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Rivarolo–Pont, il 2026 è l’anno della svolta?

Regione e Rfi confermano i tempi per la riattivazione della linea, ma il tema dei passaggi a livello resta centrale

Rivarolo–Pont, il 2026 è l’anno della svolta?

Rivarolo–Pont, il 2026 è l’anno della svolta?

La Rivarolo–Pont sarà elettrificata entro il 2026. È quanto è stato confermato ieri in Regione durante l’incontro tra Regione Piemonte, tecnici di Rfi e sindaci del territorio, alla presenza dell’assessore ai Trasporti Marco Gabusi. Il cronoprogramma, assicurano da Torino, procede e la conclusione degli interventi è prevista entro la fine del prossimo anno, aprendo la strada alla riattivazione completa della tratta della Sfm1 “Canavesana” fino a Pont Canavese.

Parallelamente prosegue il piano di interventi sui passaggi a livello, tema considerato centrale per garantire sicurezza e funzionalità alla linea. La Regione lavora con i Comuni alla soppressione progressiva di alcuni attraversamenti, mentre Rfi ha illustrato un progetto di sincronizzazione tecnologica degli impianti per evitare chiusure prolungate e ricadute sulla viabilità locale.

«L’obiettivo è riaprire la linea in modo funzionale, senza scaricare disagi sui cittadini e sui Comuni», ha spiegato Gabusi, sottolineando come l’elettrificazione rappresenti un traguardo concreto ma da accompagnare con interventi che rendano il servizio compatibile con la quotidianità del territorio.

Sul valore politico dell’operazione interviene il presidente della Commissione Trasporti del Consiglio regionale Mauro Fava. «È un traguardo storico per il territorio. Dal 2019 ho seguito ogni fase del progetto e oggi siamo davanti a un passaggio fondamentale», ha dichiarato, evidenziando i risultati raggiunti nonostante le complessità tecniche legate a un’infrastruttura di questa portata.

Sulla stessa linea la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Paola Antonetto, che definisce la conferma dei tempi «un’ottima notizia per il territorio, che aspetta da troppo tempo la riapertura della linea». Secondo Antonetto, il ritorno del treno elettrico potrà ridurre l’utilizzo dell’auto privata, alleggerire il traffico nelle ore di punta e offrire nuove opportunità anche sul piano turistico, grazie al collegamento verso il Parco nazionale del Gran Paradiso.

L’elettrificazione della Canavesana viene così presentata come un tassello strategico per la mobilità sostenibile, lo sviluppo locale e il rafforzamento del collegamento tra il Canavese e Torino. Dopo anni di stop e sostituzioni su gomma, la prospettiva è quella di un ritorno stabile del servizio ferroviario lungo l’intera tratta.

Resta però una domanda che accompagna ogni annuncio. Le date sono state fissate, le intenzioni dichiarate, le parole sono chiare. Ma il territorio ha già conosciuto rinvii, interruzioni e disagi legati ai cantieri. Il nodo dei passaggi a livello – tra soppressioni e sincronizzazioni tecnologiche – sarà decisivo per capire se la linea potrà davvero convivere con la viabilità quotidiana dei centri attraversati. E mentre si parla di rilancio e sostenibilità, mancano ancora dati pubblici su quanta utenza si prevede di recuperare, su quali frequenze verranno garantite e su quale sarà l’impatto reale nei primi mesi di esercizio. L’elettrificazione può essere una svolta. Ma tra l’annuncio e il risultato finale c’è la prova dei fatti. E quella, per ora, è tutta da verificare.

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