Tre mesi di attesa per un appuntamento. È questo il tempo che, secondo l’opposizione, oggi serve a Gassino Torinese per ottenere la Carta d’Identità Elettronica (CIE). Un documento che non è più facoltativo, ma obbligatorio, e che dal 3 agosto 2026 sostituirà definitivamente anche le versioni cartacee ancora in circolazione.
A sollevare la questione è il gruppo consiliare Progettiamo Gassino, con un’interrogazione firmata da Giuseppe Molinari e Andrea Morelli. L’obiettivo dichiarato è sollecitare l’Amministrazione a intervenire per ridurre le tempistiche e potenziare il servizio.
Il tema non nasce in Consiglio comunale, ma sui social. Negli ultimi giorni si sono moltiplicate le segnalazioni di cittadini costretti a prenotare con largo anticipo o, in alternativa, a rivolgersi ai Comuni limitrofi. Una situazione che Molinari definisce “surreale”.
«Un cittadino di Gassino non si deve spostare nei paesi vicini per andare a fare la carta d’identità. Mi sembra una cosa davvero surreale», spiega. E aggiunge: «Uno paga le tasse a Gassino, il servizio lo vuole a Gassino».

Secondo quanto riportato nell’interrogazione, i tempi di attesa si aggirerebbero intorno ai tre mesi, una tempistica che per chi ha urgenze – viaggi, pratiche amministrative, rinnovi imminenti – diventa problematica. Il servizio, oggi, è su prenotazione e con orari ridotti. Un sistema che, nelle intenzioni, dovrebbe garantire ordine e programmazione, ma che nei fatti rischia di lasciare indietro una parte di popolazione.
Particolarmente delicata è la posizione degli anziani e di chi non ha dimestichezza con le prenotazioni online. «Cosa fanno, per esempio, degli anziani che non possono prenotare tramite internet? Rimangono tagliati fuori», osserva Molinari. Il riferimento è anche a chi non dispone di un’auto per raggiungere San Raffaele Cimena, Rivalba o altri Comuni dove i tempi sarebbero più brevi.
Ed è proprio su questo punto che l’opposizione avanza una proposta concreta: organizzare open day straordinari, sul modello di quanto fatto da altri enti locali. «San Mauro sta facendo aperture straordinarie, anche altri comuni», sottolinea Molinari. «Noi intendiamo sollecitare l’amministrazione e dare una mano, suggerendo di fare questi open day. Attrezzarsi un minimo e dare questo servizio alla popolazione».
Non si tratterebbe, nelle intenzioni del gruppo, di una polemica fine a sé stessa, ma di un “sollecito”. Tuttavia, il tema si'intreccia inevitabilmente con la gestione complessiva dei servizi comunali. Morelli e Molinari chiedono infatti quali azioni siano state intraprese per potenziare il rilascio della CIE, se si intendano organizzare giornate straordinarie e quali siano le cause del perdurare delle attuali tempistiche.
Sullo sfondo c’è anche la questione della comunicazione. Altri Comuni stanno già pubblicando avvisi sulla scadenza di agosto 2026, ricordando che le carte cartacee non saranno più valide per determinati servizi. A Gassino, secondo Molinari, mancherebbe al momento un’informazione altrettanto chiara sui canali istituzionali.
Il dibattito, però, non si ferma alla carta d’identità. Tra i commenti raccolti online c’è anche chi collega i ritardi ai servizi con l’aumento dell’addizionale comunale IRPEF, deliberato dalla Giunta e visibile nelle buste paga di dicembre 2025 rispetto all’anno precedente. «Qualcuno si è fatto il paragone tra l’ultima busta paga di dicembre e quella dell’anno prima, e si è accorto che l’addizionale comunale si è alzata», spiega Molinari.
Il sindaco Cristian Corrado aveva parlato di un incremento pari a “un caffè al mese”. L’opposizione, pur senza trasformare il tema fiscale nel tema dell’interrogazione, sottolinea che per chi ha redditi medio-bassi anche piccole variazioni possono incidere. «Non è proprio una critica, ma un sollecito alla risoluzione di questo problema», precisa il consigliere.
Il prossimo Consiglio comunale sarà l’occasione per conoscere la risposta ufficiale dell’amministrazione. Sul tavolo non c’è solo una questione tecnica, ma il nodo più ampio dell’organizzazione comunale e della capacità di garantire servizi essenziali in tempi ragionevoli.
Perché la Carta d’Identità Elettronica non è una pratica secondaria. È il documento base per accedere a numerosi servizi, per viaggiare, per identificarsi. E con la scadenza dell’agosto 2026 sempre più vicina, la pressione è destinata ad aumentare.
Nel frattempo, a Gassino, il tema resta aperto. Tra chi propone di “andare nei paesi vicini” e chi, invece, rivendica il diritto di avere il servizio sotto casa, nel Comune in cui paga le tasse.