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Caso fascia tricolore, Borasio si sente sotto pressione e tira in ballo Casa

Dopo le polemiche sulla delega a La Verpillière, l’ex sindaco richiama il precedente del 2024. Casa: «Era previsto nella convocazione ufficiale che dovevo presentarmi con la fascia tricolore...».

Verolengo

Fascia tricolore, Borasio si sente sotto pressione e tira in ballo Casa?

 A Verolengo il dibattito politico torna a concentrarsi sulla fascia tricolore, simbolo della rappresentanza ufficiale del Comune e della sua autorità istituzionale. 

La vicenda nasce dalla partecipazione dell’ex sindaco Luigi Borasio all’inaugurazione della Chiesa di Saint-Denis a La Verpillière, Comune gemellato con Verolengo. In quell’occasione Borasio ha rappresentato l’ente indossando la fascia tricolore su delega dell’attuale amministrazione. La minoranza ha presentato un’interrogazione chiedendo chiarimenti sul motivo per cui la rappresentanza istituzionale sia stata affidata a una persona che oggi non ricopre una carica elettiva. 

L’Amministrazione ha giustificato la scelta richiamando il ruolo storico di Borasio nel percorso di gemellaggio, la sua presenza nel Comitato e l’esperienza maturata nei due mandati da sindaco. È stato inoltre precisato che la delega risultava formalmente firmata prima dell’evento. 

Nel confronto è però riemerso un precedente risalente al marzo 2024. In quella occasione l’allora assessore Stefania Casa partecipò in Regione Piemonte alla firma di un finanziamento da 240 mila euro destinato al progetto del Parco dei Briganti. Anche durante quella riunione istituzionale venne indossata la fascia tricolore. 

Su quel passaggio è intervenuto lo stesso Borasio dichiarando: «Quando Stefania Casa partecipò alla riunione in Regione e indossò la fascia, aveva l’autorizzazione a partecipare all’incontro, ma non quella ad indossare il simbolo. Non esiste alcuna autorizzazione scritta né verbale che prevedesse l’uso della fascia istituzionale.» 

Poco tempo dopo quell’episodio il rapporto politico tra i due si incrinò fino alla revoca dell’incarico di assessore a Casa. Il decreto firmato il 28 marzo 2024 parlava di “rottura del vincolo fiduciario”, senza richiamare un fatto specifico ma sottolineando una perdita di fiducia legata a tensioni e divergenze interne alla maggioranza. Non si trattò dunque di una contestazione tecnica, bensì di una decisione politica connessa all’equilibrio interno della Giunta. 

Oggi la replica di Stefania Casa riporta la questione nel dibattito pubblico. «La nostra interrogazione era semplice: volevamo capire perché un cittadino avesse indossato la fascia per rappresentare ufficialmente il Comune. Non abbiamo mai contestato l’uso del simbolo da parte di consiglieri o assessori durante cerimonie istituzionali. Quando eravamo in amministrazione lo facevamo anche noi, perché facevamo parte dell’ente. La fascia spetta a chi ricopre un ruolo istituzionale in carica.» 

Casa ricorda il 25 marzo 2024, quando partecipò alla firma del finanziamento regionale: «Ero assessore, non una cittadina qualunque. Nella comunicazione ufficiale della Regione era scritto chiaramente che dovevo presentarmi con la fascia tricolore. Non si trattava quindi di una scelta personale, ma di un’indicazione formale contenuta nella lettera di convocazione. Sono stata delegata e nessuno mi ha detto di non indossarla. Se fosse stato un problema, andava chiarito in quel momento. Se davvero si fosse trattato di una violazione, sarebbe stata contestata allora e non due anni dopo. Oggi la questione riemerge solo dopo che abbiamo sollevato il caso della fascia indossata a Verpillière.» 

Secondo l’ex assessore la differenza resta sostanziale: «Io ero membro dell’amministrazione in carica. In quell’occasione si trattava invece di un cittadino. La fascia non è un riconoscimento personale né un simbolo legato al passato, ma rappresenta l’istituzione nel presente.» 

Al di là dell’aspetto formale, la vicenda assume un significato politico più ampio. Il tema non riguarda soltanto l’interpretazione delle norme sull’uso della fascia, ma la coerenza nell’applicazione delle regole e delle deleghe istituzionali. Stabilire chi possa indossare il simbolo, in quali circostanze e con quali autorizzazioni significa definire il perimetro della rappresentanza pubblica. 

A distanza di due anni dal precedente del 2024, il confronto si riaccende attorno allo stesso simbolo. Ancora una volta non si tratta solo di un gesto formale, ma dell’equilibrio politico tra maggioranza e opposizione e del modo in cui le regole vengono interpretate quando cambiano i ruoli. 

E oggi la domanda resta aperta: l’ex sindaco Luigi Borasio si è sentito politicamente sotto pressione dopo le contestazioni della minoranza sull’uso della fascia tricolore a Verpillière, tanto da riportare al centro del dibattito l’episodio della presenza in Regione dell’allora assessore Stefania Casa? E quella vicenda viene riletta come precedente per sostenere che anche in quell’occasione la fascia non avrebbe dovuto essere indossata? 

L'ex sindaco Luigi Borasio

L’ex assessore Stefania Casa

 

 

 

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