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Linea Rivarolo–Pont, riapertura rinviata: niente treni nel 2026 per evitare il caos ai passaggi a livello

Elettrificazione pronta entro il 2026, ma la vera riattivazione arriverà solo dopo l’adeguamento tecnologico dei passaggi a livello. Regione e Comuni: no a disagi per la viabilità

Linea Rivarolo–Pont

Linea Rivarolo–Pont, riapertura rinviata: niente treni nel 2026 per evitare il caos ai passaggi a livello

Non sarà una corsa contro il tempo. Non ci sarà un taglio del nastro anticipato per rispettare una data simbolica. La linea ferroviaria Rivarolo–Pont tornerà a vivere, ma lo farà solo quando sarà davvero pronta. L’elettrificazione sarà completata entro il 2026, ma la riapertura al servizio commerciale slitterà al 2027. Una scelta che punta a evitare il rischio di una ripartenza “a metà”, con pesanti ricadute sulla viabilità locale.

È quanto emerso dall’incontro tra Regione Piemonte, Rfi e sindaci del territorio, convocato a Torino per fare il punto sullo stato dei lavori. Rfi ha illustrato il cronoprogramma del cantiere, confermando la conclusione dell’elettrificazione entro l’anno in corso. Un passaggio atteso da anni, finanziato con fondi PNRR, che dovrebbe garantire standard più moderni, sostenibili ed efficienti rispetto al passato.

Ma il nodo vero non è solo l’infrastruttura ferroviaria. È la gestione dei passaggi a livello, numerosi lungo la tratta. Senza un adeguamento tecnologico, il rischio sarebbe quello di chiusure contemporanee fino a 40 minuti per ogni corsa del treno. Uno scenario che avrebbe un impatto significativo sulla viabilità urbana, soprattutto nei centri attraversati dalla linea.

Sul punto si è registrata una convergenza tra Regione e sindaci rispetto alla proposta progettuale di Rfi: un ulteriore investimento, già pianificato, realizzabile nel 2027, per risolvere definitivamente la criticità. L’assessore regionale ai Trasporti, Marco Gabusi, è stato chiaro: «L’obiettivo è riaprire la linea in modo funzionale, senza scaricare disagi sui cittadini e sui Comuni. L’elettrificazione entro il 2026 è un traguardo concreto, ma vogliamo che il servizio ferroviario sia compatibile con la vita quotidiana del territorio. Per questo sosteniamo con convinzione l’intervento sulla sincronizzazione dei passaggi a livello: modernizzare significa migliorare la mobilità, non creare nuove criticità. Il lavoro con i sindaci è costante e continuerà fino alla piena riattivazione della linea».

Abbiamo chiesto all’assessora ai Trasporti di Rivarolo Canavese, Alessia Cuffia, se non vi sia il rischio concreto di riaprire una linea che crea più disagi che benefici, considerato che l’elettrificazione sarà pronta nel 2026 mentre l’adeguamento tecnologico dei passaggi a livello è previsto solo nel 2027. La risposta è netta e segna un cambio di prospettiva rispetto alle attese.

«L’elettrificazione e il rinnovo dell’armamento, finanziati con fondi PNRR e in conclusione entro il 2026, consentiranno di riattivare la linea con standard decisamente più moderni rispetto al passato. L’adeguamento tecnologico dei passaggi a livello rappresenta una fase successiva ed è proprio per questo che la linea non verrà riaperta nel 2026, ma nel 2027. La scelta condivisa con Regione va esattamente nella direzione di evitare una riapertura “A metà” o una riattivazione che possa generare più disagi che benefici. Si è ritenuto più responsabile attendere il completamento dell’adeguamento tecnologico, così da garantire fin da subito un sistema efficiente, con tempi di chiusura dei passaggi a livello contenuti e una gestione della viabilità sostenibile. L’ulteriore investimento previsto per il 2027 è infatti finalizzato a ridurre sensibilmente i tempi di chiusura (nell’ordine di 3-5 minuti), evitando scenari molto più penalizzanti che, senza questo intervento, avrebbero potuto comportare chiusure fino a 40 minuti con un impatto significativo sulla viabilità urbana. In altre parole, si è deciso di non correre per rispettare una data formale, ma di attendere qualche mese in più per riaprire la linea in condizioni ottimali, evitando il rischio di dover intervenire successivamente con ulteriori blocchi o limitazioni. È una scelta di prevenzione: meglio completare l’investimento in modo strutturale e definitivo, piuttosto che riaprire prima e dover poi “Curare” criticità che si sarebbero potute evitare».

Un chiarimento che sposta l’orizzonte temporale ma prova a rassicurare cittadini e pendolari.

Abbiamo poi chiesto quale sarà il ruolo concreto del Comune di Rivarolo nel monitorare l’avanzamento dei lavori e nel tenere informati i cittadini sugli sviluppi della riattivazione della linea.

«Il Comune di Rivarolo avrà un ruolo attivo e costante di monitoraggio e di raccordo Istituzionale, così come lo avranno tutti i Sindaci coinvolti lungo la tratta. Il confronto avviato con la Regione Piemonte, in particolare con l’Assessore Marco Gabusi, con i referenti di RFI, di Trenitalia e con i tecnici coinvolti, non è stato un momento isolato ma si inserisce in un percorso di dialogo continuo e costante che c’è sempre stato e che proseguirà durante tutte le fasi di avanzamento dei lavori. Il nostro compito, come Amministratori del territorio, sarà duplice: da un lato seguire con attenzione l’evoluzione degli interventi, ponendo particolare attenzione alla gestione delle criticità (soprattutto per quanto riguarda i passaggi a livello e l’impatto sulla viabilità), dall’altro garantire un’informazione puntuale, trasparente e aggiornata ai cittadini sugli sviluppi della riattivazione della linea. Desidero sottolineare il clima costruttivo che si è consolidato nel tempo: Regione, RFI e Trenitalia hanno dimostrato disponibilità all’ascolto e senso di responsabilità. A loro va un ringraziamento per l’attenzione riservata ai Comuni della tratta e per la volontà condivisa di affrontare le problematiche in modo concreto e preventivo. Rivarolo, in questo contesto, riveste un ruolo centrale. Non solo perché è il capolinea della linea, ma perché sarà nodo strategico di interscambio: qui i passeggeri dovranno scendere e cambiare treno. Questo comporta una responsabilità ulteriore nella gestione dei flussi, nell’organizzazione dei servizi e nell’attenzione alle esigenze dei pendolari. Proprio per questo continueremo a lavorare in sinergia con gli altri Sindaci e con tutti i soggetti coinvolti, mantenendo un confronto costante affinché la riattivazione della linea non sia solo un intervento infrastrutturale, ma un reale miglioramento del servizio per il territorio. L’obiettivo non è fare in fretta per tagliare un nastro, ma fare bene per garantire un servizio stabile nel tempo, evitando interruzioni future e disagi ancora maggiori».

La linea Rivarolo–Pont resta un’infrastruttura strategica per il Canavese. Ma la sfida ora non è solo tecnica. È politica e gestionale: riaprire bene, senza paralizzare le città attraversate. Meglio aspettare qualche mese in più che trasformare un investimento atteso da anni in una nuova fonte di disagi quotidiani.

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