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Costume e società
26 Febbraio 2026 - 15:52
Sanremo 2026, il “caso Argentero” si sgonfia: Carlo Conti rompe il silenzio
Da “mi hanno telefonato e poi sono spariti” a “ci siamo parlati ed è tutto chiarito”. Nel giro di pochi giorni, il caso Luca Argentero–Sanremo 2026 cambia tono. E a intervenire, questa volta, è direttamente Carlo Conti.
Nelle settimane precedenti al Festival, il nome dell’attore torinese — volto simbolo della fiction Rai grazie a Doc–Nelle tue mani — era circolato con insistenza come possibile ospite all’Ariston. Poi il racconto pubblico di Argentero, ospite da Geppi Cucciari a Splendida Cornice: una telefonata iniziale, nessun seguito, attesa prolungata e infine la decisione netta.
«Adesso non ci vado più», aveva dichiarato, parlando di una situazione “imbarazzante”.
Parole che avevano acceso il dibattito social, trasformando un’assenza in un piccolo caso mediatico. Fino alla replica.
Dalle pagine del settimanale Chi, Carlo Conti ricostruisce la vicenda con toni distensivi: «Ci ho parlato proprio sabato scorso ed è tutto chiarito. C’è stato un piccolo equivoco».
Secondo il direttore artistico, la presenza di Argentero era legata al lancio della nuova stagione di Doc, inizialmente prevista per marzo. Ma la fiction sarebbe stata poi spostata a ottobre, facendo venir meno l’urgenza promozionale.
«Probabilmente non glielo avevano spiegato», aggiunge Conti, archiviando la questione come un semplice disallineamento comunicativo.
Una spiegazione che cambia prospettiva: non un’esclusione, non un dietrofront, ma un’occasione venuta meno per motivi di calendario.
Il termine “ghosting”, usato ironicamente in tv e rilanciato sui social, aveva fatto presa perché raccontava una dinamica molto contemporanea: l’attesa senza risposta, il silenzio che pesa più di un no. In un’epoca in cui tutto si consuma in pubblico, anche le trattative televisive diventano narrazione.
Argentero, solitamente misurato, aveva scelto una franchezza insolita. Conti, dal canto suo, rivendica trasparenza:
«È tutto molto semplice, quello che faccio è alla luce del sole».
Due versioni che oggi non sembrano più contrapposte, ma complementari: da una parte la percezione personale dell’attore, dall’altra la ricostruzione organizzativa del Festival.
Al di là della presenza o meno all’Ariston, la vicenda dice qualcosa di più ampio. Racconta la fragilità dei meccanismi comunicativi nell’industria dello spettacolo: una telefonata preliminare può trasformarsi in aspettativa pubblica; un cambio di programmazione può diventare una polemica nazionale.
E racconta anche il peso simbolico di Sanremo: non è solo un palco, è un luogo identitario. Quando un volto popolare come Argentero sembra restarne fuori, la notizia non è l’assenza in sé, ma il perché.
Ora Conti mette la parola fine: nessun mistero, nessuna pressione, nessun retropensiero. Solo un “equivoco”.
Resta il fatto che, per qualche giorno, il Festival ha parlato anche di ciò che non è accaduto. E in fondo, nel sistema mediatico contemporaneo, anche questo fa spettacolo.

Luca Argentero
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