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26 Febbraio 2026 - 17:23
Bitac 2026 sbarca a Novara e lancia la sfida al turismo: “Non serve più turismo, serve turismo migliore”
Novara diventa per due giorni la capitale del turismo cooperativo e associativo. È partita oggi la XVIII edizione della Bitac, la Borsa Italiana del Turismo Cooperativo e Associativo, con la partecipazione di oltre 100 imprese cooperative provenienti da tutta Italia. Al centro dell’edizione 2026 c’è un tema che va oltre la semplice promozione turistica: la rigenerazione territoriale attraverso il turismo.
Non una vetrina, ma un laboratorio di idee e progetti. L’obiettivo dichiarato è ripensare i modelli culturali e turistici, mettendo al centro sostenibilità, comunità ospitanti e valorizzazione dei territori, in particolare quelli meno battuti dai grandi flussi.
Ad aprire i lavori sono stati l’assessora al Turismo di Novara, Elisabetta Franzoni, l’assessore al Turismo del Piemonte Paolo Bongioanni e la senatrice Silvia Fregolent, a testimonianza di un appuntamento che unisce dimensione locale e respiro nazionale.
Nel corso della prima giornata viene assegnato il Premio Bitac 2026, riconoscimento che valorizza le migliori esperienze italiane di turismo cooperativo e associativo, mettendo in luce progetti capaci di coniugare sviluppo economico, inclusione e tutela del patrimonio culturale e naturalistico.
Il secondo giorno sarà invece dedicato ai tavoli di co-progettazione, pensati per trasformare il confronto in lavoro operativo. L’obiettivo è mettere in rete competenze e progettualità lungo alcune direttrici considerate strategiche: dall’ospitalità diffusa alle nuove narrazioni dei luoghi, fino alle esperienze legate alla fruizione lenta e accessibile dei territori. Un passaggio concreto, nelle intenzioni degli organizzatori, per tradurre le idee in percorsi condivisi.
La linea è chiara nelle parole dei presidenti delle principali realtà cooperative del settore: Giovanni Barni per Legacoop Culturmedia, Irene Bongiovanni per Confcooperative Cultura Turismo Sport ed Eugenio Fusignani per Culturalia Agvci. «Bitac - dichiarano i presidenti di Legacoop Culturmedia, Giovanni Barni, Confcooperative Cultura Turismo Sport, Irene Bongiovanni, Culturalia Agvci, Eugenio Fusignani - invita a guardare oltre i circuiti di massa: turismo cooperativo, comunità ospitanti, aree interne, ospitalità diffusa. Non serve più turismo, serve turismo migliore, che rigenera e redistribuisce valore. Le cooperative sono l'infrastruttura sociale che trasforma spazi e patrimonio culturale e naturalistico in servizi, lavoro e comunità».
Un messaggio netto che punta a spostare il baricentro del dibattito: meno quantità, più qualità. Meno concentrazione nei grandi poli, più attenzione alle aree interne e ai territori che cercano nel turismo una leva di sviluppo sostenibile e condiviso.
Con oltre cento imprese coinvolte e una rete nazionale pronta a confrontarsi su modelli innovativi, Bitac 2026 si propone come uno dei momenti centrali per chi immagina un turismo capace non solo di attrarre visitatori, ma di generare valore duraturo per le comunità che accolgono.

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