontà di rafforzare, eventualmente, la dotazione finanziaria. Perché se l’assalto al portale è stato così rapido, un dato appare evidente: l’Italia dell’efficienza energetica non è rimasta ferma.

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Conto Termico 3.0: opportunità concrete per famiglie, imprese e Pubbliche Amministrazioni

Mentre la cronaca ha registrato la sospensione temporanea delle nuove domande a causa dell’elevato numero di richieste, resta fondamentale capire come funziona davvero il Conto Termico 3.0 e quali opportunità offre a chi sta programmando interventi di efficientamento energetico o la sostituzione degli impianti termici.

Il Conto Termico 3.0 è una misura di incentivazione pubblica che sostiene, attraverso contributi diretti a fondo perduto, l’adozione di tecnologie ad alta efficienza e di impianti alimentati da fonti rinnovabili negli edifici esistenti, sia pubblici sia privati. A differenza delle tradizionali detrazioni fiscali, il rimborso non viene recuperato in dichiarazione dei redditi nell’arco di più anni, ma viene erogato direttamente sul conto corrente del beneficiario una volta conclusi i lavori e superate le verifiche tecniche e amministrative da parte del Gestore dei Servizi Energetici (GSE).

Uno degli aspetti più rilevanti del nuovo schema è la digitalizzazione delle procedure: le pratiche vengono gestite attraverso il PortalTermico, con presentazione della domanda entro 90 giorni dalla fine dei lavori. Questo sistema punta a rendere più rapida la gestione delle richieste e l’erogazione dei contributi, soprattutto per gli importi più contenuti, che possono essere liquidati anche in un’unica soluzione.

Il ventaglio degli interventi ammessi è ampio. Oltre alla sostituzione di caldaie obsolete con pompe di calore ad alta efficienza o sistemi ibridi, rientrano tra le opere incentivabili anche gli impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria, i generatori a biomassa a basse emissioni, la micro-cogenerazione e interventi sull’involucro edilizio, come isolamento termico e sostituzione degli infissi. In determinati casi, sono ammessi anche sistemi di building automation e infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici se collegati a progetti di efficientamento energetico.

La platea dei beneficiari è estesa: privati cittadini, condomìni, imprese, soggetti del terziario, Enti del Terzo Settore e Pubbliche Amministrazioni. Per la maggior parte degli interventi il contributo può coprire fino al 65% delle spese ammissibili, mentre per alcune categorie di enti pubblici, in particolare nei piccoli Comuni, la copertura può arrivare fino al 100%.

Il decreto che disciplina la misura prevede una dotazione complessiva di circa 900 milioni di euro all’anno, suddivisa tra soggetti privati e Pubbliche Amministrazioni. Si tratta di un tetto di spesa che garantisce sostenibilità finanziaria ma che, come dimostrano i numeri delle prime settimane, può essere rapidamente impegnato in presenza di un forte interesse del mercato.

Fondamentale è il rispetto dei requisiti tecnici: gli impianti installati devono raggiungere determinati livelli di rendimento energetico e rispettare precisi parametri prestazionali. Per questo motivo è consigliabile affidarsi a professionisti qualificati, in grado di verificare preventivamente l’ammissibilità dell’intervento e predisporre correttamente la documentazione richiesta.

Un ulteriore elemento da valutare riguarda la cumulabilità: il Conto Termico 3.0 non può essere sommato ad altri incentivi statali per lo stesso intervento, aspetto che impone una valutazione preventiva della soluzione più conveniente.

Nel quadro della transizione energetica, il Conto Termico 3.0 si presenta come uno strumento strutturale pensato per favorire investimenti immediati in tecnologie più efficienti. Non è un semplice bonus, ma una leva finanziaria che può accelerare la modernizzazione degli edifici e contribuire alla riduzione dei consumi energetici, con effetti diretti sulle bollette e sull’impatto ambientale.

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