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"Un cane libero non è libertà: è responsabilità". Una risposta alle polemiche a Lauriano

Educazione, sicurezza e rispetto per proteggere bambini, animali e territorio: a intervenire sul tema è Maria Carmela Perna, Educatrice Cinofila e Coadiutore del cane per gli Interventi Assistiti con gli Animali

Lauriano

Maria Carmela Perna, Educatrice Cinofila e Coadiutore del cane

A Lauriano il tema dei cani lasciati liberi torna periodicamente al centro dell’attenzione. Negli ultimi anni si sono verificati alcuni episodi che hanno acceso il confronto tra i cittadini, anche se negli ultimi mesi la situazione appare decisamente migliorata e le segnalazioni sono diminuite in modo significativo. 

Il problema, oggi, non è legato ai numeri, ma alla responsabilità. Perché anche un solo cane lasciato libero può creare disagio, paura o situazioni di rischio. 

Perché i cani non possono essere lasciati liberi? 

A intervenire sul tema è Maria Carmela Perna, Educatrice Cinofila e Coadiutore del cane per gli Interventi Assistiti con gli Animali, che porta anche un’esperienza personale per spiegare perché il rispetto delle regole non sia un dettaglio. 

«Circa quattro anni fa, al calar del sole, mi trovavo con il mio cane Sonny sul greto del fiume Po quando vidi un Lupo Cecoslovacco libero dirigersi verso di noi. Dopo pochi istanti altri esemplari puntavano nella nostra direzione, non ricordo se fossero sei o sette. Tutti liberi, solo uno portava la museruola. Con il senno di poi mi sono chiesta cosa sarebbe successo se al mio posto ci fosse stato un bambino o un anziano con il suo cagnolino». 

Maria Carmela Perna, Educatrice Cinofila e Coadiutore del cane per gli Interventi Assistiti con gli Animali

Nel Parco Fluviale del Po, incluso il tratto di Lauriano, è obbligatorio tenere i cani al guinzaglio nelle aree naturali e protette per non disturbare la fauna selvatica e garantire la sicurezza di persone e animali. È vietato lasciarli liberi e devono essere condotti responsabilmente. La regola vale anche nel centro abitato, ma non sempre viene rispettata. 

A Lauriano circola una battuta tra i cittadini: “Ci sono più Lupi Cecoslovacchi, Pitbull e Rottweiler che persone”. È un’esagerazione, ma riflette un disagio reale. Molti ritengono che tra i cani che più frequentemente si allontanano dalle proprietà private vi siano esemplari di grossa taglia, con grande forza fisica e, in alcuni casi, con marcata aggressività verso altri cani. 

Il problema è quotidiano. Uscire in passeggiata è diventato più complicato. Il timore di incontrare un animale lasciato libero, magari già protagonista di precedenti fughe, sta modificando le abitudini delle famiglie. 

C’è chi evita le zone periferiche, chi rinuncia ai sentieri nel verde e chi preferisce restare nelle vie centrali per sentirsi più al sicuro. Anche nel centro cittadino, però, restano criticità legate alle deiezioni sui marciapiedi e sui muri, che generano malessere e tensioni tra cittadini. 

Il gruppo “SOS Animali” 

Per gestire le emergenze è nato il gruppo WhatsApp “SOS Animali”, creato da Sergio Sapetti, docente dell’Istituto Europa Unita di Chivasso e referente del Controllo del Vicinato di Lauriano-Piazzo: uno strumento rapido per segnalare cani vaganti e favorirne il recupero. 

Non è solo un canale di segnalazione, ma anche una rete di vicinato solidale: uno spazio in cui i cittadini si aiutano, si tengono informati e si danno uno sguardo reciproco, collaborando per la sicurezza degli animali e della comunità.  

Le fughe, però, in alcuni casi si ripetono. Spesso si tratta di cani lasciati in giardino incustoditi, in un contesto rurale dove si presume che l’animale resti all’interno della proprietà. L’assenza di doppie recinzioni, soprattutto con cancelli automatici, e di sistemi anti-fuga rende facile l’allontanamento: basta poco perché il cane si ritrovi in strada. 

Altre volte gli animali vengono lasciati volontariamente liberi di “fare un giro”, con la convinzione che torneranno da soli. Ma il rispetto delle regole è una responsabilità verso il proprio cane, verso gli altri animali e verso l’intera comunità. 

Questo è il problema. Come risolverlo? 

Secondo Maria Carmela Perna, il nodo è culturale. «L’essere umano si è evoluto insieme al cane, in un processo noto come coevoluzione, eppure spesso lo conosciamo meno di quanto crediamo. Gli attribuiamo bisogni e intenzioni umane. Se ha il giardino è felice, se sta in casa è triste. Ma non funziona così. I cani isolati socialmente possono sviluppare forte frustrazione anche vivendo in un grande giardino. Se lasciati soli preferiscono spazi non troppo grandi, sicuri, riparati e rintanati. È una questione di sopravvivenza». 

La prevenzione è la prima forma di responsabilità. 

Tra gli accorgimenti indicati: controllo periodico delle recinzioni, soprattutto alla base; sistemi di chiusura sicuri per cancelli e accessi; maggiore supervisione per i cani lasciati in giardino. Percorsi educativi fondamentali riguardano l’insegnamento dei comandi base — “seduto”, “terra”, “resta” — con particolare attenzione al richiamo e alla relazione con il proprietario. 

Per le passeggiate sono consigliati collari fissi e guinzagli fino a 1,5 metri di lunghezza. Sono da evitare pettorine non adeguate, lunghine e guinzagli allungabili (Flexi). 

«Un cane non è un soprammobile da giardino. Oggi viene scelto spesso per bellezza e non per funzione. Ci ritroviamo con cani di grandi dimensioni e mezzi offensivi importanti e senza educazione cinofila è come girare con un’arma sempre carica». 

Sicurezza e comunità 

L’idea è promuovere momenti informativi aperti alla cittadinanza, incontri per famiglie, laboratori per bambini e dimostrazioni pratiche sulla gestione e sulla comunicazione del cane. 

Si stima che nel mondo ci sia circa un cane ogni otto esseri umani: per questo sicurezza ed educazione dei giovani rappresentano una vera rivoluzione culturale. “Gli animali non sono peluches, è giusto che i bambini lo imparino prima possibile”. 

Dopo la nascita della sua prima figlia, Maria organizza incontri cinofili divulgativi dedicati ai genitori, con l’obiettivo di sostenere la relazione cane-bambino. Si trattano temi come l’inserimento del neonato, la gestione domestica, la prevenzione di incidenti e aggressioni, la responsabilità degli adulti e la decostruzione di miti e false credenze. 

Una comunità consapevole protegge bambini e animali. Un cane gestito male diventa un problema. Un cane ben gestito è una ricchezza e un valore aggiunto. Un paese consapevole è un paese più sicuro. 

Lauriano ha spazi verdi preziosi e una comunità attiva. Oggi non serve puntare il dito, ma fare un salto di qualità culturale. Lasciare il cane libero non è un diritto, ma una responsabilità che richiede consapevolezza, rispetto delle regole e tutela del benessere di tutti. 

“La grandezza e il progresso morale di una nazione si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali.” – Gandhi 

 

 Maria Carmela Perna

 

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