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28 Febbraio 2026 - 22:12
Stefano De Martino
C’è sempre stato un momento, a Sanremo, in cui il futuro restava sospeso. L’ultima nota della finale, i fiori, i saluti, e poi la domanda che rimbalzava ovunque: chi ci sarà l’anno prossimo? Per giorni, settimane, mesi, la successione è stata materia di indiscrezioni, retroscena, smentite e mezze frasi.
Quest’anno no. Quest’anno il Festival cambia rito. E cambia racconto.
Per la prima volta nella storia della manifestazione, il passaggio di testimone avverrà in diretta televisiva, davanti al pubblico dell’Ariston e a milioni di spettatori. Carlo Conti, direttore artistico e conduttore di Sanremo 2026, ha consegnato ufficialmente il Festival a Stefano De Martino, che guiderà l’edizione 2027.

È il motivo per cui il volto di Affari Tuoi questa sera era al Teatro Ariston. Poco dopo le 23 Conti è sceso in in platea per uno scambio di battute con il suo successore designato. Un’investitura pubblica, spettacolarizzata, costruita come momento televisivo e simbolico.
Che qualcosa fosse nell’aria lo si era capito già nei primi giorni della settimana sanremese. Il direttore dell’Intrattenimento prime time Rai, William Di Liberatore, aveva frenato le domande sul 2027: «Non parleremo dell’edizione 2027 fino a sabato». Una frase che suonava già come una promessa.
Poi Carlo Conti, tra una conferenza stampa e un’intervista, aveva più volte accennato al desiderio di passare il testimone a un collega “più giovane” o a “una donna”. Questa mattina, davanti ai giornalisti, ha parlato di lasciare al successore «un festival in ottima salute», lasciandosi scappare un mezzo spoiler su una sorpresa prevista per la serata finale. Subito dopo, con l’abilità di chi conosce il palcoscenico, ha depistato tutti: «Magari resto io».
Un gioco delle parti che ora trova il suo compimento.
Che l’opzione Sanremo fosse prevista nel contratto Rai di Stefano De Martino è cosa nota da tempo. Da settimane circolavano indiscrezioni su un accordo già definito per il 2027. Ma la scelta di annunciarlo in diretta, durante la finale, rappresenta una svolta narrativa per il Festival.
Non più trattative filtrate da voci di corridoio, ma un vero e proprio rito di successione televisivo.
De Martino arriva a Sanremo forte di un momento professionale brillante. Alla guida di Affari Tuoi ha consolidato la sua immagine di conduttore empatico, ironico, capace di reggere il ritmo della prima serata. La Rai scommette su un volto giovane ma ormai pienamente maturo dal punto di vista televisivo, con un linguaggio contemporaneo e una forte presa sul pubblico trasversale.
Il 2027 potrebbe non essere un’edizione in solitaria. Tra le ipotesi circolate nei corridoi dell’Ariston, c’è anche il nome di Antonella Clerici, già conduttrice del Festival nel 2010, che potrebbe affiancare De Martino in una formula a due voci. Una suggestione che, se confermata, unirebbe esperienza e rinnovamento.

La scelta di ufficializzare tutto in diretta racconta una Rai che vuole trasformare anche la successione in evento. Il Festival, ancora una volta, si dimostra macchina narrativa prima ancora che musicale.
Conti lascia – o meglio, consegna – un Sanremo solido negli ascolti e nel consenso. “Un festival in ottima salute”, ha detto. E la scelta di non lasciare vuoti, di non alimentare un’estenuante caccia al nome, segna un cambio di passo.
Sanremo non attende più che il futuro venga svelato. Lo mette in scena.
E così, mentre si chiude l’edizione 2026, lo sguardo è già proiettato avanti. Il palco dell’Ariston non sarà solo teatro della proclamazione del vincitore, ma anche del primo storico passaggio di testimone in diretta.
Una stretta di mano che vale più di mille indiscrezioni.
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