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26 Febbraio 2026 - 09:11
In questi giorni, tra i messaggi di classe e le chat dei genitori delle scuole di Leini, ha iniziato a circolare un vocale inquietante. Una voce concitata, toni allarmati, parole pesanti: presunti “loschi figuri” nei pressi degli edifici scolastici, pronti, secondo il messaggio, a rapire bambini per alimentare un fantomatico traffico di organi.
Un racconto che colpisce al cuore ogni madre e ogni padre. Il passaparola è stato rapido. Nel giro di poche ore l’audio è rimbalzato da una chat all’altra, generando apprensione, telefonate tra genitori, richieste di chiarimenti. Scene già viste anche in altri Comuni del Torinese, dove lo stesso identico messaggio ha iniziato a circolare con minime variazioni.
Ma dietro l’allarme non c’è alcun fatto reale. Dopo le prime segnalazioni, il Comune di Leini si è attivato contattando le forze dell’ordine per verificare quanto stesse accadendo. La risposta è stata chiara e netta: si tratta di una notizia completamente falsa, priva di qualsiasi riscontro. Nessuna denuncia, nessuna segnalazione concreta, nessun episodio che possa confermare quanto raccontato nel vocale.
Una fake news costruita ad arte per generare paura. Il sindaco di Leini, Luca Torella, insieme all’assessore alla Sicurezza Francesco Faccilongo, ha immediatamente attivato un confronto con il comandante della Polizia Locale e informato i carabinieri.
"Come hanno fatto i colleghi degli altri centri interessati - spiega Torella - abbiamo approfondito la questione con le forze dell’ordine e possiamo ribadire che si tratta di una notizia assolutamente falsa, priva di alcun fondamento e che vuole semplicemente creare allarmismo ingiustificato".

Aumentano i controlli davanti alle scuole
Inoltre, il sindaco Torella, ha richiesto alla Polizia Locale un’ulteriore intensificazione dei passaggi nelle vicinanze delle scuole.
"Per tranquillizzare ulteriormente quei genitori - ha spiegato - che sono stati scossi da questa comunicazione, che va a toccare quello che di più caro abbiamo, e cioè i nostri figli, abbiamo contattato il comandante della nostra Polizia Locale e avvisato i carabinieri per evidenziare la situazione, chiedendo, oltre ai normali servizi che vengono effettuati, di inserire nella loro programmazione ulteriori passaggi in prossimità delle scuole".
Quello del sindaco è stato un chiarimento doveroso, perché l’effetto di queste catene vocali è tutt’altro che innocuo. Ma Leini non è l'unico comune ad essere stato colpito da questa pericolosa fake news.
Tanti altri comuni del torinese sono stati vittime di un meccanismo che viene riproposto in maniera pressoché identica: un audio anonimo, nessuna fonte verificabile, un “passaparola urgente” che invita a condividere il più possibile “per sicurezza”. E proprio facendo leva sul senso di protezione dei genitori, la bufala si propaga.
Le forze dell’ordine ribadiscono una regola semplice ma fondamentale: prima di inoltrare messaggi allarmistici, verificarne l’attendibilità.
"Nell’augurarci che i responsabili di quella che non può essere definita una semplice bravata - concludono Torella e Faccilongo - ma un atto grave e irresponsabile, possano essere individuati, rivolgiamo un appello ai genitori: verificare eventuali comunicazioni anonime prima di condividerle, in modo da non fare il gioco degli sciacalli che si divertono nel creare dolore e sofferenza, e nel caso contattare direttamente le forze dell’ordine".
La sicurezza attorno agli istituti scolastici di Leini resta costantemente monitorata. I controlli ordinari sono già previsti e continueranno, così come l’attenzione delle pattuglie nelle fasce orarie di ingresso e uscita.
Ma, nel frattempo, l’appello è rivolto a tutti i genitori: fermarsi un attimo prima di cliccare “inoltra”, verificare, chiedere, informarsi attraverso canali ufficiali.
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