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27 Febbraio 2026 - 15:56
Davide Arminio e il sindaco Luca Bertino
A Nole lo scontro politico si sposta dalle aule consiliari alle scrivanie della Prefettura. Il gruppo di opposizione NoleSì ha scritto al Prefetto di Torino per denunciare quella che definisce una «censura delle notizie e delle informazioni» ai danni dei consiglieri di minoranza. Una lettera formale, indirizzata anche al sindaco e al segretario comunale, che accende i riflettori su un clima istituzionale sempre più teso.
A firmarla è il gruppo consiliare guidato da Davide Arminio. Il tono è fermo, le accuse circostanziate. «Riteniamo grave il perdurare di una condotta omissiva nei confronti dei consiglieri di minoranza», scrivono. Secondo NoleSì, la maggioranza continuerebbe a negare o ritardare informazioni, impedendo «il corretto esercizio del nostro mandato». Non si tratterebbe di un episodio isolato, ma di una prassi reiterata nel tempo, già oggetto di richiami, l’ultimo dei quali con una mail inviata al sindaco il 1° febbraio 2026.
Il caso che ha fatto traboccare il vaso è l’inaugurazione della nuova cucina della Casa di riposo “Piovano Rusca ETS”, evento pubblico che ha visto la partecipazione dell’amministrazione comunale. La minoranza sostiene di non essere stata informata né invitata, pur trattandosi di una realtà nella quale il Comune nomina due membri del consiglio di amministrazione. «Siamo venuti a conoscenza dell’iniziativa solo a posteriori o tramite canali non ufficiali», denunciano.
Ma l’elenco non si ferma qui. Nel mirino finiscono anche altri appuntamenti recenti, come la tappa locale di “Just The Woman I Am” e il progetto di distribuzione di assorbenti gratuiti nelle scuole. Su quest’ultimo punto l’affondo è politico oltre che istituzionale: secondo NoleSì, si tratterebbe di un’iniziativa nata da una mozione presentata un anno fa proprio dall’opposizione. «La maggioranza non solo non ha inteso informarci, ma ha anche deciso di intestarsi l’esclusiva paternità, con grande spregiudicatezza e disonestà intellettuale», si legge nella missiva.

Il nodo, per Arminio e i suoi, non è la polemica fine a sé stessa, ma il rispetto delle prerogative consiliari. La comunicazione preventiva degli eventi istituzionali – sostengono – non è una cortesia politica, bensì una forma minima di trasparenza e correttezza nei confronti di tutti i rappresentanti eletti. «Tale modus operandi non rispetta il decoro istituzionale e i doveri di trasparenza che l’Amministrazione è tenuta a garantire a tutto il Consiglio comunale, senza distinzioni di parte».
La scelta di rivolgersi al Prefetto non è casuale. È un passaggio che alza il livello dello scontro, portandolo su un piano istituzionale superiore. Nella lettera si chiede espressamente a Sua Eccellenza di «sensibilizzare il Sindaco e la maggioranza del Comune di Nole a realizzare quella trasparenza comunicativa» ritenuta doverosa nei confronti dei consiglieri di minoranza, «al pari dei consiglieri di maggioranza».
Dietro le parole formali si intravede un malessere politico che va oltre il singolo evento. La minoranza parla di «persistente prassi di censura» e di «palese mancanza di rispetto istituzionale». Accuse pesanti, che chiamano in causa il funzionamento stesso della dialettica democratica in un Comune dove il confronto tra maggioranza e opposizione sembra essersi progressivamente irrigidito.
Resta ora da capire se e come arriverà una risposta. Il Prefetto potrà valutare la segnalazione e, se lo riterrà opportuno, richiamare l’amministrazione al rispetto delle prerogative del Consiglio comunale. Dal canto suo, la maggioranza potrebbe replicare nel merito, contestando le ricostruzioni o rivendicando la correttezza del proprio operato.
Intanto, a Nole, la politica locale si confronta su un terreno tanto delicato quanto fondamentale: il diritto all’informazione istituzionale, la trasparenza, il riconoscimento reciproco tra chi governa e chi siede sui banchi dell’opposizione. Per NoleSì la questione è chiara: «Siamo esponenti eletti della nostra comunità, al pari dei consiglieri di maggioranza». Una frase che suona come rivendicazione, ma anche come richiesta di normalità istituzionale.

Il gruppo consiliare NoleSì
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