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Quattro lupi a duecento metri dalla Dora: avvistamento ravvicinato

L’incontro il 21 febbraio nelle campagne vicino al fiume. Cresce l’attenzione sul ritorno stabile del predatore in Canavese

Quattro lupi

Quattro lupi a duecento metri dalla Dora: avvistamento ravvicinato

Quattro sagome in fila, a poche centinaia di metri dal fiume. Poi il passo rapido verso la vegetazione. L’avvistamento risale al 21 febbraio, nelle campagne di Strambino, a circa duecento metri dalla Dora Baltea. Un incontro ravvicinato che riaccende l’attenzione sulla presenza del lupo in Canavese.

A notare il branco è stato un residente della zona, che ha osservato gli animali in movimento lungo un tratto agricolo non distante dall’argine. La scena è durata pochi istanti: i quattro esemplari procedevano compatti, mantenendo una certa distanza l’uno dall’altro ma seguendo la stessa direzione. Nessun atteggiamento aggressivo, nessun contatto con persone. Alla vista di possibili presenze umane si sono allontanati rapidamente, tornando verso l’area più boscata che costeggia il corso del fiume. Ma l’episodio ha fatto il giro del paese in poche ore, alimentando racconti e commenti.

La zona dell’avvistamento è caratterizzata da campi coltivati, strade poderali e fasce alberate che accompagnano il fiume. Un contesto agricolo apparentemente tranquillo, ma inserito in un corridoio naturale che favorisce il passaggio della fauna selvatica. Non si tratta, dunque, di un ambiente isolato: la vicinanza alla Dora Baltea e alle aree verdi rende plausibile la presenza di animali in spostamento.

Negli ultimi anni la presenza del lupo in Piemonte è tornata stabile, favorita dall’espansione naturale della specie lungo l’arco alpino e nelle aree collinari e fluviali. Il corridoio ecologico della Dora Baltea rappresenta un ambiente favorevole agli spostamenti: acqua, zone ripariali, campi e coperture vegetali offrono condizioni ideali per il transito e la caccia a fauna selvatica. Gli esemplari si muovono spesso seguendo percorsi naturali già tracciati, evitando per quanto possibile i centri abitati e le aree più antropizzate.

Gli esperti ricordano che il lupo tende a evitare l’uomo e che gli avvistamenti, soprattutto in orari crepuscolari o serali, non sono insoliti in territori a bassa densità abitativa. La presenza di più esemplari fa pensare a un piccolo branco in movimento, probabilmente alla ricerca di cibo. In inverno, del resto, gli spostamenti possono intensificarsi, complice la necessità di ampliare il raggio d’azione per reperire prede.

Tra i residenti prevale la curiosità, ma non manca una punta di preoccupazione, soprattutto tra chi possiede animali da cortile o cani lasciati in giardino. La notizia dell’avvistamento è circolata rapidamente, riaprendo il confronto sul tema della convivenza con la fauna selvatica. Le raccomandazioni restano quelle di sempre: evitare di avvicinarsi, non lasciare cibo all’aperto, proteggere eventuali animali domestici e segnalare eventuali avvistamenti alle autorità competenti.

L’episodio di Strambino conferma una tendenza più ampia: il ritorno del lupo non è più un evento eccezionale, ma una realtà con cui convivere. Una presenza che si inserisce in un contesto ambientale in evoluzione, dove la tutela della biodiversità si intreccia con le esigenze delle comunità locali. Un equilibrio delicato, che passa dall’informazione corretta, dalla prudenza nei comportamenti quotidiani e dal monitoraggio costante del territorio.

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