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Una gattina malata, un Comune assente: la storia di Piumina

A Settimo Torinese la storia di una gatta di colonia gravemente malata diventa il simbolo di un sistema che scarica su associazioni e cittadini costi, cure e responsabilità del benessere animale

Una gattina malata, una città assente: la storia di Piumina

Sara Trovato abbraccia Piumina

C’è una gatta che pesa poco più di due chili, un corpo fragile che sembra quasi scomparire tra le mani di chi la solleva con estrema cautela. Si chiama Piumina e quando è stata trovata era a terra, immobile, disidratata, con il respiro corto e il freddo che le stava lentamente portando via le ultime forze. Una scena che, purtroppo, chi si occupa di colonie feline conosce fin troppo bene. Una scena che quasi mai fa notizia, ma che racconta molto più di mille comunicati istituzionali lo stato reale del benessere animale nelle nostre città.

Piumina è risultata positiva a FIV e FeLV in fase attiva, AIDS e leucemia felina, con stati infiammatori gravissimi e un quadro clinico che lasciava poco spazio alla speranza. Tanto che l’ipotesi dell’eutanasia non era affatto remota. Sarebbe stata una scelta “comprensibile”, forse persino “razionale”, se a decidere fosse stato un bilancio e non un cuore. Ma chi l’ha soccorsa non ragiona così.

gatto

piumino

A intervenire sono stati Sara Trovato e gli altri volontari dell’associazione LiberiGatti. A Settimo Torinese si occupano della gestione quotidiana di diverse colonie feline. Forniscono cibo, monitorano gli animali, intervengono quando c’è un’emergenza. Lo fanno gratuitamente, nel tempo libero, spesso anticipando di tasca propria spese che diventano sempre più difficili da sostenere. Perché le colonie feline, per legge, “appartengono” al Comune. Ma nella pratica, come spesso accade, il Comune resta sullo sfondo ("se ne fotte") e il peso ricade quasi interamente su chi sceglie di non girarsi dall’altra parte.

Quando Piumina ha mostrato una prima, timida risposta alle cure iniziali, la decisione è stata quasi obbligata: provarci. Tentare di salvarla. Valutare, se le condizioni lo consentiranno, persino una cura sperimentale, estremamente costosa, ma potenzialmente in grado di offrirle una possibilità di vita dignitosa. Una scelta che comporta responsabilità enormi, non solo emotive ma anche economiche.

Nel frattempo, il quadro si è ulteriormente complicato. È emersa una grave incontinenza, che richiede assistenza continua, cambi frequenti, presenza costante. Oggi Piumina vive in una veranda riscaldata, separata dagli altri gatti di Sara per via della sua patologia infettiva. Non può entrare in casa, non può essere collocata in uno stallo perché non esiste un luogo idoneo, attrezzato, disponibile. Ancora una volta, la soluzione è arrangiarsi, adattare uno spazio, fare il possibile con quello che c’è.

Ed è qui che la storia di Piumina diventa emblematica. Perché il punto non è solo salvare una gatta, ma interrogarsi su un sistema che regge quasi esclusivamente sulle spalle dei volontari. Persone che vengono chiamate dai cittadini come se fossero un servizio pubblico, come se fosse scontato che qualcuno arriverà, prenderà l’animale, pagherà il veterinario, si farà carico di tutto. “Siamo contenti che ci chiamino, perché sappiamo che ci mettiamo un impegno che altri non metterebbero”, racconta Sara, “ma non può essere sempre così. Non possiamo essere lasciati soli”.

Le spese veterinarie sono spesso insostenibili. Le collette aiutano, ma raramente coprono gli importi necessari. I debiti con i veterinari si accumulano, il margine di manovra si restringe, la fatica emotiva diventa cronica. Eppure il lavoro dei volontari resta invisibile, dato per scontato, raramente supportato in modo strutturale. Mancano spazi, mancano fondi, manca una rete vera che consenta di affrontare casi complessi senza trasformare ogni emergenza in un sacrificio personale.

Raccontare Piumina significa allora dare voce a tutte quelle storie che restano ai margini. Gatti e gatte che vivono nelle colonie, ma anche persone che dedicano tempo, energie e risorse per garantire loro cure, dignità, una possibilità. Significa ricordare che il benessere animale non è una questione secondaria, né un problema da delegare esclusivamente alla buona volontà di pochi.

Per questo, oltre a raccontare, c’è anche un appello concreto. Piumina ha ancora bisogno di aiuto per continuare il suo percorso di cura. È possibile sostenerla attraverso donazioni economiche su Satispay al numero 351 802 8904, oppure con aiuti materiali come cibo specifico, traversine, prodotti per l’igiene e tutto ciò che può essere utile alla sua gestione quotidiana. Ogni contributo, anche piccolo, può fare la differenza.

Ma l’aiuto più grande è forse un altro: non considerare queste storie come eccezioni, ma come segnali. Segnali di quanto ci sia ancora da fare, di quanto il ruolo dei volontari sia fondamentale e, allo stesso tempo, fragile. Perché senza di loro, Piumina oggi non sarebbe in una veranda riscaldata a lottare per vivere. Sarebbe solo un’altra presenza scomparsa nel silenzio. Insomma, una gatta malata sta raccontando molto di più di una semplice emergenza veterinaria: sta parlando di responsabilità, di comunità e di quanto una città venga giudicata anche da come si prende cura dei più fragili.

***

FIV e FeLV sono due gravi malattie virali dei gatti, spesso poco conosciute dal grande pubblico, ma purtroppo molto diffuse soprattutto tra i gatti di colonia e quelli che vivono all’aperto.

FIV – Virus dell’Immunodeficienza Felina
È l’equivalente felino dell’HIV umano. Colpisce il sistema immunitario del gatto, indebolendolo progressivamente e rendendolo incapace di difendersi da infezioni, infiammazioni e malattie che in un animale sano sarebbero facilmente curabili. Un gatto FIV positivo può vivere anche diversi anni, ma è estremamente vulnerabile: basta una semplice infezione per mettere seriamente a rischio la sua vita. Il virus si trasmette principalmente attraverso morsi profondi, tipici delle lotte tra gatti.

FeLV – Virus della Leucemia Felina
È ancora più aggressivo e pericoloso. Attacca il midollo osseo e il sistema immunitario, provocando anemia, tumori, infezioni ricorrenti e un progressivo decadimento delle condizioni generali. La FeLV è una delle principali cause di morte nei gatti infetti. Si trasmette con grande facilità tramite saliva, secrezioni nasali, condivisione di ciotole, leccamenti e contatti stretti. Nei casi in cui il virus è in fase attiva, come quello di Piumina, la prognosi è spesso grave.

Perché sono così devastanti nelle colonie feline
I gatti di colonia vivono esposti al freddo, alla fame, allo stress e a continue fonti di contagio. Un sistema immunitario già provato diventa terreno fertile per questi virus, che avanzano rapidamente senza cure adeguate. Per questo FIV e FeLV non sono solo diagnosi veterinarie, ma vere e proprie condanne quando mancano assistenza, isolamento e terapie costanti.

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