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01 Marzo 2026 - 19:55
Antonio Tajani
Nessun rischio sulla incolumità degli italiani, molti studenti, rimasti bloccati a Dubai, ma "preoccupazione per l'alto numero" delle persone presenti negli Emirati Arabi e che devono rientrare in Italia. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, non nasconde la complessità della situazione che riguarda i tantissimi connazionali presenti nell'area del conflitto. La Farnesina ha creato una 'Task Force Golfo' che rafforzerà il lavoro dell'Unità di Crisi e sosterrà l'impegno delle ambasciate e dei consolati nella regione per far fronte alle migliaia di richieste di assistenza. "Si tratta di una squadra di cinquanta persone" ha spiegato il ministro aggiungendo che la task force risponde allo stesso numero (0636225) dell'Unità di crisi, "ma con un centralino che smista" le chiamate.
Telefonate - che per stessa ammissione di Tajani - sono arrivate a centinaia nelle ultime ore da chi è rimasto bloccato ma anche, e nei soli Emirati sono circa 20 mila, vive stabilmente nella zona interessata dai bombardamenti incrociati.
"Come numeri - ha aggiunto il vicepremier - ci preoccupano quelli dei civili, soprattutto a Dubai, perché ci sono anche tanti minorenni soli, in viaggio con la scuola". Sono, infatti, molti gli studenti presenti a Dubai e le autorità consolari "stanno operando con la massima attenzione per garantire assistenza e supporto", rende noto il Mim. Lo stesso ministro, Giuseppe Valditara, è in stretto contatto con il capo della Farnesina "per gli sviluppi della situazione". In particolare - fa sapere la Farnesina - l'ambasciata ad Abu Dhabi e il consolato a Dubai stanno seguendo i casi di centinaia di cittadini italiani bloccati tra cui un gruppo di studenti dei licei italiani: il conteggio dei responsabili del Wsc World Student Connection riporta un totale di 190 italiani, di cui 124 studenti minorenni e 66 tra studenti, docenti e staff Wsc maggiorenni. "Sono state messe a disposizione 45 camere all'Hotel Le Meridien e ulteriori 20 camere sono invece prenotate presso un hotel a Bur Dubai (Dubai) - spiega il dicastero -. Tutti i giovani sono affidati ai propri tutor e docenti e saranno seguiti 24 ore su 24 dallo staff del Wsc".
Tra le persone rimaste bloccate anche il questore di Roma, Roberto Massucci, che era negli Emirati Arabi per motivi personali.
La ripresa dei voli sarà graduale. L'Easa, l'agenzia europea per la sicurezza dell'aviazione, ha raccomandato ai vettori di "non operare nello spazio aereo interessato a tutti i livelli e le altitudini di volo" almeno fino al 2 marzo.
"Non sappiamo quando ripartiremo - racconta Daniele Bovo, 21enne, che si trova a Dubai assieme ad altri 200 compagni di una comitiva di studenti -. Noi dovevamo tornare lunedì ma al momento nessuno sa dirci quando torneremo". Negli occhi dei più piccoli resta la grande paura per quanto vissuto sabato con l'attacco all'isola di Palm. "Ieri sera abbiamo visto diversi lampi nel cielo e abbiamo sentito un'esplosione", ricorda uno degli studenti minorenni di un istituto scolastico di Torino. "Noi stiamo bene e siamo abbastanza tranquilli, accompagnati dai tutor - continua il ragazzo - ma c'è comunque tra di noi preoccupazione per l'evoluzione della situazione e soprattutto per il nostro rientro in Italia". La domenica è trascorsa in un clima tutto sommato tranquillo. "Stiamo all'erta ma non siamo preoccupati", afferma Alberto Boato, imprenditore veneziano. Anche ad Abu Dhabi si vivono ore di attesa per quelli che saranno gli sviluppi del conflitto. "Abito nella torre accanto a quella colpita. Fortunatamente non mi trovavo nella torre al momento dell'impatto - racconta Katya Marletta, UAE Correspondent ItalPress -. E' stata evacuata immediatamente. La tensione nella capitale degli Emirati resta alta, ma anche la fiducia che tutto si risolva al più presto".
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