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Cronaca

Owen, 7 anni, la sfida alla leucemia e il grazie che commuove Castellamonte

Dall’ospedale negli Stati Uniti il video del bambino malato di leucemia linfoblastica acuta. La mamma aggiorna ogni giorno sui social: «La guarigione non è lineare, ma siamo ancora qui»

Owen, 7 anni

Owen, 7 anni, la sfida alla leucemia e il grazie che commuove Castellamonte

Un grazie pronunciato con voce sottile, dal letto di un ospedale americano, attraversa l’oceano e arriva fino a Castellamonte. È il messaggio di Owen, sette anni, che da mesi combatte contro una leucemia linfoblastica acuta a cellule T, una forma aggressiva di tumore del sangue che colpisce i globuli bianchi immaturi del midollo osseo. Nel video pubblicato sui social, il bambino trova la forza di rivolgersi a chi gli è stato accanto dal 15 maggio dello scorso anno, quando la diagnosi ha cambiato tutto: amici, parenti, sconosciuti che hanno pregato, donato, sostenuto.

«Grazie per essere stati con noi. Grazie per le preghiere e le donazioni», dice Owen con una maturità che sorprende. Parole semplici, ma cariche di un peso che solo chi affronta una malattia così dura può conoscere.

La sua storia ha un doppio radicamento: negli Stati Uniti, dove il padre Emanuele Celoria, 44 anni, vive e lavora dal 2016, e in Canavese, dove i nonni, Gian Franco e Sara, gestiscono la storica Bottega del calzolaio in via Giraudo 1, a Castellamonte. È proprio da lì che si è mossa una rete di solidarietà che ha coinvolto l’intero territorio.

La malattia di Owen non è una battaglia lineare. La mamma lo racconta quasi ogni giorno attraverso i social, trasformati in un diario pubblico fatto di aggiornamenti, timori, speranze. Non nasconde le difficoltà: le terapie pesanti, la stanchezza, i momenti in cui il percorso sembra arretrare invece che avanzare. «La guarigione non è lineare», ha scritto il 20 febbraio. «Ma siamo ancora qui». Una frase che è diventata una sorta di mantra per chi segue la vicenda.

La leucemia linfoblastica acuta a cellule T è una patologia complessa, che richiede cicli intensivi di chemioterapia e controlli costanti. I bambini, spesso, rispondono meglio degli adulti alle cure, ma il cammino resta lungo e costellato di ostacoli. Ogni esame, ogni risultato clinico, può cambiare l’umore di una giornata.

Intorno a Owen si è creata una comunità che supera i confini geografici. La campagna di raccolta fondi lanciata sulla piattaforma Gofundme – “Help Owen Fight Leukemia” – ha raccolto contributi da entrambe le sponde dell’Atlantico. Non solo sostegno economico, necessario per affrontare spese mediche e logistiche, ma anche messaggi, lettere, piccoli gesti di vicinanza.

A Castellamonte, la Bottega del calzolaio è diventata un punto di riferimento per chi vuole informarsi o dare un aiuto concreto. Un negozio storico che oggi è anche il simbolo di una comunità che non si tira indietro. «Sentiamo il vostro sostegno. Sentiamo gli abbracci dell’aria», scrive la mamma. Un’immagine che restituisce la dimensione emotiva di questa vicenda: la consapevolezza di non essere soli.

La storia di Owen parla di malattia, ma anche di resilienza. Di un bambino che, nonostante tutto, trova il tempo e la forza per ringraziare. Di genitori che trasformano la fragilità in condivisione, scegliendo di raccontare senza filtri il percorso clinico e umano. Di un territorio che risponde con generosità.

La battaglia non è finita. I medici continuano a monitorare la situazione, le terapie proseguono. Ci sono giorni migliori e altri più difficili. Ma la rete costruita attorno a Owen resta solida. E quel grazie pronunciato davanti a una telecamera, in una stanza d’ospedale lontana da casa, è la prova che la solidarietà può attraversare continenti.

Chi desidera sostenere la famiglia può farlo attraverso la raccolta fondi online o rivolgendosi direttamente alla Bottega del calzolaio a Castellamonte. Perché dietro ogni donazione c’è un messaggio chiaro: Owen non combatte da solo.

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