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Economia
20 Febbraio 2026 - 13:46
Microlino rallenta a La Loggia: produzione dimezzata e operai in cassa integrazione
Le luci del capannone di La Loggia, alle porte di Torino, restano accese solo metà mese. Per le altre due settimane scatta la cassa integrazione. È l’immagine concreta della frenata che ha colpito Microlino, il quadriciclo elettrico prodotto nello stabilimento piemontese, e che tra il 2024 e il 2025 ha visto la produzione ridursi della metà.
I numeri raccontano una fase delicata. Nel 2025 dalle linee sono usciti circa 1.500 quadricicli elettrici, un dato inferiore rispetto alle attese iniziali. Gli addetti a tempo indeterminato sono oggi 70, circa la metà rispetto al periodo di maggiore espansione. L’organizzazione del lavoro procede a singhiozzo: attività produttiva per due settimane al mese, sospensione per le restanti.
Il quadro non è isolato ma si inserisce in una fase complessa per l’intero comparto dell’elettrico leggero. La Microlino, microcar a batteria dal design retrò ispirato alla Isetta, parte da un prezzo di listino di almeno 17 mila euro. Una cifra che, nel segmento dei quadricicli, rappresenta un ostacolo per una domanda ancora molto sensibile al costo d’acquisto e agli incentivi pubblici.
Ed è proprio sul fronte degli incentivi che si gioca una parte della partita. Oggi i sussidi per l’acquisto di auto elettriche risultano fino a quattro volte superiori rispetto a quelli destinati alle microcar. Un divario che riduce la competitività dei quadricicli pesanti, pur rappresentando una soluzione potenzialmente efficace per la mobilità urbana, dove spazio, traffico e qualità dell’aria richiederebbero mezzi leggeri e a basse emissioni.
In questo contesto, la dirigenza dell’azienda italo-svizzera ha scelto una strategia di diversificazione. Lo stabilimento di La Loggia sta aprendo alla produzione per conto terzi, sia per altri quadricicli sia per piccole vetture di startup e case emergenti. L’obiettivo è riempire le linee produttive e stabilizzare i flussi di lavoro. Secondo quanto emerge, sarebbero in corso interlocuzioni con una decina di potenziali partner industriali.
Dal punto di vista tecnico, la società ha sviluppato una piattaforma base di quadriciclo modulare, pronta per essere adattata con diverse scocche e configurazioni. Una soluzione pensata per ridurre tempi e costi di sviluppo per eventuali clienti e per valorizzare le competenze già presenti nello stabilimento piemontese.
Parallelamente, l’attenzione si sposta su Bruxelles. L’Unione Europea sta rivedendo il regolamento sulle auto in vista del 2035, anno indicato come spartiacque per la transizione energetica del settore. Tra le ipotesi in discussione figura un sistema di supercrediti monetizzabili per sostenere la produzione di veicoli elettrici in Europa. Microlino punta a far includere anche la categoria dei quadricicli pesanti in eventuali agevolazioni, oggi concentrate soprattutto sulle autovetture tradizionali.
La questione non è solo di mercato, ma anche di filiera. Le batterie utilizzate nei veicoli vengono attualmente fornite dalla Cina. L’assenza di una catena europea completa per componenti strategici rappresenta una vulnerabilità strutturale. In passato il cofondatore Wim Outboter aveva evocato l’ipotesi di trasferire la produzione in Cina qualora il contesto europeo non fosse diventato più favorevole sotto il profilo industriale e normativo.
Nel breve periodo la priorità resta la continuità produttiva e occupazionale a La Loggia. Nel medio periodo, la sfida è più ampia: ritagliare uno spazio stabile per le microcar elettriche in un mercato dominato da auto di dimensioni maggiori e da incentivi disomogenei.
La mobilità urbana europea è chiamata a ridurre emissioni e congestione. I quadricicli potrebbero rappresentare una risposta concreta, ma senza un riequilibrio delle politiche di sostegno e senza una filiera più solida il rischio è che progetti industriali nati per innovare restino compressi tra costi elevati e domanda debole.
A La Loggia, intanto, le linee attendono nuovi ordini. Le prossime settimane diranno se la strategia del conto terzi e il dialogo con le istituzioni riusciranno a trasformare una fase di resistenza in un nuovo ciclo di rilancio.
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