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26 Febbraio 2026 - 11:45
Forte di Exilles, aperto solo 42 giorni: scontro in Regione sul futuro della fortezza
Quarantadue giorni l’anno. Poco più di un mese e mezzo per uno dei simboli storici più imponenti del Piemonte. Il Forte di Exilles, presidio millenario all’ingresso dell’alta Val di Susa, oggi è al centro di una polemica politica che riaccende il dibattito sulla gestione dei beni culturali regionali.
A sollevare il caso è la consigliera regionale del Partito Democratico Laura Pompeo, che ha presentato un’interrogazione chiedendo chiarimenti alla Giunta sulla programmazione 2026 e sulle prospettive di rilancio della fortezza. Il punto contestato è netto: un’apertura limitata al solo periodo estivo, per un totale di 42 giorni, ritenuta incompatibile con gli investimenti pubblici sostenuti negli anni.
Il Forte, di proprietà della Regione Piemonte, è stato oggetto di interventi e stanziamenti che complessivamente ammontano a circa 23 milioni di euro. Un impegno economico significativo, giustificato dall’importanza storica e architettonica del complesso, che domina la valle con la sua struttura monumentale e che nel tempo è stato trasformato in polo museale con percorsi espositivi e allestimenti permanenti.
La questione non è solo culturale. Secondo Pompeo, la scelta di concentrare le aperture nei mesi estivi impedisce una vera pianificazione turistica e penalizza l’intero territorio. La Val di Susa vive anche di flussi legati ai ponti primaverili, alla Pasqua, al turismo scolastico e sportivo, ai weekend autunnali. Periodi nei quali il Forte resta chiuso, lasciando scoperta un’offerta che potrebbe invece rappresentare un richiamo stabile.
Il tema dell’indotto è centrale. Strutture ricettive, ristoratori, guide turistiche e operatori culturali non possono costruire pacchetti e proposte continuative se uno dei principali attrattori resta accessibile solo per poche settimane. In un’area che da anni cerca un equilibrio tra vocazione alpina, patrimonio storico e nuove forme di turismo sostenibile, la gestione del Forte diventa un banco di prova.

Forte di Exilles
L’interrogazione punta a chiarire tre aspetti: se la Giunta ritenga coerente l’attuale modello rispetto agli investimenti effettuati; quali siano gli ostacoli tecnici, finanziari o organizzativi che impediscono un’apertura più ampia; quali risorse e tempistiche siano previste per il 2026, anche in coordinamento tra Assessorato alla Cultura e Assessorato al Patrimonio.
Il riferimento normativo è la legge regionale 11 del 2018, che affida alla Regione il compito di garantire la piena fruizione dei beni culturali di propria competenza. La critica politica è che il Forte non possa essere trattato come un sito secondario, ma debba essere considerato un presidio strategico per l’alta valle.
Il complesso di Exilles non è solo un monumento. È un simbolo identitario, teatro di vicende militari e civili che attraversano secoli di storia alpina. La sua posizione, a pochi chilometri dal confine francese, lo rende anche un punto di connessione culturale tra territori. Negli anni passati, mostre ed eventi hanno dimostrato la capacità del sito di attrarre visitatori anche fuori stagione.
Resta da capire quali siano le ragioni concrete della limitazione. I costi di gestione? La carenza di personale? La necessità di ulteriori interventi manutentivi? O una scelta strategica legata alla sostenibilità economica? Su questi punti la Giunta dovrà fornire risposte.
Il dibattito si inserisce in un contesto più ampio, quello della valorizzazione dei beni regionali in aree periferiche. Mantenere aperta una grande struttura richiede programmazione, risorse e un progetto culturale coerente. Ma chiusure prolungate rischiano di trasformare un investimento in un’opportunità mancata.
Per la Val di Susa, il Forte rappresenta una leva potenziale di sviluppo, in sinergia con il turismo naturalistico, con i percorsi escursionistici e con le iniziative culturali diffuse nei comuni della valle. Un’apertura annuale più estesa potrebbe favorire eventi, rassegne, attività didattiche e collaborazioni con scuole e università.
Ora la parola passa alla Regione. Le risposte attese non riguardano soltanto un calendario di aperture, ma una visione complessiva. Se il Forte di Exilles debba restare una meta stagionale o diventare un motore culturale attivo tutto l’anno.
La differenza, per la valle, non è solo simbolica. È economica e strategica.
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